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falcomatà-renziBasta leggere i giornali per sapere come sia difficile la Calabria. Per motivi di lavoro ci vado spesso e mi confronto con realtà imprenditoriali ed istituzionali che giorno dopo giorno devono fare i conti non solo con la crisi e con il lavoro che non c’è, ma anche con la più potente delle mafie che è la ‘ndrangheta, forte di una capillarità tanto penetrante quanto asfissiante, e con la mala-politica che nella stragrande maggioranza dei casi con la ‘ndrangheta va a braccetto. Reggio Calabria è la metafora geografica di tutto questo: un’Amministrazione comunale di centro-destra sciolta per mafia, un Comune in dissesto finanziario il cui ex sindaco, Giuseppe Scopelliti, diventato nel frattempo presidente della Regione del Nuovo Centro Destra di Alfano, è costretto alle dimissioni da governatore perché condannato a sei anni per la voragine di bilancio creata quando era sindaco. Oggi la reazione. Il Centro-sinistra e delle liste civiche eleggono al primo turno con il 61% Giuseppe Falcomatà (nella foto con Matteo Renzi), 31 anni, figlio di Italo Falcomatà, popolare e fattivo sindaco di Reggio Calabria, ucciso dalla leucemia nel 2001 quando era in carica ed era impegnato a dare vita alla cosiddetta “Primavera di Reggio Calabria”: buona amministrazione, mafie al bando, investimenti produttivi, lotta agli sprechi. Vedremo se il figlio Giuseppe sarà capace di riprendere da dove il padre ha dovuto lasciare. A tutto questo da Ispica, dalla Sicilia, dobbiamo guardare con grande interesse ed attenzione. Anche nelle realtà difficili, anche dove la crisi generale si sovrappone alla crisi amministrativa fatta anche del dissesto finanziario dell’ente locale per eccellenza, è possibile indicare una speranza credibile. La notizia della grande vittoria del Centro-sinistra e di Giuseppe Falcomatà a Reggio Calabria, per una banale coincidenza, arriva assieme ad un documento tutto ispicese, tutto locale, del circolo “John Fitzgerald Kennedy” del Pd nel quale si indica chiaramente qual è la prospettiva, il progetto: la proposizione di un’“Amministrazione progressista e di cambiamento” per Ispica con la quale si superi il passato e si riprenda un percorso virtuoso, con i conti in ordine, con i diritti garantiti, con le realizzazioni di opere pubbliche e di infrastrutture con il ricorso ai fondi comunitari, con il territorio insieme armonico di centro urbano, costa e zone rurali, con un modello di sviluppo fondato sul turismo… Nel documento si parla chiaramente di incontri in corso fra le forze politiche estranee allo sfascio in cui il centro-destra ha ridotto Ispica, dando un segnale chiaro che è con una saggia politica di alleanze coerenti che si può costruire un’alternativa di governo cittadino. Da Reggio Calabria ci dicono che è possibile fare tutto questo. Se in Calabria è possibile, ad Ispica si deve!

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