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chiosco milana ispica sciopero della fameUccio e Alberto Milana e la mamma Delfina Puglisi hanno iniziato lo sciopero della fame davanti al nuovo chiosco di Piazza dell’Unità d’Italia. Con una protesta forte ed eclatante intendono rivendicare il loro diritto ad essere gli assegnatari del chiosco, proseguendo un rapporto di concessione risalente fino a quando nella vecchia Piazza Regina Margherita c’era lo storico gazebo in muratura che dovettero lasciare per il rifacimento della piazza stessa. Anche con documenti formali fu loro assicurato che sarebbero tornati ad occupare il nuovo chiosco previsto nella nuova piazza. La settimana scorsa la beffa: l’indizione di un bando per la concessione della piccola struttura. Un atto di ingiustizia inaudito, un “diritto negato”, come loro affermano in un volantino.
La settimana scorsa proposi di mandare deserta la gara, lasciando i Milana come unici concorrenti.
Oggi sono solidale con loro in questa nuovo iniziativa.
Riporto integralmente quello che la stampa ufficiale non sta riportando: una lettera al Prefetto di Uccio Milana, controfirmata dal fratello Alberto e dalla mamma, Delfina Puglisi.

A sua Eccellenza
Prefetto di Ragusa
Annunziato Vardè

Sono Salvatore Milana, suppongo Lei sappia benissimo il motivo per cui da due anni a questa parte mi rivolgo a Lei.
La informo che io e la mia famiglia siamo al secondo giorno di sciopero della fame qui a Ispica in piazza dell’unità d’Italia.
Mi chiedo: è giusto mettere a repentaglio la vita dei miei familiari e mia affinché Lei come Organo superiore si accerti insieme a noi sulla reale modalità in cui si sono svolti i fatti riguardanti il nostro chiosco?
Ritengo che una sua ulteriore negazione ad intervenire sia una vera e propria istigazione al suicidio.

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