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cassa depositi prestitiUn mutuo di poco più di 5milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti. E’ quanto ha chiesto l’Amministrazione comunale di Ispica allo Stato per ripianare debiti verso clienti e fornitori contratti nel 2013 (quelli al 2012, come si sa, sono di pertinenza dei Commissari per via del dissesto). Il mutuo, ovviamente, comporterà un impegno ulteriore per le finanze del Comune per gli anni a venire: insomma il classico “cu campa paja”. Ma se questo mutuo serve a tacitare creditori, a fare circolare denaro nell’economia locale bloccata, a dare respiro a qualche servizio comunale a carattere sociale, ben venga. Ma sarà proprio così? E’ mai possibile che in un anno un Comune come Ispica abbia da pagare cinque milioni di euro verso clienti e fornitori, non comprendendo tutte quelle uscite alle quali può fare fronte con i trasferimenti ordinari, siano pure esigui, da parte di Stato e Regione e gli introiti delle tasse ed imposte comunali? Credo che non di cinque, ma anche di dieci milioni potrebbe essere il mutuo (ammesso che sia consentito farlo), a condizione che questi denari siano bene spesi. Non è che contraiamo un mutuo “pesante”, ipotechiamo il futuro più di quanto non sia già compromesso e con il ricavato mettiamo in sicurezza la “casta”, limitando il buco che potrebbe essere oggetto del “danno erariale”, cioè di tutti quei risarcimenti che amministratori e funzionari sono chiamati ad operare per riparare a scelte non rispondenti a buona amministrazione?

O, nella migliore delle ipotesi, cominciamo a oleare la macchina clientelare in vista delle “Amministrative” a suon di soldi pubblici? Occorre un’”Operazione trasparenza” poderosa per informare i cittadini di ogni euro che si spende. Non è tollerabile che le tasse e le imposte stanno massacrando oltre misura gli ispicesi, i servizi vengono cancellati, i diritti vengono fatti pagare (vedi la vicenda scandalosa dello scuolabus per i bambini residenti fuori dal centro urbano), Ispica è spesso al buio, e c’è chi fa ancora finanza creativa nel tentativo disperato di salvarsi? E lo fa senza dare conto alla città. E senza peraltro avere la sensibilità di fare il gesto, sicuramente non risolutivo ma altamente simbolico, di ridursi le indennità percepite per le cariche pubbliche che si ricoprono? Ecco. Chiedo all’Amministrazione un gesto di trasparenza: i cinque milioni li impiegheremo per questo……., sciorinando i destinatari di un ulteriore e gravoso impegno del futuro, del quale gli attuali amministratori di Palazzo Bruno hanno dato ampia prova di interessarsi.

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