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tasse

Consiglio comunale Ispica STORNELLO PDGiovedì sera vedremo se sarà la volta buona per istituire l’imposta di soggiorno anche ad Ispica. Per giovedì 10 settembre, alle 19,30, è stato infatti convocato il Consiglio comunale con all’ordine del giorno, sostanzialmente, solo questo argomento. Come si ricorderà la proposta di istituzione dell’imposta di soggiorno era stata posta in discussione per la seduta consiliare del 26 agosto scorso: la maggioranza era pronta, era anche iniziato il dibattito, ma poi si era resa necessaria la presenza dei revisori dei conti per avere il parere sugli emendamenti presentati al momento e poco prima. Il parere dei revisori dei conti è obbligatorio ogniqualvolta si assumono decisioni di natura finanziaria. Sia pure invitato regolarmente, il collegio dei revisori aveva ritenuto di non presenziare. La presidente Maria Calabrese, rintracciata la sera stessa, aveva fatto un salto in aula che, da un punto di vista formale, non era bastato a colmare la lacuna. Il punto è stato quindi rinviato. L’imposta di soggiorno grava per un minimo di 50 centesimi fino a un massimo di cinque euro al giorno, sugli ospiti delle varie strutture ricettive del territorio. Quindi non la pagano i residenti. Va a formare una dotazione finanziaria, di circa 70-80 mila euro l’anno, che il Comune ha l’obbligo di impiegare per iniziative, beni e servizi per il turismo.
In scaletta anche un adempimento periodico del Consiglio, qual è quello della nomina di due consiglieri (uno di maggioranza, l’altro di opposizione) per la Commissione che aggiorna gli albi comunali dei giudici popolari, e la mozione di indirizzo presentata da un consigliere di minoranza che prende le mosse da una recente legge regionale per il recupero dei centri storici.
Per scaricare invito e ordine del giorno clicca qui.

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Gianni Stornello consiglio comunale ispica Sventato il tentativo di una parte delle opposizioni consiliari di attribuire alla nuova maggioranza di centro-sinistra la responsabilità politica dei vecchi bilanci e di alcuni adempimenti connessi, ereditati dalla vecchia Amministrazione e dal vecchio Consiglio comunale. Paradossale il fatto che consiglieri comunali oggi di opposizione, che hanno avuto ruoli anche significativi nelle giunte di centro-destra responsabili del dissesto finanziario, volessero scaricare su di noi le scelte fatte nel Conto consuntivo al Bilancio riequilibrato 2013, nel Bilancio di previsione 2014, nelle determinazioni sulle criticità rilevate dalla Corte dei conti al Rendiconto 2012 e nella determinazione delle tariffe di TARI (la tassa sui rifiuti), IMU e TASI. Adempimenti obbligatori per il Consiglio, pena il suo scioglimento (a meno di una settimana dall’insediamento), l’arrivo di un commissario (pagato dal Comune) e una paralisi amministrativa che, francamente, non possiamo permetterci. Ma, oltre ad essere obbligatori i temi, erano vincolanti i contenuti, sia perché si riferivano ad esercizi precedenti, ormai passati, sia perché frutto di indicazioni e prescrizioni da parte della Corte dei conti e del Ministero dell’Interno, stante la condizione di dissesto del Comune di Ispica. Alle opposizioni ho lanciato la sfida di confrontarci nel merito delle scelte che faremo invece quando tratteremo il Bilancio di previsione per il 2015: se non ci saranno ulteriori proroghe dovremo approvarlo entro il 30 luglio, quindi prestissimo.
Abbiamo modificato il modificabile, ovviamente nell’interesse dei cittadini: così sarà possibile rateizzare in cinque soluzioni la TARI, la tassa sui rifiuti, strettamente connessa con il costo e la qualità del servizio. Alla luce di questo, mi sono preso l’impegno di sollecitare l’argomento all’Amministrazione comunale in sede di affidamento del servizio di igiene urbana, gestito oggi dalla Dusty in regime di proroga, in attesa di espletare una nuova gara. E’ allora che potremo riparlare di raccolta differenziata riqualificata (e certificata) incentivata con il ricorso all’applicazione dei bonus: più raccolta differenziata fai, meno paghi di tassa. Rinviato infine alla Giunta il Piano triennale delle opere pubbliche: quello in Consiglio era stato redatto dalla vecchia Amministrazione. Non essendoci termini perentori, se non quelli per l’approvazione del bilancio 2015 di cui il Piano triennale delle opere pubbliche costituisce atto preliminare importante, abbiamo ritenuto di dare alla Giunta la possibilità di rivederlo e, possibilmente, di migliorarlo.
Ad inizio di seduta ho chiesto la parola per un brevissimo ricordo di Madre Crocifissa Curcio, beata ispicese, nel giorno nel quale è ricordata dalla Chiesa e nel decennale della sua beatificazione.

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Il 4 luglio la Chiesa ricorda la Beata Madre Crocifissa Curcio, ispicese beatificata dieci anni fa. Proprio nel decennale della beatificazione eccone il ricordo in Consiglio comunale.

Il dibattito evidenzia un confronto sul fatto che il Consiglio è chiamato a votare atti prodotti nel passato quinquennio. Se questi atti, tutti riguardanti il bilancio, non vengono approvati si scioglie il nuovo Consiglio comunale e si commissaria il Comune.

L’esercizio finanziario 2012 era stato duramente censurato dalla Corte dei conti. Il Consiglio comunale ha riscontrato la decisione della Corte dei conti prendendo atto sostanzialmente di tutti i rilievi. Nella deliberazione della magistratura contabile, su intervento dell’ex Sindaco, si attribuiva ai dipendenti comunali, definiti “non competenti” la responsabilità delle criticità.

Servizio di nettezza urbana, tassa sui rifiuti, raccolta differenziata in una dichiarazione di voto.

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scuolabus cartoonNel mondo si esprime grande soddisfazione per il Nobel per la Pace a chi afferma il valore dell’educazione, della scuola, dell’infanzia. Ad Ispica si tassa il diritto allo studio. La vicenda degli scuolabus non messi in circolazione con l’inizio dell’anno scolastico, finisce con l’istituzione del servizio, che dovrebbe avere inizio lunedì, ma con un contributo a carico delle famiglie. La delibera (per vederla clicca qui) è stata adottata dalla Giunta municipale e prevede un costo del biglietto, da pagare anticipatamente, articolato in fasce in base al percorso e ai giorni di scuola in un mese, facendo un’ulteriore differenza fra chi usufruisce dello scuolabus cinque giorni la settimana e chi sei. Per dare un’idea: chi è più vicino (entro i due chilometri) in novembre pagherà 26 euro per sei giorni settimanali, 22 per cinque; chi è più lontano (sette chilometri in poi), sempre a novembre, 52 euro per sei giorni, 44 per cinque. Riduzioni sono previste per quei nuclei familiari con più figli: del 10% con due figli, del 15% con tre, del 20% con quattro, del 25% con cinque. Al riguardo ho la mia idea: lo scuolabus non è la palestra o una lezione di pianoforte. E’ il mezzo che consente ai bambini e ai ragazzini che non risiedono nel centro urbano di frequentare la scuola dell’obbligo, esercitando un diritto garantito dalla Costituzione. Con questa decisione un diritto è negato. E per averlo basta pagare.

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tassa soggiorno ispicaCapisco che a parlare di tasse, proprio di questi tempi, ci viene l’orticaria. Ma non abbiamo fatto caso che c’è una tassa che possiamo riscuotere ad Ispica e che pagherebbero i forestieri, senza eccessivi sforzi peraltro. È la tassa di soggiorno. Secondo i dati della Provincia, nel 2012 ad Ispica (fra centro urbano e fascia costiera) sono state 73mila le presenze registrate nelle strutture alberghiere ed extralberghiere, dai b&b, tantissimi e molto accoglienti, agli alberghi, che da noi sono sostanzialmente Marispica e Borgo Rio Favara, fino ai campeggi. Circa un anno fa l’Amministrazione comunale la propose, ma il Consiglio comunale la bocciò non so con quanta lungimiranza. La proposta di allora non era male, prevedendo fasce di contribuenti in base alle tipologie e alla classificazione delle strutture con un minimo di cinquanta centesimi ed un massimo di due euro a pernottamento. Nel merito il Consiglio avrebbe potuto emendare, limare, migliorare la proposta. L’ha respinta. Credo che se ne dovrà riparlare. Anche perché il gettito, cioè il ricavato di questa tassa, è a destinazione vincolata: va quindi speso per beni e servizi riguardanti il turismo e non per altro. Daremmo una piccola mano a un ingranaggio di un modello di sviluppo fondato sulle nostre bellezze naturali e le nostre risorse archeologiche, architettoniche e culturali.

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