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satanismo ispicaSu uno dei lati esterni dell’ex mattatoio comunale, restaurato da anni e abbandonato a se stesso, c’è una scritta con elementi di chiaro stampo satanico: il 666, che è il numero del diavolo, la croce rovesciata, l’onore a Satana tributato evocando saluti nazisti (senza peraltro prestare molta attenzione all’ortografia). Cos’è? Professione di fede? Riferimento per satanisti nostrani? Indicazione di un luogo di incontro per messe nere? Chi ne sa più di me mi tranquillizza: i veri satanisti sono molto riservati e aborriscono qualsiasi forma di esibizionismo, preferendo le tenebre, l’occulto. E allora la conclusione è una sola: è un banale gesto di elementare idiozia. Scrivendone, come sto facendo, c’è il rischio di fare da cassa di risonanza a questi improbabili autori di murales tanto squallidi quanto inopportuni. Ma una reazione s’impone. Fra i tanti slogan in voga nel ’68, ve ne era uno che diceva pressappoco così: “Nelle urne elettorali la vostra complicità, nelle scritte murali la nostra libertà”.satanismo ispica1 La libertà di espressione, rivendicata in quegli anni, aveva dietro un’ideologia, la lotta sociale, magari degenerata nel terrorismo e nella violenza. Questo è un caso tipico non di libertà ma di pura stupidità. Un bel passaggio di vernice non basta a cancellarla. Ma serve quanto meno a dire che le manifestazioni della dabbenaggine e della stupidità meritano solo un bel colpo di pennello per il rispetto delle persone sensibili e il buon nome della città. Anche perché, da quelle parti, l’affluenza di turisti e forestieri è notevole.

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