#ConsiglioTrasparente ultimipost profilo facebook ultimitweet like facebook

scuola

scuolabus cartoonNel mondo si esprime grande soddisfazione per il Nobel per la Pace a chi afferma il valore dell’educazione, della scuola, dell’infanzia. Ad Ispica si tassa il diritto allo studio. La vicenda degli scuolabus non messi in circolazione con l’inizio dell’anno scolastico, finisce con l’istituzione del servizio, che dovrebbe avere inizio lunedì, ma con un contributo a carico delle famiglie. La delibera (per vederla clicca qui) è stata adottata dalla Giunta municipale e prevede un costo del biglietto, da pagare anticipatamente, articolato in fasce in base al percorso e ai giorni di scuola in un mese, facendo un’ulteriore differenza fra chi usufruisce dello scuolabus cinque giorni la settimana e chi sei. Per dare un’idea: chi è più vicino (entro i due chilometri) in novembre pagherà 26 euro per sei giorni settimanali, 22 per cinque; chi è più lontano (sette chilometri in poi), sempre a novembre, 52 euro per sei giorni, 44 per cinque. Riduzioni sono previste per quei nuclei familiari con più figli: del 10% con due figli, del 15% con tre, del 20% con quattro, del 25% con cinque. Al riguardo ho la mia idea: lo scuolabus non è la palestra o una lezione di pianoforte. E’ il mezzo che consente ai bambini e ai ragazzini che non risiedono nel centro urbano di frequentare la scuola dell’obbligo, esercitando un diritto garantito dalla Costituzione. Con questa decisione un diritto è negato. E per averlo basta pagare.

Share Button

istituto comprensivo padre pio da pietralcina ispica piazza unità d'italia luigi einaudi chiesa madre matriceEcco l’ultima idea fantastica di Palazzo Bruno. Il personale doposcuolista (non tutto per la verità) è stato richiamato a fare il suo mestiere, ma di mattina, svolgendo una sorta di attività di supporto nell’orario scolastico ordinario. Insomma un servizio comunale, nato per essere di aiuto ai bambini e ai ragazzini le cui famiglie non possono mantenersi i doposcuola privati pomeridiani, si trasforma in un servizio a sostegno della scuola in quanto apparato. Sia ben chiaro: sono utili l’uno e l’altro. Ma, dovendo scegliere, l’Amministrazione ha scelto l’apparato e non le famiglie. In tutto questo c’è un aspetto che i sindacati stanno valutando concretamente ai fini di un possibile ricorso. Il Comune, essendo in dissesto, ha degli esuberi di personale. E’ stata varata una delibera di rideterminazione della pianta organica zeppa di illegittimità, tanto è vero che un gruppo di dipendenti l’ha impugnata. Uno dei vizi della delibera è la mancata indicazione dei servizi essenziali che non possono essere soppressi. Si può muovere il personale dipendente con tanta facilità, destinandolo a servizi che, quando sarà, potrebbero essere considerati non indispensabili, mettendo a rischio i posti di lavoro di quanti vi operano? Non so fino a che punto un servizio di natura sociale ed educativa possa essere considerato a perdere, soprattutto visti i tempi in cui la rete pubblica di sostegno sociale diventa necessaria per fronteggiare la crisi e le politiche educative andrebbero potenziate. Ma non si può pretendere questo da un’Amministrazione che dà un colpo micidiale al diritto allo studio sopprimendo gli scuolabus che assicurano la frequenza della scuola ai bambini residenti nelle contrade.

Share Button

Sul “weekend di solidarietà”, organizzato dal Partito Democratico “Kennedy” di Ispica, ecco la mia dichiarazione rilasciata a Video Regione nella veste di portavoce del circolo.

Share Button