#ConsiglioTrasparente ultimipost profilo facebook ultimitweet like facebook

alberto

procura MilanaLa Procura della Repubblica di Ragusa ha voluto acquisire gli atti relativi al Chiosco di piazza dell’Unità d’Italia, tolto ai Milana prima della costruzione della nuova piazza, realizzato ex novo in un altro angolo e assegnato ad altri. Agenti in borghese si sono presentati nei giorni scorsi al Comune chiedendo le copie di tutti i documenti. Era stata la stessa famiglia Milana a depositare un esposto in Procura nei giorni caldi dell’occupazione del nuovo chiosco e dello sciopero della fame. Adesso, come si dice in questi casi, la magistratura vuole vederci chiaro. La domanda è sempre quella: è possibile che dei privati che godono di diritti legittimi, come quello della concessione di uno spazio pubblico e dell’utilizzo di esso per fini commerciali, ne vengano privati? La questione è nelle mani dei tribunali amministrativi: il Tar si pronuncerà con i tempi ordinari che ha, respingendo la richiesta di sospensiva immediata della concessione del nuovo chiosco ad altri dopo l’emissione di un bando ad hoc. Per il tribunale amministrativo non esistono i presupposti per un danno grave ed irreparabile. Non per questo un processo non si farà. Tutto questo sotto l’aspetto squisitamente amministrativo. E se la vicenda avesse anche dei risvolti penali? Di qui l’acquisizione degli atti da parte della polizia giudiziaria, su mandato della Procura. Questa ulteriore novità ingarbuglia ulteriormente tutta la storia. Gli assegnatari del nuovo chiosco rischiano di essere schiacciati da un contenzioso che potrebbe riservare colpi di scena. Anche se c’è chi osserva: in fin dei conti loro non c’entrano. Se ai Milana sarà riconosciuta la loro ragione dovrà essere il Comune a risarcire i danni a loro e ai nuovi assegnatari. Insomma a pagare capricci e arroganza è sempre Pantalone. Mentre politici e politicanti, prima impegnati a fare a gara nella solidarietà chiacchierona alla famiglia Milana, li vediamo in doppio petto a caccia di voti per le Amministrative del 31 maggio. Oggi stare dalla parte dei Milana è rischioso, non dà un’immagine rassicurante, fa perdere voti. Voti, non consenso. Quello è un’altra cosa.

Share Button

Ecco la puntata integrale di “Cordiali saluti” dedicata ad Ispica. Alla trasmissione, andata in onda il 4 dicembre su La 2 e condotta da Leuccio Emmolo, hanno partecipato Gianni Stornello e Uccio Om Milana. Molti i temi affrontati: le Primarie del Pd del 21 dicembre, le alleanze in vista delle elezioni, il risanamento delle finanze comunali, i dipendenti comunali, la crisi di Ispica e le soluzioni, il problema delle diseguaglianze e dei diritti civili… E naturalmente la vicenda del “Chiosco negato” ai Milana. Buona visione!

Share Button

Delfina Puglisi Chiosco OccupatoE’ una storia triste. Dove figurano lupi e conigli e nella quale, sul finale, fanno la loro apparizione anche gli sciacalli. Il “Chiosco dei Milana” (io lo chiamo così) è stato assegnato ad altri. Saranno bravi, saranno i migliori, avranno bisogno anche loro di lavorare (e chi non ce l’ha, di questi tempi?). Ma sfruttare una profonda ingiustizia, un sopruso per trarne vantaggio è pura vigliaccheria. E riconosco che ci vuole anche coraggio per fare una cainata del genere. L’occupazione del Chiosco da parte dei Milana è una forzatura, ma nonostante questo mi sento di solidarizzare con convinzione con loro e con Delfina Puglisi, una che la semplificazione giornalistica definirebbe “mamma coraggio”.
Faccio politica, la seguo da anni, ne sono appassionato da sempre. Non riesco a spiegarmi perché il Consiglio comunale abbia approvato una mozione che doveva tutelare i Milana e arriva a farne una, che avevo già pubblicato e che potete rivedere cliccando qui, nella quale il nome dei Milana non c’è e si parla genericamente dell’attività preesistente. In uno dei tanti incontri di “alta politica” ai quali partecipo per cercare di costruire una coalizione per realizzazione un’”Amministrazione di Cambiamento” della città, si arzigogolava sul termine “amministratori” dato ai consiglieri comunali. E’ vero, sono anche loro amministratori, perché decidono. Non in misura e con il peso che può avere un sindaco, ma decidono nell’esercizio di un potere collegiale dato al Consiglio di cui fanno parte. L’Amministrazione comunale ha otto consiglieri, l’opposizione dodici. Una volta, una volta sola, possono fare valere la loro forza numerica, votando una nuova mozione che blocchi l’assegnazione del “Chiosco dei Milana” ad altri? Il fatto nuovo rispetto alla mozione precedente è il ricorso al Tar presentato dai titolari del diritto di superficie del vecchio chiosco, quello dal quale i Milana furono sfrattati per consentire la costruzione di quel “capolavoro” di architettura e di arredo urbano che è la nuova piazza. Era grazie a quella concessione che i Milana esercitavano la loro attività. E quel diritto non può essere cancellato dalle ruspe. Ispica sta facendo quadrato con grande spirito comunitario, solidarizzando con i Milana. Ovviamente le note stonate ci sono dappertutto e fra gli agnelli lo sciacallo, purtroppo, ci sta. Ma i consiglieri comunali di opposizione non facciano i conigli. Sono amministratori anche loro. E la pubblica amministrazione non si esprime con le parole e le ambigue manifestazioni di solidarietà: si esprime con atti pubblici, chiari, inequivocabili, trasparenti. Una volta tanto i consiglieri di opposizione emettano un ruggito per una causa condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini. I lupi affamati di rabbiosa vendetta si possono mettere a tacere. A patto che si abbiano la capacità e la voglia di farlo. Il resto è fatto di chiacchiere.

Share Button

Milana manifestazionePiccolo scambio di battute con Uccio Milana stamattina, poco prima del corteo in favore della causa sua e della sua famiglia. Uccio: “Sono tornato al ‘900, quando partecipavo ai cortei del liceo”. Ed io: “Se tu torni al ‘900, io sto tornando alla Preistoria!”. E giù risate. Macchina del tempo a parte, quanto sta succedendo in questi giorni ad Ispica, culminato oggi con la manifestazione sotto Palazzo Bruno, è, deve essere una sorta di “ritorno al futuro”. Le ultime amministrazioni di centro-destra hanno soffocato il confronto (temendolo), hanno considerato l’avversario un nemico da schiacciare o un mercenario da comprare, all’insegna del vecchio motto fascista “chi non è con me è contro di me”. Ispica che deve superare questa fase buia della sua storia, come prima cosa deve ritrovare il gusto della mobilitazione civile, della passione che si esercita in piazza, sotto i “palazzi”, alla luce del sole. Una comunità che ha bisogno di speranza deve partire da questo. Negli anni ‘70 eravamo giovani pieni di speranza quando, a Modica, al vecchio Liceo scientifico “Galileo Galilei”, ci mobilitavamo per avere un edificio scolastico che non fosse un garage riattato, umido e buio o per rivendicare il diritto alla partecipazione attiva di studenti e famiglie alla vita della scuola. Quelle speranze oggi sono realtà, anche se ci sono situazioni come quella ispicese nelle quali è stata ingranata una paurosa marcia indietro. Ma oggi Ispica che vuole rinascere (perché deve rinascere), deve partire dalla partecipazione, dall’indignazione professata e gridata, e non sussurrata nelle stanze di partito dove si contrattano candidature e si mettono a punto diaboliche strategie o nelle pizzerie dove nascono alleanze funzionali ad interessi particolari e al consolidamento di poteri di lobby in cerca di riferimenti nelle istituzioni. La Politica è un’altra cosa. E’ operare delle scelte e dire chiaro, ad esempio, “Io sto con i Milana”, senza andare a brigare un minuto dopo nelle segrete stanze per un posticino al sole. Ecco perché stamattina non c’erano i politici figli degli stanchi e vecchi apparati di partito. Dalla Resistenza, frutto di coraggio e di voglia di libertà, nacque la democrazia. Nelle birrerie di Monaco il nazismo.

Share Button

Milana cartoncinoSolidarietà di peso per la famiglia Milana, impegnata nella lotta per la rassegnazione del Chiosco di Piazza dell’Unità d’Italia. I parroci di Ispica hanno chiesto un incontro al sindaco per chiedergli di assegnare a Uccio, Alberto e Delfina il Chiosco. Un fatto la cui importanza è data dalla sua irritualità. Non capita spesso che i sacerdoti della città, all’unisono, si schierino in una battaglia che, a questo punto, non riguarda solo la sfera diciamo così civile, ma attiene la sensibilità morale, il dovere di giustizia verso una famiglia che in quell’attività ha investito e creduto e per la quale lotta da anni. Molto ha influito la solidarietà enorme, trasversale rispetto alle sensibilità politiche, alle fasce sociali e d’età che i Milana continuano a ricevere. Lo stesso lungo colloquio concesso dal prefetto ha posto il rappresentante del governo in provincia in una posizione di ascolto di persone che hanno subito un’ingiustizia. Al di là dell’esito della mediazione prefettizia, che non si poteva esaurire in poche ore e che continua fino ad una composizione della vicenda che rispetti tutti, resta un riconoscimento autorevole ed istituzionale per una famiglia, il problema che ha e per tutti quanti stanno dimostrando solidarietà. Infine il Consiglio comunale. Il 9 luglio 2013 il Consiglio comunale votò una Mozione di indirizzo sull’apertura, l’affidamento e la gestione del Chiosco. La Mozione, approvata con i voti dei consiglieri di opposizione (tutti gli altri erano assenti, ad eccezione del presidente Quarrella, che si astenne) dava l’indirizzo all’Amministrazione di aprire “celermente” il Chiosco “mantenendo la destinazione di utilizzo di quello precedente”. Il non uniformarsi a questa direttiva, oltre ad essere una mancanza di rispetto verso l’organo consiliare e la cittadinanza rappresentata in esso e da esso, è un grave pregiudizio a carattere legale che compromette l’esito della gara che, in modo del tutto irresponsabile, è stata indetta. Perché i Milana potranno sempre appellarsi a questa mozione, oltre ovviamente a tutti gli altri orpelli che tutta la vicenda offre a loro vantaggio, bloccando l’apertura del Chiosco. A questo punto il ritiro del bando in autotutela si giustificherebbe proprio per evitare complicazioni giudiziarie che rinvierebbero a chissà quando l’affidamento del gazebo a soggetti diversi dai Milana. Sempre ovviamente che ci sia qualcuno che abbia il barbaro coraggio di presentare un’offerta.

Per scaricare la copia integrale della delibera consiliare, con la mozione e il verbale sulla trattazione dell’argomento, clicca qui.

Share Button

Milana ispicaIspica ha mille facce. Ma in questi giorni sta mettendo in luce quella più bella, positiva, solidale, indubbiamente la preferibile. Lo sciopero della fame di Uccio Milana, Alberto Milana e Delfina Puglisi per rivendicare il diritto al lavoro e la restituzione del loro chiosco in piazza, sta dando modo ad Ispica di dimostrare di essere comunità, di avere valori condivisi, di fare scattare, quando è il momento, la molla della condivisione nel rivendicare un diritto, nel protestare contro un sopruso. Da quando sono in piazza, giorno e notte, ricevono visite, i bar vicini fanno avere loro il cappuccino di ordinanza (consentito in questi casi), c’è chi porta coperte, c’è chi alle quattro del mattino va da loro, porta un termos di latte caldo e dice: “Sapendovi qui, non ho potuto dormire, sentivo il dovere di stare con voi”. Ecco l’Ispica migliore che preferisco, che non ha paura, che si schiera dalla parte del più debole che diventa forte, perché sostenuto dalla cittadinanza, nonostante le bassezze del “palazzo”. Ai Milana è riconosciuto un diritto dalla loro “comunità”, prima ancora che dai cavilli, dalle carte fredde, dai bizantinismi sciocchi, dalle malevole prassi burocratiche, dai punti e dalle virgole. È Ispica a dire che quel chiosco va assegnato ai Milana. Punto.

Share Button

chiosco milana ispica sciopero della fameUccio e Alberto Milana e la mamma Delfina Puglisi hanno iniziato lo sciopero della fame davanti al nuovo chiosco di Piazza dell’Unità d’Italia. Con una protesta forte ed eclatante intendono rivendicare il loro diritto ad essere gli assegnatari del chiosco, proseguendo un rapporto di concessione risalente fino a quando nella vecchia Piazza Regina Margherita c’era lo storico gazebo in muratura che dovettero lasciare per il rifacimento della piazza stessa. Anche con documenti formali fu loro assicurato che sarebbero tornati ad occupare il nuovo chiosco previsto nella nuova piazza. La settimana scorsa la beffa: l’indizione di un bando per la concessione della piccola struttura. Un atto di ingiustizia inaudito, un “diritto negato”, come loro affermano in un volantino.
La settimana scorsa proposi di mandare deserta la gara, lasciando i Milana come unici concorrenti.
Oggi sono solidale con loro in questa nuovo iniziativa.
Riporto integralmente quello che la stampa ufficiale non sta riportando: una lettera al Prefetto di Uccio Milana, controfirmata dal fratello Alberto e dalla mamma, Delfina Puglisi.

A sua Eccellenza
Prefetto di Ragusa
Annunziato Vardè

Sono Salvatore Milana, suppongo Lei sappia benissimo il motivo per cui da due anni a questa parte mi rivolgo a Lei.
La informo che io e la mia famiglia siamo al secondo giorno di sciopero della fame qui a Ispica in piazza dell’unità d’Italia.
Mi chiedo: è giusto mettere a repentaglio la vita dei miei familiari e mia affinché Lei come Organo superiore si accerti insieme a noi sulla reale modalità in cui si sono svolti i fatti riguardanti il nostro chiosco?
Ritengo che una sua ulteriore negazione ad intervenire sia una vera e propria istigazione al suicidio.

Share Button

ispica chiosco piazza unità d'italiaAllora si possono fare i bandi pubblici e con il massimo di diffusione per l’assegnazione dei beni comuni! Con un annuncio “urbi et orbi” da Palazzo Bruno abbiamo appreso che il chiosco di Piazza dell’Unità d’Italia sarà assegnato con un bando pubblico. Da circa dieci anni abbiamo assistito alla concessione di pezzi importanti del nostro patrimonio con bandi usciti sommessamente, sottovoce, con una pubblicità prossima allo zero. Il mercato o il verde Brancati, per esempio, sono stati privatizzati e il loro ruolo pubblico è venuto meno. Il chiosco della fu Piazza Regina Margherita (che non è stata “ristrutturata”, ma cancellata, usando una violenza inaudita sulla nostra storia e la nostra identità) era concesso ai Milana che ne avevano fatto un luogo che andava oltre la somministrazione del caffè o della bibita, ma era un punto di aggregazione, vi si tenevano incontri, dibattiti, discussioni… Poi lo sfratto per l’apertura del cantiere e la promessa ai Milana di tornare nella nuova piazza e occupare il nuovo chiosco, previsto poco più in là. Nel frattempo era stato assegnato loro provvisoriamente il chiosco di Piazza Mazzini: anche lì la storia finì male e oggi i Milana lavorano in Germania. Il bando annunciato ha il sapore di una sfida, di una provocazione, alla quale Ispica dovrebbe rispondere con l’essere comunità. Propongo che alla gara per l’assegnazione non partecipi nessuno, facendo così in modo che gli unici a partecipare siano i Milana. Parteciperà qualche forestiero? Abbiamo il dovere di fargli capire, con serenità, garbo, senso civico e massimo rispetto, che quel chiosco ha un assegnatario naturale, ovvio: la famiglia Milana. Nel frattempo prevedo una battaglia mediatica intensa. Il caso si presta molto ad essere seguito dagli organi di informazione nazionali, tanto che il Tg1 dedicò alla vicenda un servizio in un’edizione serale. Non mi stupirei se nei prossimi giorni Ispica tornasse alla ribalta nazionale per questa vicenda che denota la miseria di una politica senza storia e la civiltà di una comunità che non subisce in silenzio. Infine una piccola annotazione. L’annuncio del bando è accompagnato da una dichiarazione stizzosa del sindaco che investe in malo modo la famiglia Milana, quindi Uccio, il fratello Alberto e la mamma Delfina Puglisi: una vera caduta di stile, un fatto, come dire, poco istituzionale per cui va la mia solidarietà personale ai Milana.
Di seguito il servizio di VM Giornale del gennaio 2013, in occasione di un sit-in di solidarietà ai Milana. Allora ero segretario cittadino del Pd, ed aderimmo.

Share Button