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corte dei conti

archivio comune ispicaIl Comune di Ispica è sotto le lenti di due ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non è una straordinaria novità, essendosi, i due funzionari, insediati da alcuni giorni ed avendone dato notizia la stampa. Vale la pena tuttavia capire meglio perché sono venuti, qual è il loro compito, quanto staranno a Palazzo Bruno e, per dirla facile facile, dove potrebbero andare a parare.
Ho avuto con loro un incontro molto cordiale, estremamente rispettoso dei ruoli da entrambe le parti. Abbiamo parlato anche di Ispica in generale, dei suoi monumenti, delle sue tradizioni, della sua storia, dei suoi beni paesaggistici: tutte qualità che, già nei primi giorni della loro permanenza in città, Fabio Buccico e Alessio Di Cola (questi i loro nomi), stanno avendo modo di apprezzare. Quanto meno ci facciamo conoscere anche per le nostre cose belle, ho pensato. Ma veniamo al nocciolo. In pratica la loro missione ispicese rientra nell’attività di controllo di quei comuni che negli anni hanno collezionato una serie di rilievi da parte della Corte dei conti, sia che siano in dissesto, sia che non lo siano. La “scaletta” che gli ispettori seguono viene dunque dettata dalla Corte dei conti: bilanci, utilizzo delle risorse (pensiamo ai fondi vincolati), patrimonio, personale, consulenze, servizi. Un lavoro che porterà via almeno un mese. Al termine sarà redatta una relazione che dirà se la criticità evidenziate dalla Corte dei conti sono superate o meno. In caso negativo, scatteranno le sanzioni verso i responsabili, siano essi amministratori o funzionari comunali o esperti. Essendo il procedimento di natura contabile, e non penale, le sanzioni potranno essere di tipo amministrativo e contabile. Fra esse svetta il danno erariale: chi è ritenuto responsabile di una spesa non dovuta, paga di tasca propria il non dovuto. Ovviamente tutto questo in linea teorica. Perché non è detto che le sanzioni scatteranno. Se, pur in presenza di criticità, il Comune ha tenuto un atteggiamento diciamo così riparatore delle malefatte compiute in precedenza, nessun problema. In caso contrario saranno dolori. Senza considerare gli eventuali risvolti penali dei quali si sta già occupando la magistratura ordinaria.
Tutto questo implica una considerazione di natura politica. La venuta degli ispettori ministeriali è la conseguenza di una serie di scelte compiute nel passato da altre amministrazioni. Oggi, precisamente da giugno-luglio, è in carica un’Amministrazione comunale diversa rispetto alla precedente: diverso il colore politico, diversa l’età media di amministratori e consiglieri, diverso il rapporto di costoro con la politica, diverso il grado di competenza, diversa la concentrazione del potere. Marcare la differenza, ricostruire una città, che non è solo afflitta dal dissesto finanziario, fondando l’azione politica ed amministrativa sulla discontinuità è un dovere.
La foto che pubblico è emblematica di una situazione: faldoni e fascicoli accatastati come non avremmo potuto immaginare. Li ho visti personalmente in un seminterrato di uno degli stabili destinati ad uffici comunali. Sono rimasto incredulo io, sono rimasti increduli gli amici amministratori ai quali ho mostrato la foto. Il dissesto, dicevo, lo sfascio non è solo finanziario: riguarda anche la banale tenuta di un pezzo di archivio comunale. Dai primi atti del suo insediamento, la nuova giunta ha cercato gli elementi distintivi di una diversità notevole. E’ importante mantenerla questa tensione, ora che la luna di miele si avvia inevitabilmente a conclusione. Le scelte discutibili compiute giorni sulla sostanziale riconferma dei capi settore vanno chiuse fra parentesi e definitivamente archiviate. Il tasso di cambiamento si misura anche dalle scelte che si fanno sul personale di cui un amministratore si circonda. Non dimentichiamo che quel galantuomo di Ignazio Marino, sindaco di Roma, paga in termini di immagine (e non solo) anche per non avere saputo o voluto fare scelte di rottura rispetto al passato nei primi mesi di mandato. E se oggi a Palazzo Bruno bussano ancora gli ispettori che vogliono vederci chiaro su una stagione nefasta per la città, vuol dire che rompere, tagliare di netto con quella stagione è doveroso. Oltre che necessario.

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Il 4 luglio la Chiesa ricorda la Beata Madre Crocifissa Curcio, ispicese beatificata dieci anni fa. Proprio nel decennale della beatificazione eccone il ricordo in Consiglio comunale.

Il dibattito evidenzia un confronto sul fatto che il Consiglio è chiamato a votare atti prodotti nel passato quinquennio. Se questi atti, tutti riguardanti il bilancio, non vengono approvati si scioglie il nuovo Consiglio comunale e si commissaria il Comune.

L’esercizio finanziario 2012 era stato duramente censurato dalla Corte dei conti. Il Consiglio comunale ha riscontrato la decisione della Corte dei conti prendendo atto sostanzialmente di tutti i rilievi. Nella deliberazione della magistratura contabile, su intervento dell’ex Sindaco, si attribuiva ai dipendenti comunali, definiti “non competenti” la responsabilità delle criticità.

Servizio di nettezza urbana, tassa sui rifiuti, raccolta differenziata in una dichiarazione di voto.

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Consiglio comunale Ispica STORNELLO PD
Non sarà solo una seduta di formale insediamento del nuovo Consiglio comunale quella convocata per il 2 luglio alle 19 nell’Aula consiliare di Palazzo Bruno. Oltre ad una serie di adempimenti legati proprio all’avvio della nuova stagione amministrativa, come il giuramento dei consiglieri e del sindaco, l’elezione del presidente del consesso e del suo vice, l’ordine del giorno prevede alcuni argomenti alquanto impegnativi e delicati, come l’approvazione delle tariffe e del piano finanziario della TARI, la tassa sui rifiuti, la determinazione di aliquote e detrazioni per l’IMU e la TASI, la tassa sui servizi indivisibili. Oltre all’aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche 2015/2017, avremo da affrontare le questioni spinose delle criticità riscontrate dalla Corte dei conti sul Rendiconto 2012, il Conto al Bilancio riequilibrato 2013, il Bilancio di previsione 2014 (proprio così, di “Previsione 2014”), il Bilancio pluriennale 2014/2016.
Dico solo che come inizio non c’è male, anche se c’era da aspettarsi un avvio (e non solo l’avvio) impegnativo di questo mandato consiliare.
Chi vuole prendere visione e scaricare la convocazione e l’ordine del giorno integrali, può cliccare qui.

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crack-finanziarioCerto che il Comune di Ispica ha proprio intenzione di prendere la Corte dei conti per sfinimento. In un solo giorno i magistrati contabili si sono occupati di noi e dei conti del nostro comune in due adunanze, dando vita ad altrettante deliberazioni. Di una, la numero 92/2015, sapevamo già e ne avevo parlato (vedi). Di un’altra, la più corposa, parliamo oggi. La Deliberazione è la numero 127/2015 e prende in esame il rendiconto della gestione 2012. Occorre fare una precisazione. La Deliberazione 92/2015 si riferisce all’esercizio 2013, ma sulla scorta di un referto redatto dal sindaco, con il parere dei revisori dei conti, e mette a fuoco una serie di aspetti: dai controlli interni alla corrispondenza fra obiettivi e risultati di gestione. La Deliberazione 127/2015 prende invece in esame l’esercizio 2012 sulla base di una relazione dei revisori dei conti, relazione che la corte contabile ha ricevuto l’8 maggio 2014. Quest’ultimo è un controllo diverso e “fotografa” la reale situazione finanziaria chiedendo poi all’Amministrazione e al Consiglio comunale di attivare le necessarie misure correttive. Insomma si tratta dei cosiddetti “compiti a casa”. Ebbene, va detto che il Comune di Ispica si è rivelato seriamente inadempiente. Prima di tutto per il “ritardo nell’approvazione del rendiconto sulla gestione per l’esercizio 2012, avvenuta in data 17/06/2013”. Poi per i numeri: il disavanzo di amministrazione per l’esercizio 2012 è di 3.370.756,18 euro, mentre il disavanzo della gestione di competenza è 509.854,04 euro. Il Comune di Ispica viene classificato come “ente strutturalmente deficitario” perché ha superato sette parametri obiettivi su dieci riguardanti la mancata riscossione di tasse (quindi nessuna lotta all’evasione fiscale), l’elevata consistenza di debiti fuori bilancio da sentenze esecutive (2.147.809,08 euro più 5.050.332,20 euro “senza individuazione alcuna di mezzi di finanziamento”) e in alcuni casi senza che siano passati dal Consiglio comunale per il dovuto riconoscimento. Ci sono ancora anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5% delle entrate correnti e la già segnalata mancata adozione, da parte del Consiglio comunale, di misure correttive necessarie già chieste in precedenza e sui cui il Consiglio ha fatto orecchio da mercante. La Deliberazione va letta tutta, anche per venire a conoscenza di altri particolari: come la mancanza di memorie dell’Amministrazione e l’affermazione, attribuita dalla Corte dei conti al sindaco, secondo la quale al Comune di Ispica mancherebbero dirigenti (le cosiddette “figure apicali”) “competenti”. La stessa Corte precisa che l’attuale sindaco è in carica “da 9 anni”. Per leggere e scaricare la Deliberazione integrale clicca qui.

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SILENZIO-INNOCENTIC’è stato un tempo ad Ispica in cui uno starnuto della Corte dei conti era sintomo di una polmonite e un provvedimento che riguardava il personale scatenava la reazione di sindacati e forze politiche. Questo tempo sembra essere passato. Evidentemente il clamore non paga elettoralmente. La campagna elettorale è avviata e meno si parla, meglio è. Occorre dare alla città un’idea rassicurante, rilassante. Insomma cloroformio a litri per offrire all’opinione pubblica un’idea di normalità. Tutto questo a danno della trasparenza ovviamente. La Corte dei conti è uscita recentemente con un provvedimento non tenero nei confronti dell’Amministrazione comunale. Qualche giorno fa la notizia è stata data dal Giornale di Sicilia e su radiortm.it. Si tratta di una deliberazione conseguente ad un’udienza tenuta il 13 novembre 2014 e depositata solo il 10 febbraio 2015. Il periodo di riferimento è il 2013. Diverse le criticità segnalate. Chi avrà la pazienza di leggere il provvedimento integrale vedrà anche qualche sorpresa in tema di controlli interni, trasparenza, appalti, concessione a terzi dei beni pubblici, evasione fiscale. Tutta una serie di inadempienze che rendono il Comune di Ispica ancora sotto tutela della Corte dei conti, anche a seguito della condizione di dissesto finanziario in cui si trova. (Per scaricare la deliberazione integrale clicca qui).
Poi il personale. La Giunta ha varato una nuova rideterminazione della dotazione organica (scaricala da qui), cercando maldestramente di aggiustare il tiro dopo che il primo provvedimento aveva provocato un ricorso al Tar di alcuni dipendenti e l’interrogazione parlamentare della senatrice del Pd Venerina Padua (scaricala da qui). Dopo il nuovo provvedimento è intervenuta la Cisl, sindacato notoriamente moderato e spesso filo-governativo ai vari livelli. Il sindacato chiede nientemeno che la revoca in autotutela della nuova delibera di rideterminazione. Ora, si revoca in autotutela un provvedimento illegittimo. Quindi la Cisl sostiene l’illegittimità del provvedimento. La Cisl incentra la sua iniziativa sulla difesa dei doposcuolisti e contro il gran numero di dirigenti previsti. A meno di clamorose retro-marcia, la Cisl un ricorso lo farà. E la prova che non scherza è data non solo dal fatto che la lettera di richiesta di revoca in autotutela inviata all’Amministrazione sia stata firmata, oltre che dal segretario territoriale Antonio Nicosia, dal segretario della Funzione pubblica Daniele Passanisi, ma anche dal particolare che il comunicato stampa con cui si dà notizia della cosa porta una dichiarazione “politica” del segretario generale della Cisl, di tutta la Cisl, di Siracusa e Ragusa, Paolo Sanzaro. Dichiarazione “politica” perché viene fra l’altro rilevato come si tratti di “una scelta assunta da una Giunta a fine mandato”. Dunque per sapere che la Corte dei conti continua a “bacchettare” il Comune di Ispica dobbiamo seguire la stampa (non tutta purtroppo); per sapere che l’Amministrazione comunale di Ispica produce atti illegittimi dobbiamo leggere i documenti e le prese di posizione della “bolscevica” Cisl. Opposizioni, consiglieri comunali, candidati, grandi innovatori e portatori del gran cambiamento: silenzio! Sì, il silenzio dei conniventi.

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