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debito

crack-finanziarioCerto che il Comune di Ispica ha proprio intenzione di prendere la Corte dei conti per sfinimento. In un solo giorno i magistrati contabili si sono occupati di noi e dei conti del nostro comune in due adunanze, dando vita ad altrettante deliberazioni. Di una, la numero 92/2015, sapevamo già e ne avevo parlato (vedi). Di un’altra, la più corposa, parliamo oggi. La Deliberazione è la numero 127/2015 e prende in esame il rendiconto della gestione 2012. Occorre fare una precisazione. La Deliberazione 92/2015 si riferisce all’esercizio 2013, ma sulla scorta di un referto redatto dal sindaco, con il parere dei revisori dei conti, e mette a fuoco una serie di aspetti: dai controlli interni alla corrispondenza fra obiettivi e risultati di gestione. La Deliberazione 127/2015 prende invece in esame l’esercizio 2012 sulla base di una relazione dei revisori dei conti, relazione che la corte contabile ha ricevuto l’8 maggio 2014. Quest’ultimo è un controllo diverso e “fotografa” la reale situazione finanziaria chiedendo poi all’Amministrazione e al Consiglio comunale di attivare le necessarie misure correttive. Insomma si tratta dei cosiddetti “compiti a casa”. Ebbene, va detto che il Comune di Ispica si è rivelato seriamente inadempiente. Prima di tutto per il “ritardo nell’approvazione del rendiconto sulla gestione per l’esercizio 2012, avvenuta in data 17/06/2013”. Poi per i numeri: il disavanzo di amministrazione per l’esercizio 2012 è di 3.370.756,18 euro, mentre il disavanzo della gestione di competenza è 509.854,04 euro. Il Comune di Ispica viene classificato come “ente strutturalmente deficitario” perché ha superato sette parametri obiettivi su dieci riguardanti la mancata riscossione di tasse (quindi nessuna lotta all’evasione fiscale), l’elevata consistenza di debiti fuori bilancio da sentenze esecutive (2.147.809,08 euro più 5.050.332,20 euro “senza individuazione alcuna di mezzi di finanziamento”) e in alcuni casi senza che siano passati dal Consiglio comunale per il dovuto riconoscimento. Ci sono ancora anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5% delle entrate correnti e la già segnalata mancata adozione, da parte del Consiglio comunale, di misure correttive necessarie già chieste in precedenza e sui cui il Consiglio ha fatto orecchio da mercante. La Deliberazione va letta tutta, anche per venire a conoscenza di altri particolari: come la mancanza di memorie dell’Amministrazione e l’affermazione, attribuita dalla Corte dei conti al sindaco, secondo la quale al Comune di Ispica mancherebbero dirigenti (le cosiddette “figure apicali”) “competenti”. La stessa Corte precisa che l’attuale sindaco è in carica “da 9 anni”. Per leggere e scaricare la Deliberazione integrale clicca qui.

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cassa depositi prestitiUn mutuo di poco più di 5milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti. E’ quanto ha chiesto l’Amministrazione comunale di Ispica allo Stato per ripianare debiti verso clienti e fornitori contratti nel 2013 (quelli al 2012, come si sa, sono di pertinenza dei Commissari per via del dissesto). Il mutuo, ovviamente, comporterà un impegno ulteriore per le finanze del Comune per gli anni a venire: insomma il classico “cu campa paja”. Ma se questo mutuo serve a tacitare creditori, a fare circolare denaro nell’economia locale bloccata, a dare respiro a qualche servizio comunale a carattere sociale, ben venga. Ma sarà proprio così? E’ mai possibile che in un anno un Comune come Ispica abbia da pagare cinque milioni di euro verso clienti e fornitori, non comprendendo tutte quelle uscite alle quali può fare fronte con i trasferimenti ordinari, siano pure esigui, da parte di Stato e Regione e gli introiti delle tasse ed imposte comunali? Credo che non di cinque, ma anche di dieci milioni potrebbe essere il mutuo (ammesso che sia consentito farlo), a condizione che questi denari siano bene spesi. Non è che contraiamo un mutuo “pesante”, ipotechiamo il futuro più di quanto non sia già compromesso e con il ricavato mettiamo in sicurezza la “casta”, limitando il buco che potrebbe essere oggetto del “danno erariale”, cioè di tutti quei risarcimenti che amministratori e funzionari sono chiamati ad operare per riparare a scelte non rispondenti a buona amministrazione? Continua a leggere

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