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istituto comprensivo padre pio da pietralcina ispica piazza unità d'italia luigi einaudi chiesa madre matriceEcco l’ultima idea fantastica di Palazzo Bruno. Il personale doposcuolista (non tutto per la verità) è stato richiamato a fare il suo mestiere, ma di mattina, svolgendo una sorta di attività di supporto nell’orario scolastico ordinario. Insomma un servizio comunale, nato per essere di aiuto ai bambini e ai ragazzini le cui famiglie non possono mantenersi i doposcuola privati pomeridiani, si trasforma in un servizio a sostegno della scuola in quanto apparato. Sia ben chiaro: sono utili l’uno e l’altro. Ma, dovendo scegliere, l’Amministrazione ha scelto l’apparato e non le famiglie. In tutto questo c’è un aspetto che i sindacati stanno valutando concretamente ai fini di un possibile ricorso. Il Comune, essendo in dissesto, ha degli esuberi di personale. E’ stata varata una delibera di rideterminazione della pianta organica zeppa di illegittimità, tanto è vero che un gruppo di dipendenti l’ha impugnata. Uno dei vizi della delibera è la mancata indicazione dei servizi essenziali che non possono essere soppressi. Si può muovere il personale dipendente con tanta facilità, destinandolo a servizi che, quando sarà, potrebbero essere considerati non indispensabili, mettendo a rischio i posti di lavoro di quanti vi operano? Non so fino a che punto un servizio di natura sociale ed educativa possa essere considerato a perdere, soprattutto visti i tempi in cui la rete pubblica di sostegno sociale diventa necessaria per fronteggiare la crisi e le politiche educative andrebbero potenziate. Ma non si può pretendere questo da un’Amministrazione che dà un colpo micidiale al diritto allo studio sopprimendo gli scuolabus che assicurano la frequenza della scuola ai bambini residenti nelle contrade.

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