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Per la mia campagna elettorale per le Primarie del 21 dicembre, ho scelto un testimonial d’eccezione: Ispica e le sue immagini. “Trikiova” di Giancarlo Guerrieri è la migliore “colonna sonora” per descrivere i mali di Ispica, ma anche per aprirsi alla speranza del Cambiamento.

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l'uomo delle stelle“Ispica irredimibile”, “Ispica? Ma dove deve andare?”, “Turismo ad Ispica? Ma di cosa stiamo parlando?”, “L’unica cosa che il prossimo sindaco può fare è chiudere Ispica e fondere il comune con uno di quelli vicini”… Capita spesso di sentire queste affermazioni da ispicesi, di vederle scritte nei social media, di percepire una disarmante sfiducia e di toccare anche il fondo della provocazione quando si propone di “chiudere la città”. Dico subito che non sono d’accordo, che una parentesi negativa della nostra storia, come quella che stiamo vivendo, non può giustificare affermazioni disfattistiche che partono da sacrosante verità (la crisi e la mala-politica prime fra tutte cui fanno seguito l’annullamento dei diritti e lo smantellamento dei servizi). Più volte ho sostenuto che se il titolo di “città” potesse essere revocato, Ispica, che quel riconoscimento lo ebbe proprio per una serie di caratteristiche che ne facevano un comune-modello, l’avrebbe perso da un bel po’. Poi mi capita di rivedere “L’uomo delle stelle”, il film che Giuseppe Tornatore portò nelle sale nel 1995, premiato col David di Donatello, alla Mostra del cinema di Venezia, col Nastro d’argento e con la nomination all’Oscar e ai Grammy Award. Lì, in quel film, non c’è solo un ritratto straordinario della Sicilia degli anni ’50, del carico di arretratezza e di speranza di quel periodo che costituivano un humus facile facile per avventurieri e spacciatori di illusioni. Non ci sono solo scorci importanti di Ragusa Ibla e del nostro territorio. C’è Ispica da ascoltare, ci sono le note di “Cristo alla colonna” del maestro Giuseppe Bellisario che caratterizzano la colonna sonora del film, per il resto frutto dell’estro di Ennio Morricone. Di questa cosa ricordo parlai con Sergio Castellitto, attore protagonista del film, in un nostro ovviamente casuale incontro a Bari: mi presentai come abitante di Ispica, quel comune che, con una delle sue manifestazioni di pietà popolare più sentite, aveva ispirato il maestro Bellisario con una marcia funebre che poi Peppuccio Tornatore avrebbe utilizzato ne ”L’uomo delle stelle”. Ebbene, Castellitto ricordava benissimo “Cristo alla colonna”, sottolineandone il pathos, l’intensità, la profonda sicilianità. Ecco, vedi quelle immagini, ascolti quelle musiche, ricordi quelle parole e arrivi alla conclusione di essere orgoglioso della tua città e del suo valore. Continua a leggere

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tassa soggiorno ispicaCapisco che a parlare di tasse, proprio di questi tempi, ci viene l’orticaria. Ma non abbiamo fatto caso che c’è una tassa che possiamo riscuotere ad Ispica e che pagherebbero i forestieri, senza eccessivi sforzi peraltro. È la tassa di soggiorno. Secondo i dati della Provincia, nel 2012 ad Ispica (fra centro urbano e fascia costiera) sono state 73mila le presenze registrate nelle strutture alberghiere ed extralberghiere, dai b&b, tantissimi e molto accoglienti, agli alberghi, che da noi sono sostanzialmente Marispica e Borgo Rio Favara, fino ai campeggi. Circa un anno fa l’Amministrazione comunale la propose, ma il Consiglio comunale la bocciò non so con quanta lungimiranza. La proposta di allora non era male, prevedendo fasce di contribuenti in base alle tipologie e alla classificazione delle strutture con un minimo di cinquanta centesimi ed un massimo di due euro a pernottamento. Nel merito il Consiglio avrebbe potuto emendare, limare, migliorare la proposta. L’ha respinta. Credo che se ne dovrà riparlare. Anche perché il gettito, cioè il ricavato di questa tassa, è a destinazione vincolata: va quindi speso per beni e servizi riguardanti il turismo e non per altro. Daremmo una piccola mano a un ingranaggio di un modello di sviluppo fondato sulle nostre bellezze naturali e le nostre risorse archeologiche, architettoniche e culturali.

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