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gianni stornelloUn’interpellanza sull’elezione del capogruppo consiliare del Partito democratico di Ispica è stata presentata da Giuseppe Quarrella di Area popolare (vedila qui).

Il consigliere Quarrella si serve di carte superate dai fatti e dagli atti per strumentalizzare una vicenda interna a un partito e a un gruppo consiliare del tutto risolta e archiviata. L’interpellanza porta la data del 12 febbraio e fa riferimento all’elezione del capogruppo del Pd, che nel frattempo è stato eletto il 3 febbraio sera. Il collega di opposizione si è servito di una lettera del consigliere pd Giovanni Gambuzza che il 3 febbraio mattina sollecitava l’elezione del capogruppo. Non trovando questioni di natura amministrativa e problemi concreti su cui fare opposizione, Area popolare ha scelto la strada poco corretta della speculazione su vicende interne ad un partito, il Pd, peraltro chiuse dalla mia elezione a capogruppo consiliare. Tranquillizzo tutti sul fatto che gli atti della conferenza dei capigruppo sono legittimi e che non ci sono state incompatibilità fra cariche istituzionali e politiche, dal momento che il presidente del Consiglio comunale Roccuzzo, quale primo degli eletti del Pd, ha di volta in volta delegato la consigliera Stefania Rosa a partecipare alle conferenze dei capigruppo, come peraltro concordato con tutti i consiglieri del Partito democratico, nell’attesa che venisse eletto il capogruppo. Capogruppo, ricordo, che va eletto e non scelto in base ai voti riportati.
Ognuno fa politica e svolge il suo mandato elettorale come meglio crede. C’è chi lo fa ripescando cose vecchie, e chi, come noi, lo fa sull’attualità dei bisogni e sulle urgenze della collettività. Tra i pochissimi in Italia abbiamo abolito per statuto i gettoni di presenza per i consiglieri comunali, abbiamo ridotto i settori del Comune facendo risparmiare migliaia di euro all’ente, abbiamo rimesso in piedi il meccanismo di assegnazione dei suoli cimiteriali con criteri oggettivi, abbiamo dotato la biblioteca comunale “Capuana” di un Regolamento che la pone all’avanguardia dei servizi culturali in città, abbiamo ridotto la Cosap per i commercianti e gli artigiani e alleggerito il carico della Tari concedendo una rateizzazione maggiore della tassa, abbiamo avviato il riscatto dei livelli, dando in proprietà i terreni ancora gravati da vincoli medievali con un introito notevole per le casse comunali, stiamo mettendo mano alla cancellazione dei vincoli imposti dall’adozione del Piano regolatore del 2011, rimettendo in moto l’edilizia e liberando molte famiglie dall’obbligo di assurde acquisizioni di pareri per modifiche di poco conto, rimetteremo nelle mani della città le scelte sul Piano regolatore che vogliamo il più condiviso possibile e il più adatto ad assicurare uno sviluppo armonico di Ispica. Potrei continuare. Confrontiamoci su queste cose. Il resto lasciamolo ai nostalgici azzeccagarbugli.

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bittordoLa mostra antologica “È di scena la donna…” allestita nell’atrio di Palazzo Bruno è importante per due motivi. Primo perché espone Bittordo, un artista locale, residente peraltro nella nostra impareggiabile fascia costiera, i cui lavori in china hanno destato l’attenzione della critica anche di recente. La donna di Bittordo, evidenziata in questa antologica, è una donna passionale, soggetto e non oggetto, causa ed effetto di emozioni che non trascendono nella facile e banale tentazione: la donna di Bittordo è la donna dallo sguardo espressivo e complice, che trasmette un messaggio univoco: “Non dirmi che sono bella e sensuale. Sono un essere che pensa, agisce e che vive. Proprio come te”. È questa la donna che è di scena ad Ispica grazie al tratto raffinato e unico di Bittordo.
C’è un secondo motivo che dà importanza all’evento: Palazzo Bruno torna ad essere cornice di appuntamenti culturali e, nelle serate della festa, dei turisti, del tempo bizzarro e incerto, ma sempre dominato dal nostro caldo mediterraneo e tropicale, resta aperto e partecipa come gli è consono alle gioie della comunità. Un bravo al sindaco Pierenzo Muraglie, all’assessore Salvatore Distefano e alla Galleria La Calandra Artecontemporanea. Complimenti all’artista, al suo talento e alle sua passioni.
La mostra è aperta dalle 21 fino al 15 agosto.

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Vittoria Muraglie Ispica

 

Pierenzo Muraglie è il nuovo sindaco di ‪‎Ispica‬. Sarò consigliere comunale del Pd, primo partito in città e gruppo di maggioranza relativa. Ecco i dati definitivi:

risultato ballottaggio ispica

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Muraglie Sindaco ballottaggio facsimileMuraglie Assessori e Consiglieri

Clicca sulle immagini per ingrandirle:

 

 

 

 

 

 

 

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STORNELLO 144 grazie

144 voti: raccoglierli non è stato facile, per chi come me non ha pacchetti precostituiti, apparati mobilitati o strumenti di pressione clientelari. Sono soddisfatto perché rappresentano una manifestazione di stima e di fiducia libera e pulita. Grazie agli amici che mi hanno votato e a quelli che mi hanno sostenuto con infaticabile passione. Sono quarto per i voti ottenuti tra i candidati del Pd e sarò eletto in Consiglio comunale quando la coalizione vincerà il ballottaggio del 14 e 15 giugno e otterrà il premio di maggioranza. Pierenzo Muraglie sindaco è l’opportunità di cambiamento che la città aspetta e desidera. Con Pierenzo sindaco e una squadra rinnovata e compatta in Giunta e in Consiglio comunale vinceremo la scommessa.

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Sono stato ospite di Jessica Cavallo a “Parliamone”. Una chiacchierata di una mezz’oretta su Primarie e dopo-Primarie, Ispica, Pd, privatizzazione del “Peppino Moltisanti”, Chiosco della famiglia Milana e tanto altro. Ecco il video integrale:

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La mia proposta del Bilancio partecipato interessa molto. La Gazzetta Ragusana mi ha intervistato al riguardo.
Il link all’intervista qui.
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Ho scoperto che sono un ladro di domini internet e di account twitter. Avrei agito non da solo, ma in un’associazione per delinquere con mio figlio Antonio Stornello. La miccia l’ha accesa un sedicente dirigente del Pd di Ispica che ha detto che da segretario cittadino avevo dato incarico a mio figlio di creare e gestire il sito web pdispica.it e i vari account sui social. Il nostro, molto saggiamente, ha ritenuto di togliere il commento dopo le mie rimostranze tendenti a ristabilire la verità su una questione tutta interna al partito di Ispica, iniziata da quando l’acuto Salvatore Belluardo, all’epoca appassionatissimo responsabile comunicazione del partito, che non smetterò mai di ringraziare per il volontariato genuino e sincero fatto, pensò di sfruttare la rete per rilanciare la comunicazione del Pd locale. Se il commento è stato tolto, vuol dire che era falso. Ovviamente c’è stato uno zelante esecutore e replicante che ha riportato i contenuti diffamatori del commento. Non sto qui a polemizzare: chi ha dubbi sulla gestione finanziaria del Pd di Ispica quando il sottoscritto era segretario, vada dal tesoriere del circolo di via Ruggero Settimo Nino Fermo, che è ancora in carica, e scoprirà che non solo non sono ladro, ma che sono, diciamo così, un generoso sostenitore del partito: per i più duri dico che al Pd io i soldi li ho dati (eccome se non li ho dati!) e non ne ho mai presi, come possono testimoniare anche i miei avversari in queste primarie Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo. Ho visto molta approssimazione in alcuni commenti: la più macroscopica è quella nella quale si ignora che io, a mio nome, ho un mio account twitter e un mio blog: non ne ho bisogno di altri. Il “Kennedy”, di cui oggi è coordinatore Giovanni Tringali, si basa sul volontariato, la lealtà e soprattutto l’onestà delle persone e il loro assoluto disinteresse personale. Abbiamo usato gli account originari per il semplice fatto che in Via Ruggero Settimo non ne avevano bisogno e qualora ne avessero avuto sarebbe bastato parlare e, ovviamente, pagare quella miseria sui domini. E poi, come torno a dire, rispetto a quello che il Circolo di Via Ruggero Settimo mi deve (parlo di vile moneta), cosa poteva essere la decina di euro per i domini (pagati sempre, anche quelli, di tasca mia)? Montare una canea oggi, a pochi giorni dalle Primarie è solo un tentativo malriuscito di dare del ladro a me e mio figlio Antonio che del tutto volontariamente, senza prendere mai un euro, sfruttando le sue conoscenze da autodidatta e la sua passione fa belle cose di cui sono orgoglioso. In questa campagna elettorale, grazie a lui, ho una marcia in più nella comunicazione sul web: ognuno ha le sue risorse alle quali attingere. Io ho queste e me ne vanto. Mi propongo per un ruolo pubblico: come si vede non mi sottraggo al confronto. Sarebbe bello se mi si contestasse il programma, le cose che sul mio blog riporto: confrontiamoci su queste. Ed invece leggo una catasta di inesattezze, come quella che il Comune di Agrigento, di cui è stato sindaco il mio amico, personale e di partito, Marco Zambuto, è commissariato per il dissesto: quel comune è commissariato perché il sindaco Zambuto si è dimesso per una condanna in primo grado e assolto con formula piena un mese fa in appello. Il dissesto ad Agrigento non c’è proprio grazie a Marco Zambuto che lo ha evitato con il suo governo. Chi, infine, riprende la vicenda di Loris, si vada a leggere quanto scrivo sul blog e sulla mia bacheca personale di Facebook.

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cambiamentoSostengo che le cose non debbiamo limitarci a dirle, ma bisogna farle. Parla chiaro in tal senso il mio slogan per questa campagna elettorale per la scelta del candidato sindaco del Partito democratico. E lo ribadisco a proposito del tema delle alleanze da realizzare quando si faranno le Amministrative. Il mio impegno nel Pd è strettamente legato alla concezione che ho di partito: grande, aperto, plurale, svincolato dai vecchi apparati, scollegato dalle tradizionali cinghie di trasmissione sindacali o di categoria, non soggetto a diktat corporativi e dove la politica è una passione e non una professione. Credo di averlo ampiamente dimostrato da segretario cittadino fra il 2010 e l’inizio di quest’anno e di averlo dimostrato da promotore, assieme ad altri amici, del Circolo Pd “John Fitzgerald Kennedy”. Proprio quest’ultimo, da subito dopo l’estate, avviò una serie di incontri politici con movimenti e partiti che si erano dichiarati di centro-sinistra, superando la vecchia concezione di un Partito democratico chiuso in se stesso e che pensasse di essere autosufficiente alle Amministrative di primavera. Trovammo importanti convergenze programmatiche, come il risanamento dei conti, la difesa dei “beni comuni”, l’affermazione dei diritti civili, uno sviluppo urbanistico centrato sulla riqualificazione del centro storico, l’abbattimento dei costi della politica, la riorganizzazione della burocrazia comunale, l’utilizzo delle tecnologie per l’innovazione… Potrei continuare. Poi sono arrivate le prime difficoltà: la profondità del cambiamento, i metodi per praticare questa profondità, il peso politico ed elettorale reale di ciascun soggetto presente al tavolo, il dubbio, da parte nostra, di essere utilizzati come detersivo sbiancante e foglia di fico per dare la patente di soggetto di centro-sinistra ad alcuni convenuti. Tutte questioni a mio avviso risolvibili, superabili. Ma con molto tempo a disposizione. Intanto proprio il tempo passava. Il nostro partito, tutto il partito, sentiva l’esigenza di indicare nel più breve tempo possibile il suo candidato sindaco. E così siamo partiti. E quel tavolo di confronto? Per quanto ci riguarda, come Circolo “Kennedy” del Partito democratico, la partecipazione ad esso è soltanto sospesa. Siamo impegnati in queste Primarie, che si stanno svolgendo perché noi le abbiamo volute. La mia candidatura, che non è nata in una notte ma è espressione di un progetto politico progressista e di Cambiamento (ribadisco la “C” maiuscola), si confronta con quelle che sono espressione dell’ala più tradizionalista del partito. Ma un minuto dopo la Primarie, qualora dovessi essere io a superarle, tutto il Pd deve riprendere quel cammino. L’obiettivo, come ho affermato qualche sera fa in una trasmissione televisiva, non deve essere quello di formare un’armata brancaleone che magari vince le elezioni amministrative ma poi litiga sulle cose da fare. Dobbiamo dare vita ad una coalizione la più larga possibile, tesa a rappresentare un’alternativa di governo credibile, all’altezza delle difficoltà che ha davanti, con chiari quei due capisaldi di prima: il profilo progressista e di Cambiamento della squadra che si va a formare, della quale il candidato sindaco è senza dubbio la punta di diamante e la garanzia del profilo progressista e di Cambiamento di tutta la coalizione. In campagna elettorale si dicono tante cose, si promettono i ponti anche dove non ci sono fiumi o vallate. Molto si gioca sulla credibilità delle persone. Ed io per ridare una speranza di cambiamento alla mia città ci sto mettendo la faccia, chi mi sostiene lo sta facendo con tanto impegno, chi dice di votarmi lo fa con tanta fiducia. Siamo credibili perché le cose non le diciamo per blandire qualche ambiente in vista delle Primarie. Siamo credibili perché le cose le facciamo, e non ci limitiamo a predicarle.

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Il mio intervento all’assemblea su “Un’amministrazione di cambiamento, di politiche, metodi, uomini” del Circolo “Kennedy” del Pd di Ispica del 23 novembre 2014.

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