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ruota degli espostiI “figli della Ruota” potrebbero tornare. Per legge. Da maggio scorso il Senato, precisamente le Commissioni Affari Costituzionali e Igiene e sanità, stanno esaminando un disegno di legge presentato nel 2008 dal senatore Massimo Garavaglia ed altri parlamentari, tutti della Lega, con il quale si istituiscono e si disciplinano quelli che vengono definiti “punti di accoglienza del neonato”, dove i neonati vengono accuditi e, passato un certo periodo senza che la mamma si sia fatta viva, sono dati in adozione. Insomma sarebbe una riedizione riveduta e corretta delle “ruote degli esposti”, chiamate anche degli innocenti o dei proietti, (nella foto una di esse) istituite fra il 1100 e il 1200 da papa Innocenzo III e soppresse a metà degli anni ’20 dal fascismo. Il provvedimento preso in esame dal parlamento si compone di soli sei articoli e crea una sinergia fra servizio sanitario nazionale e comuni per la creazione di queste strutture che sono ovviamente dotate di tutti i crismi, anche tecnologici, per farne delle “ruote” sì, ma del XXI secolo. Basti pensare, ad esempio, che viene proposta anche

l’istituzione di un numero verde nazionale che, una volta chiamato, fornisce tutti i “punti” d’italia in modo da potere individuare quello più vicino nel quale deporre il neonato indesiderato. Tutto questo in forma assolutamente anonima. La chiave del problema sta proprio qui. Come i senatori proponenti affermano nella relazione del disegno di legge, è sì in vigore una legge che consente di partorire in forma anonima, ma, specie nei piccoli centri, il timore di essere scoperte, e conseguentemente esposte ad esecrazione, di fatto allontana da questa pratica molte donne. Il sistema dei “punti di accoglienza del neonato” garantirebbe l’anonimato. Così come del resto avviene già in diverse strutture sanitarie che, del tutto autonomamente, hanno istituito delle culle termiche dove lasciare i bambini che, altrimenti, verrebbero abbandonati nei cassonetti o in altri modi abbastanza spicci, come spesso le cronache ci dicono.
Vedremo che fine farà questo disegno di legge che, qualora approvato, segnerebbe indubbiamente un salto di qualità nelle politiche di accoglienza e tutela della vita. Da notare che in altri stati europoei, come la Germania, iniziative del genere hanno avuto una diffusione rapidissima e hanno trovato il favore di centinaia di donne.

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