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Trascorre tutta la vita Nirìa il protagonista del romanzo, Il figlio della Ruota, di Gianni Stornello ed. Prova d’Autore, a rincorrere un’identità, un padre, la sicurezza di un legame di sangue e, nel frattempo, scorre un secolo, un’epoca. Prima l’attesa trepida di un riconoscimento e di un cognome da chi sente e percepisce come il proprio genitore, poi la battaglia legale, un percorso lungo e doloroso che alla fine farà trionfare la giustizia. L’autore ci conduce dentro una casa patrizia in un piccolo paese della Sicilia, ci racconta una famiglia, una madre tenera, un padre fragile al quale ci si rivolge chiamandolo ’u signurinu e due compagni di vita amati come fratelli che fratelli non sono. Una dimensione del sentire, del dentro e una dimensione del fuori, l’ipocrisia del contesto, le regole ferree di una cultura basata sull’attaccamento alla robba, schiacciata dalle convenzioni dure a morire;

un campionario di sentimenti e di passioni ricco e denso così come la varietà e la caratterizzazione dei personaggi sbozzati con tratti che li identificano e li differenziano, che li rendono vivi e reali. Tutto questo si intreccia e si amalgama con le vicende storiche e sociali di una collettività: il primo dopoguerra, la povertà, le dure condizioni di vita e di lavoro, la seconda guerra mondiale con le sue tragedie di morte, devastazione e ingiustizia, la fucilazione gratuita di due soldati della milizia senza neanche un processo, la mafia, l’emigrazione, la droga, persino il festival di Sanremo degli anni sessanta. Sono questi gli ingredienti preziosi che Stornello intesse per costruire un ordito robusto e saldo dove tutto si iscrive come in un grande affresco e dove le descrizioni che si dipanano a volte morbide come matasse di filo, a volte come pesanti gomene di nave, assecondano sempre il bisogno di conoscere del lettore, ne sollecitano curiosità e interesse, creano suspance. E anche se la vicenda raccontata è un fatto realmente accaduto Stornello non cede mai alla tentazione della cronaca ma procede con un ritmo serrato e avvincente che coinvolge, sollecita a creare immagini, a collaborare alla fatica creativa. Insomma Il figlio della Ruota è un romanzo che intriga con le storie di una Sicilia che per fortuna ci siamo lasciati alle spalle ma della quale ancora galleggiano pezzi dentro di noi insieme all’illusione che la vita ci appartiene, che ne possiamo fare ciò che vogliamo. Ma il nostro destino, avverte l’autore, proprio come un pendolo oscilla seguendo un movimento incontrollabile e non è possibile catturarlo mai.

Renata Governali
per Lunarionuovo

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