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Gattopardo“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. E’ la frase-chiave del “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uno dei ritratti più crudelmente descrittivi la realtà siciliana, un capolavoro sempreverde. Il “gattopardismo” è la bestia nera della politica siciliana che siamo stati bravissimi ed esportare, evolvendolo nella versione nazionale del “trasformismo”: cambiano le facce che stanno davanti, si susseguono le generazioni, ma non si riesce ad imprimere una svolta vera alla Politica ed alle istituzioni, manovrate dai soliti noti. Ispica non è immune dal fenomeno e in occasione delle elezioni amministrative della prossima primavera, quando eleggeremo un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale, la partita non riguarderà solo la grande emergenza del dissesto finanziario del Comune, la necessità di mettere in campo politiche di sviluppo per creare lavoro, di riattivare i servizi, di restituire prestigio alla nostra comunità, di ridare fiato alla macchina burocratica del Comune oppressa da politiche persecutorie e meritocrazia a senso unico. L’altra partita che si intreccia con la prima riguarda proprio il Cambiamento vero, che scrivo con la maiuscola per conferirgli importanza e dignità di fatto reale, concreto e non il titolo di un programma. Dico questo perché forte dell’esperienza di questi giorni intensi di confronto fra le forze politiche: siamo d’accordo su tutto, anche sul come dare un sesso agli angeli. Ma quando cominci a parlare di misure e metodi che evitino proprio il “gattopardismo” fatto di facili riciclaggi di persone corresponsabili di una stagione politica da archiviare, scatta la molla dei distinguo e arrivano a correre seri rischi le intese. Il cambiamento diventa quindi solo uno specchietto per le allodole, ben diverso dal Cambiamento vero. La solita corsa sfrenata verso un posticino al sole, fatta da chi magari non si rende conto della gravità della situazione in cui ci troviamo, rischia di monopolizzare la campagna elettorale. Non più confronto sui contenuti e sulle politiche che personale politico ed amministrativo rinnovato intende attuare, ma sul tasso di riciclo che ciascun partito, ciascun movimento, ciascuna coalizione avrà fatto per arrivare alle elezioni. Il ricambio, il rinnovamento, la rottamazione, chiamiamoli come vogliamo, dovrebbero essere un dato consolidato e diffuso da cui ripartire. E da questo dato parlare delle cose da fare. Ma tutto questo, finché Ispica e la Sicilia saranno la terra dei Gattopardi, non sarà facile. La mia idea è che non possiamo farci scippare la speranza e non dobbiamo immiserire un progetto che tanto più è di riscatto per un’intera comunità quanto più è legato al Cambiamento e alla Politica per il bene comune.

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