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Unioni civili IspicaAnche Ispica potrà avere il suo Registro delle Unioni civili. La Giunta ha già approvato la bozza di Regolamento che quanto prima passerà all’esame del Consiglio comunale che dovrà approvarlo definitivamente. Non appena sarà esecutiva la delibera consiliare di approvazione, sarà possibile registrare tutte quelle unioni civili riconosciute come tali proprio dal Regolamento.
Prima di arrivare a questo appuntamento, considero importante un confronto su questa materia. Intanto dico subito di essere d’accordo e bene ha fatto l’Amministrazione comunale a lanciare l’iniziativa. Le Unioni civili non sono un matrimonio, ma sono uno stare insieme perché legati da vincoli di varia di natura, compresa naturalmente la sfera sentimentale fra persone dello stesso sesso o la convivenza che deriva da una comunione di interessi. Da questi vincoli scaturiscono dei diritti che le istituzioni non possono ignorare, anzi che devono riconoscere e tutelare. Ecco perché l’istituzione del Registro comunale delle Unioni civili è un’attestazione di avanguardia proprio sul terreno dei diritti che fa onore a chi la fa.
Su questo tema vorrei andare in Consiglio comunale con una maggiore consapevolezza che mi viene dai suggerimenti, dalle idee, dai contributi dei miei concittadini. Il Regolamento approvato dalla Giunta municipale è una bozza che il Consiglio può, se ritiene, migliorare. Ecco. La stiamo già vedendo al Circolo “J.F.Kennedy” del Pd: i partiti a questo servono. Ma vorrei che le osservazioni provenissero da una platea più vasta.
Vi invito a scaricare la bozza (potete farlo cliccando qui), a leggerla e ad inviarmi le vostre eventuali osservazioni, i vostri suggerimenti che irrobustiscano il Regolamento, rendendolo più efficace e più rispondente alle esigenze di tutti.
Aspetto le proposte che potrete inviare alla mia mail istituzionale consigliere.stornello@comune.ispica.rg.it .

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archivio comune ispicaIl Comune di Ispica è sotto le lenti di due ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non è una straordinaria novità, essendosi, i due funzionari, insediati da alcuni giorni ed avendone dato notizia la stampa. Vale la pena tuttavia capire meglio perché sono venuti, qual è il loro compito, quanto staranno a Palazzo Bruno e, per dirla facile facile, dove potrebbero andare a parare.
Ho avuto con loro un incontro molto cordiale, estremamente rispettoso dei ruoli da entrambe le parti. Abbiamo parlato anche di Ispica in generale, dei suoi monumenti, delle sue tradizioni, della sua storia, dei suoi beni paesaggistici: tutte qualità che, già nei primi giorni della loro permanenza in città, Fabio Buccico e Alessio Di Cola (questi i loro nomi), stanno avendo modo di apprezzare. Quanto meno ci facciamo conoscere anche per le nostre cose belle, ho pensato. Ma veniamo al nocciolo. In pratica la loro missione ispicese rientra nell’attività di controllo di quei comuni che negli anni hanno collezionato una serie di rilievi da parte della Corte dei conti, sia che siano in dissesto, sia che non lo siano. La “scaletta” che gli ispettori seguono viene dunque dettata dalla Corte dei conti: bilanci, utilizzo delle risorse (pensiamo ai fondi vincolati), patrimonio, personale, consulenze, servizi. Un lavoro che porterà via almeno un mese. Al termine sarà redatta una relazione che dirà se la criticità evidenziate dalla Corte dei conti sono superate o meno. In caso negativo, scatteranno le sanzioni verso i responsabili, siano essi amministratori o funzionari comunali o esperti. Essendo il procedimento di natura contabile, e non penale, le sanzioni potranno essere di tipo amministrativo e contabile. Fra esse svetta il danno erariale: chi è ritenuto responsabile di una spesa non dovuta, paga di tasca propria il non dovuto. Ovviamente tutto questo in linea teorica. Perché non è detto che le sanzioni scatteranno. Se, pur in presenza di criticità, il Comune ha tenuto un atteggiamento diciamo così riparatore delle malefatte compiute in precedenza, nessun problema. In caso contrario saranno dolori. Senza considerare gli eventuali risvolti penali dei quali si sta già occupando la magistratura ordinaria.
Tutto questo implica una considerazione di natura politica. La venuta degli ispettori ministeriali è la conseguenza di una serie di scelte compiute nel passato da altre amministrazioni. Oggi, precisamente da giugno-luglio, è in carica un’Amministrazione comunale diversa rispetto alla precedente: diverso il colore politico, diversa l’età media di amministratori e consiglieri, diverso il rapporto di costoro con la politica, diverso il grado di competenza, diversa la concentrazione del potere. Marcare la differenza, ricostruire una città, che non è solo afflitta dal dissesto finanziario, fondando l’azione politica ed amministrativa sulla discontinuità è un dovere.
La foto che pubblico è emblematica di una situazione: faldoni e fascicoli accatastati come non avremmo potuto immaginare. Li ho visti personalmente in un seminterrato di uno degli stabili destinati ad uffici comunali. Sono rimasto incredulo io, sono rimasti increduli gli amici amministratori ai quali ho mostrato la foto. Il dissesto, dicevo, lo sfascio non è solo finanziario: riguarda anche la banale tenuta di un pezzo di archivio comunale. Dai primi atti del suo insediamento, la nuova giunta ha cercato gli elementi distintivi di una diversità notevole. E’ importante mantenerla questa tensione, ora che la luna di miele si avvia inevitabilmente a conclusione. Le scelte discutibili compiute giorni sulla sostanziale riconferma dei capi settore vanno chiuse fra parentesi e definitivamente archiviate. Il tasso di cambiamento si misura anche dalle scelte che si fanno sul personale di cui un amministratore si circonda. Non dimentichiamo che quel galantuomo di Ignazio Marino, sindaco di Roma, paga in termini di immagine (e non solo) anche per non avere saputo o voluto fare scelte di rottura rispetto al passato nei primi mesi di mandato. E se oggi a Palazzo Bruno bussano ancora gli ispettori che vogliono vederci chiaro su una stagione nefasta per la città, vuol dire che rompere, tagliare di netto con quella stagione è doveroso. Oltre che necessario.

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Gianni_StornelloSi snellisce la macchina comunale, con una riduzione dei settori dai nove attuali a un massimo di cinque, e si mette definitivamente la parole “fine” ai gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Sono i due importanti risultati raggiunti con la seduta consiliare di ieri sera, che avrebbe potuto mettere al suo attivo anche l’istituzione dell’imposta di soggiorno, rinviata alla prossima seduta.
La modifica allo Statuto comunale (con la quale sono stati ridotti i settori e sono stati aboliti definitivamente i gettoni di presenza) ha portato via un bel po’ di tempo. La minoranza di centro-destra ha cercato inutilmente di chiedere rinvii e sospensioni, di avanzare cavilli e di mettere il bastone fra le ruote al processo di rinnovamento che Amministrazione e maggioranza intendono portare avanti. A confermare la bontà della procedura seguita, sulla quale l’opposizione sollevava dubbi, è anche intervenuto il segretario generale. Il punto è stato approvato, con la conseguenza che per Statuto (che è la nostra piccola Costituzione) i consiglieri comunali lavoreremo gratis e i settori del Comune non potranno essere più di cinque (deciderà la Giunta), con un risparmio di costi e una diminuzione degli esuberi di personale che comportano la messa in disponibilità del personale comunale a seguito del dissesto finanziario.
L’altro tema importante era l’istituzione dell’imposta di soggiorno. Ma abbiamo dovuto rinviare il punto per l’assenza dei revisori dei conti che avrebbero dovuto esprimere il loro parere sugli emendamenti presentati poco prima e durante la seduta consiliare. Sarà per la prossima che a questo punto è da prevedere a scadenza ravvicinata.
Il Consiglio ha preso in esame la proposta della Giunta municipale sul recesso del Comune di Ispica dal circuito “Città del vino”. Una scelta sicuramente sofferta e che, intervenendo, ho considerato reversibile, nel senso che, migliorando le condizioni finanziarie dell’ente, si potrà anche pensare ad un ritorno in questo importante circuito che promuove e mette in mostra le aziende vinicole del territorio. Al momento è stata una scelta dettata dall’austerità imposta dal dissesto finanziario. Attorno a questo argomento è nata una polemica, attizzata dall’opposizione: loro, i responsabili di dieci anni di amministrazione che hanno portato al dissesto e della crisi complessiva in cui sui trova il Comune, sono venuti a criticare la scelta, evocando la perdita di posti lavoro, un danno all’immagine della città e via dicendo: bastava che ci pensassero prima loro, invece di venire oggi e pretendere di dare lezioni.
All’ordine del giorno c’erano anche due mozioni di indirizzo: una (presentata da Carmelo Denaro) impegnava l’Amministrazione a mettere a norma e rendere completamente funzionale lo stadio “Peppino Moltisanti”. L’altra (depositata da Serafino Arena) impegnava l’Amministrazione e fare in modo che la farmacia partecipata comunale Ispicenia osservasse orari diversi, garantendo, ad esempio, l’apertura tutti i sabati e le domeniche proprio per marcare la sua differenza rispetto alle altre, a gestione privata. Entrambe le mozioni sono state ritirate dai presentatori. Su entrambe l’Amministrazione ha preso l’impegno rispettivamente di fare un attento esame dei costi necessari per quanto riguarda il “Moltisanti” e di dare indicazioni precise e specifiche ai rappresentanti del Comune nel Consiglio d’amministrazione della Farmacia Ispicenia per l’adozione di diverse misure (non solo l’apertura prefestiva e festiva) che ne esaltino il ruolo di soggetto che svolge un servizio pubblico, con ricadute positive per l’utenza della città.
La seduta era stata aperta da un minuto di silenzio proposto da me in segno di cordoglio per la tragica scomparsa di Khaled Al Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira, in Siria, barbaramente torturato e ucciso dai terroristi dell’Isis per avere cercato di difendere il sito archeologico, bene dell’umanità Unesco, dalla distruzione organizzata dalla furia dell’estremismo islamico. L’Anci (l’associazione dei comune italiani) aveva chiesto gesti simbolici di ricordo di una figura, per la quale, proprio ieri, è stata avanzata la candidatura per il conferimento del Nobel per la Pace alla memoria.

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Consiglio comunale Ispica STORNELLO PDLa maggioranza torna alla carica con la riduzione dei settori della struttura amministrativa del Comune. Lo farà concretamente mercoledì 26 agosto alle 20 con la seduta del Consiglio comunale che segna la ripresa dopo la brevissima pausa estiva (per chi l’ha fatta ovviamente). Altro punto di rilievo l’istituzione dell’imposta di soggiorno.

La riduzione dei settori. E’ lo stesso provvedimento che si sarebbe dovuto votare nella seduta del 28 luglio. Trattandosi di una modifica allo Statuto comunale, in prima lettura occorrevano 14 consiglieri presenti. La minoranza (ad eccezione del M5S) si era allontanata dall’aula, assumendosi la responsabilità di allungare i tempi per l’approvazione di un provvedimento che, riducendo i settori “fino a un massimo di cinque”, snellisce l’apparato comunale, dove in atto si contano nove settori. Da considerare che più settori significano maggiori costi e maggiori esuberi di personale. Mercoledì, trattandosi di una seconda lettura che avviene entro 30 giorni, il quorum necessario scenderà a 11. Facile prevedere che il provvedimento passerà.

L’imposta di soggiorno. Sono tra i presentatori della proposta che prevede anche l’approvazione di un Regolamento specifico e la costituzione di un tavolo tecnico composto da rappresentanti dell’Amministrazione e delle associazioni di categoria impegnate nella gestione delle strutture turistiche. E’ l’unica, irrisoria tassa (da un minimo di 50 centesimi a un massimo di due euro al giorno, in base al tipo di struttura) che pagano i forestieri, coloro che risiedono nelle strutture alberghiere e ricettive in genere del territorio comunale. Essa va a beneficio del Comune che ha l’obbligo di destinarla a iniziative volte a sviluppare il turismo, i siti dove esso si svolge, le stesse strutture ricettive. Mi ero già occupato di questa imposta, in un post al quale rimando se si vogliono avere anche informazioni ed elementi più concreti. (Per andarci clicca qui).

L’ordine del giorno prevede anche la proposta della Giunta del recesso del Comune di Ispica dall’Associazione nazionale “Città del vino” (vedi) e la discussione di due mozioni presentate da altrettanti consiglieri di minoranza: riguardano la gestione della Farmacia Ispicenia, che come si sa è a capitale misto pubblico-privato, e la manutenzione e il rilancio dello Stadio Giuseppe Moltisanti.

Per leggere e scaricare la convocazione e l’ordine del giorno integrali clicca qui.

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Palazzo Bruno dall'altoUn’ispezione al Comune di Ispica e l’annullamento in autotutela dell’approvazione della Dotazione organica dei dipendenti comunali: li chiede al Ministro dell’Interno la senatrice Venerina Padua. In un’interrogazione parlamentare (per scaricarla clicca qui), l’esponente del Partito democratico denuncia una serie di omissioni da parte del Comune di Ispica che, sostanzialmente, avrebbero indotto il Ministero a formulare un giudizio viziato. Dopo avere ricordato che la rideterminazione della dotazione organica, effettuata dalla Giunta Municipale, ha stabilito che al Comune di Ispica vi sarebbero in eccedenza diverse decine di dipendenti comunali, la parlamentare iblea sottolinea come “avverso tale provvedimento è stato avanzato ricorso al Tar da un gruppo di dipendenti comunali che considerano l’atto illegittimo perché privo di motivazione, senza la necessaria verifica dei fabbisogni e la necessaria informazione delle organizzazioni sindacali, illogico e contraddittorio perché non volto al risanamento dell’ente e a tutelare i servizi indispensabili, peraltro non precedentemente indicati”. Una Commissione del Ministero dell’Interno ha approvato la delibera, ma, come afferma la senatrice Padua, “nella lunga fase istruttoria è intercorso un intenso carteggio fra Comune di Ispica e Ministero nel quale il Comune ha dichiarato l’inesistenza di aziende o istituzioni speciali con propria partecipazione, affermazione che contrasta con l’esistenza della farmacia a partecipazione maggioritaria comunale e che nella stessa istruttoria il Comune di Ispica ha anche dichiarato l’inesistenza di servizi affidati ad esterni, in contrasto con l’affidamento ad una ditta del servizio di riscossione volontaria e coattiva dei tributi locali. Il Comune di Ispica – prosegue nella sua interrogazione la senatrice Venerina Padua – è altresì socio dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 7 di Ragusa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e anche di questa partecipazione non vi è cenno nelle comunicazioni del Comune. Tenuto conto che “in materia di personale dipendente, la Sezione di controllo per la Regione Siciliana della Corte dei Conti, con una deliberazione del 2012, ha chiesto al Comune di Ispica delle misure correttive sulla stabilizzazione di 72 unità di personale con contratto a tempo determinato, dichiarata “illegittima”, senza che queste misure correttive siano state adottate”, la parlamentare del Pd ricorda come l’atto contestato stia producendo effetti sui mantenimenti occupazionali del Comune di Ispica, visto che l’Amministrazione comunale “ha chiesto formalmente al personale dipendente l’adesione a generici contratti di solidarietà, non specificandone entità e durata”.
Da parte mia posso solo aggiungere che la senatrice Padua chiede chiarezza e trasparenza anche perché ci sono di mezzo dei posti di lavoro. Nel mio programma ho scritto che considero il provvedimento di rideterminazione della dotazione organica illegittimo e persecutorio, impegnandomi ad annullarlo come segno di pacificazione fra i dipendenti comunali, messi gli uni contro gli altri da amministratori incapaci che, come risposta, stanno precipitosamente imponendo prepensionamenti e contratti di solidarietà farlocchi, in un clima di intimidazione mai registratosi al Comune di Ispica. A tutto questo si aggiunge il fatto che qualora i dipendenti comunali che hanno promosso il ricorso dovessero spuntarla, i danni per il Comune sarebbero enormi. Mi auguro che gli ispettori del Ministero dell’Interno arrivino al più presto per rendersi conto delle condizioni in cui si trova il Comune di Ispica: oltre al dissesto finanziario ce n’è uno per ogni campo in cui il centro-destra ha messo mano, gestione del personale compresa.

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cassa depositi prestitiUn mutuo di poco più di 5milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti. E’ quanto ha chiesto l’Amministrazione comunale di Ispica allo Stato per ripianare debiti verso clienti e fornitori contratti nel 2013 (quelli al 2012, come si sa, sono di pertinenza dei Commissari per via del dissesto). Il mutuo, ovviamente, comporterà un impegno ulteriore per le finanze del Comune per gli anni a venire: insomma il classico “cu campa paja”. Ma se questo mutuo serve a tacitare creditori, a fare circolare denaro nell’economia locale bloccata, a dare respiro a qualche servizio comunale a carattere sociale, ben venga. Ma sarà proprio così? E’ mai possibile che in un anno un Comune come Ispica abbia da pagare cinque milioni di euro verso clienti e fornitori, non comprendendo tutte quelle uscite alle quali può fare fronte con i trasferimenti ordinari, siano pure esigui, da parte di Stato e Regione e gli introiti delle tasse ed imposte comunali? Credo che non di cinque, ma anche di dieci milioni potrebbe essere il mutuo (ammesso che sia consentito farlo), a condizione che questi denari siano bene spesi. Non è che contraiamo un mutuo “pesante”, ipotechiamo il futuro più di quanto non sia già compromesso e con il ricavato mettiamo in sicurezza la “casta”, limitando il buco che potrebbe essere oggetto del “danno erariale”, cioè di tutti quei risarcimenti che amministratori e funzionari sono chiamati ad operare per riparare a scelte non rispondenti a buona amministrazione? Continua a leggere

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