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tassa soggiorno ispicaCapisco che a parlare di tasse, proprio di questi tempi, ci viene l’orticaria. Ma non abbiamo fatto caso che c’è una tassa che possiamo riscuotere ad Ispica e che pagherebbero i forestieri, senza eccessivi sforzi peraltro. È la tassa di soggiorno. Secondo i dati della Provincia, nel 2012 ad Ispica (fra centro urbano e fascia costiera) sono state 73mila le presenze registrate nelle strutture alberghiere ed extralberghiere, dai b&b, tantissimi e molto accoglienti, agli alberghi, che da noi sono sostanzialmente Marispica e Borgo Rio Favara, fino ai campeggi. Circa un anno fa l’Amministrazione comunale la propose, ma il Consiglio comunale la bocciò non so con quanta lungimiranza. La proposta di allora non era male, prevedendo fasce di contribuenti in base alle tipologie e alla classificazione delle strutture con un minimo di cinquanta centesimi ed un massimo di due euro a pernottamento. Nel merito il Consiglio avrebbe potuto emendare, limare, migliorare la proposta. L’ha respinta. Credo che se ne dovrà riparlare. Anche perché il gettito, cioè il ricavato di questa tassa, è a destinazione vincolata: va quindi speso per beni e servizi riguardanti il turismo e non per altro. Daremmo una piccola mano a un ingranaggio di un modello di sviluppo fondato sulle nostre bellezze naturali e le nostre risorse archeologiche, architettoniche e culturali.

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