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Ho scoperto che sono un ladro di domini internet e di account twitter. Avrei agito non da solo, ma in un’associazione per delinquere con mio figlio Antonio Stornello. La miccia l’ha accesa un sedicente dirigente del Pd di Ispica che ha detto che da segretario cittadino avevo dato incarico a mio figlio di creare e gestire il sito web pdispica.it e i vari account sui social. Il nostro, molto saggiamente, ha ritenuto di togliere il commento dopo le mie rimostranze tendenti a ristabilire la verità su una questione tutta interna al partito di Ispica, iniziata da quando l’acuto Salvatore Belluardo, all’epoca appassionatissimo responsabile comunicazione del partito, che non smetterò mai di ringraziare per il volontariato genuino e sincero fatto, pensò di sfruttare la rete per rilanciare la comunicazione del Pd locale. Se il commento è stato tolto, vuol dire che era falso. Ovviamente c’è stato uno zelante esecutore e replicante che ha riportato i contenuti diffamatori del commento. Non sto qui a polemizzare: chi ha dubbi sulla gestione finanziaria del Pd di Ispica quando il sottoscritto era segretario, vada dal tesoriere del circolo di via Ruggero Settimo Nino Fermo, che è ancora in carica, e scoprirà che non solo non sono ladro, ma che sono, diciamo così, un generoso sostenitore del partito: per i più duri dico che al Pd io i soldi li ho dati (eccome se non li ho dati!) e non ne ho mai presi, come possono testimoniare anche i miei avversari in queste primarie Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo. Ho visto molta approssimazione in alcuni commenti: la più macroscopica è quella nella quale si ignora che io, a mio nome, ho un mio account twitter e un mio blog: non ne ho bisogno di altri. Il “Kennedy”, di cui oggi è coordinatore Giovanni Tringali, si basa sul volontariato, la lealtà e soprattutto l’onestà delle persone e il loro assoluto disinteresse personale. Abbiamo usato gli account originari per il semplice fatto che in Via Ruggero Settimo non ne avevano bisogno e qualora ne avessero avuto sarebbe bastato parlare e, ovviamente, pagare quella miseria sui domini. E poi, come torno a dire, rispetto a quello che il Circolo di Via Ruggero Settimo mi deve (parlo di vile moneta), cosa poteva essere la decina di euro per i domini (pagati sempre, anche quelli, di tasca mia)? Montare una canea oggi, a pochi giorni dalle Primarie è solo un tentativo malriuscito di dare del ladro a me e mio figlio Antonio che del tutto volontariamente, senza prendere mai un euro, sfruttando le sue conoscenze da autodidatta e la sua passione fa belle cose di cui sono orgoglioso. In questa campagna elettorale, grazie a lui, ho una marcia in più nella comunicazione sul web: ognuno ha le sue risorse alle quali attingere. Io ho queste e me ne vanto. Mi propongo per un ruolo pubblico: come si vede non mi sottraggo al confronto. Sarebbe bello se mi si contestasse il programma, le cose che sul mio blog riporto: confrontiamoci su queste. Ed invece leggo una catasta di inesattezze, come quella che il Comune di Agrigento, di cui è stato sindaco il mio amico, personale e di partito, Marco Zambuto, è commissariato per il dissesto: quel comune è commissariato perché il sindaco Zambuto si è dimesso per una condanna in primo grado e assolto con formula piena un mese fa in appello. Il dissesto ad Agrigento non c’è proprio grazie a Marco Zambuto che lo ha evitato con il suo governo. Chi, infine, riprende la vicenda di Loris, si vada a leggere quanto scrivo sul blog e sulla mia bacheca personale di Facebook.

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