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romanzo

Mario Grasso Ci sono persone sommamente note per le loro doti di affabulatori, e ci sono vicende, personaggi e combinazioni che sembrano chiedere di essere narrate, svelate, rievocate, illustrate. Mettiamo insieme queste due occasioni umane e otteniamo il denominatore su cui porre questa singolare e avvincente opera narrativa di Gianni Stornello.
Un caso letterario su cui la scommessa editoriale si ritiene vincente a priori, quindi in forza dello stesso privilegio di poterlo proporre al pubblico dei lettori, avanzando l’orgoglio di poterlo esibire. Il figlio della Ruota è qui un romanzo, ma quello che Gianni Stornello ha creato e ricreato in calibrati episodi, colorando tutto con moduli espressivi di squillante genuinità linguistiche come folgoranti spontaneità umane e traduzioni di stati d’animo, è il complesso e davvero favoloso resoconto di fatti e personaggi che comunicano e si agitano adesso nelle pagine del romanzo trasmettendoci le stesse passioni, ansie, brutalità, dolcezze, che hanno contraddistinto lungo la seconda metà del secolo scorso e fino ai nostri giorni, l’impronta civile e morale di un territorio che di quegli eventi è stato palcoscenico. Personaggi, eventi e ambiente tra regole di costume e pregiudizi, approvazioni e disapprovazioni, inganni, stupori, pettegolezzi, scandali e gratuite violenze (come la fucilazione d’un innocente), Continua a leggere

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copertina_il_figlio_della_ruota2Ed ecco il mio secondo romanzo. Si intitola Il figlio della Ruota ed è edito da Prova d’autore. E’ la storia di un trovatello che inizia negli anni ’20 del ‘900. Nirìa, questo il nome del bambino, è però un trovatello “anomalo” che, dopo essere lasciato nella ruota del suo paese, nel giro di qualche ora viene recuperato per iniziativa del padre naturale, un ricco proprietario terriero, vedovo da qualche anno, che aveva trovato conforto in una sua criata, Rosa, la madre di Nirìa. Il romanzo arriva ai nostri giorni, dopo una serie di vicende che vedono Nirìa protagonista indiretto ed indiretto. Il filo conduttore è la vicenda dello stesso Nirìa che lotta fino alla fine dei suoi giorni per avere riconosciuto il rapporto di filiazione col padre naturale, il cui riconoscimento in punto di morte era stato precedentemente fatto sparire. Il romanzo prende spunto da alcune vicende realmente accadute che vengono da me romanzate e raccontate con l’ausilio della fantasia, con l’intento di dare la visione di una certa Sicilia, delle sue contraddizioni, dei suoi ossimori, delle sue mediocrità e degli sprazzi di solidarietà, in un tentativo di valorizzazione della memoria collettiva senza la quale, sono convinto, non può esserci futuro.
Ci vediamo in libreria!

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