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gianni stornelloUn’interpellanza sull’elezione del capogruppo consiliare del Partito democratico di Ispica è stata presentata da Giuseppe Quarrella di Area popolare (vedila qui).

Il consigliere Quarrella si serve di carte superate dai fatti e dagli atti per strumentalizzare una vicenda interna a un partito e a un gruppo consiliare del tutto risolta e archiviata. L’interpellanza porta la data del 12 febbraio e fa riferimento all’elezione del capogruppo del Pd, che nel frattempo è stato eletto il 3 febbraio sera. Il collega di opposizione si è servito di una lettera del consigliere pd Giovanni Gambuzza che il 3 febbraio mattina sollecitava l’elezione del capogruppo. Non trovando questioni di natura amministrativa e problemi concreti su cui fare opposizione, Area popolare ha scelto la strada poco corretta della speculazione su vicende interne ad un partito, il Pd, peraltro chiuse dalla mia elezione a capogruppo consiliare. Tranquillizzo tutti sul fatto che gli atti della conferenza dei capigruppo sono legittimi e che non ci sono state incompatibilità fra cariche istituzionali e politiche, dal momento che il presidente del Consiglio comunale Roccuzzo, quale primo degli eletti del Pd, ha di volta in volta delegato la consigliera Stefania Rosa a partecipare alle conferenze dei capigruppo, come peraltro concordato con tutti i consiglieri del Partito democratico, nell’attesa che venisse eletto il capogruppo. Capogruppo, ricordo, che va eletto e non scelto in base ai voti riportati.
Ognuno fa politica e svolge il suo mandato elettorale come meglio crede. C’è chi lo fa ripescando cose vecchie, e chi, come noi, lo fa sull’attualità dei bisogni e sulle urgenze della collettività. Tra i pochissimi in Italia abbiamo abolito per statuto i gettoni di presenza per i consiglieri comunali, abbiamo ridotto i settori del Comune facendo risparmiare migliaia di euro all’ente, abbiamo rimesso in piedi il meccanismo di assegnazione dei suoli cimiteriali con criteri oggettivi, abbiamo dotato la biblioteca comunale “Capuana” di un Regolamento che la pone all’avanguardia dei servizi culturali in città, abbiamo ridotto la Cosap per i commercianti e gli artigiani e alleggerito il carico della Tari concedendo una rateizzazione maggiore della tassa, abbiamo avviato il riscatto dei livelli, dando in proprietà i terreni ancora gravati da vincoli medievali con un introito notevole per le casse comunali, stiamo mettendo mano alla cancellazione dei vincoli imposti dall’adozione del Piano regolatore del 2011, rimettendo in moto l’edilizia e liberando molte famiglie dall’obbligo di assurde acquisizioni di pareri per modifiche di poco conto, rimetteremo nelle mani della città le scelte sul Piano regolatore che vogliamo il più condiviso possibile e il più adatto ad assicurare uno sviluppo armonico di Ispica. Potrei continuare. Confrontiamoci su queste cose. Il resto lasciamolo ai nostalgici azzeccagarbugli.

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cava ispicaPotrebbe essere la Cava a fare conquistare anche ad Ispica un posto nella lista del Patrimonio dei Beni dell’Umanità tutelati dell’Unesco. La candidatura sta prendendo corpo proprio in queste ore, immediatamente successive alla visita in città di Ray Bondin, uomo di cultura e diplomatico maltese, fra i massimi esperti in siti Patrimonio dell’Umanità che nella foto vediamo intento a fotografare proprio Cava Ispica. Ore queste in cui ricordiamo il terribile e tragico terremoto dell’11 gennaio 1693 che segnò la fine di Cava Ispica come insediamento abitativo, consegnandolo definitivamente alla storia. Una storia che in questi giorni stiamo rinverdendo, nell’affermazione di un’identità che vogliamo capitalizzare in un nuovo progetto di sviluppo.
La venuta di Bondin è stata organizzata da giovani che hanno a cuore Ispica e i suoi tesori ed ha trovato l’immediato favore dell’Amministrazione comunale. Non si è ancora spenta l’eco di questa presenza autorevole e qualificata che ha avuto praticamente l’imbarazzo della scelta: il Liberty minore (“non ha ancora un riconoscimento dall’Unesco, ma lo meriterebbe”, ha affermato Ray Bondin) che trova in Palazzo Bruno di Ernesto Basile un’espressione fra le più interessanti; la Settimana Santa come “Bene immateriale”, il tardo-barocco, che implicherebbe l’allargamento ad Ispica del sito già esistente e che ha costituito, una quindicina di anni fa, un “treno che avete perso”, sempre per citare Bondin. Poi Cava Ispica. E’ proprio quest’ultima ad avere impressionato l’esperto maltese, così come nei secoli ha colpito fior di viaggiatori, esploratori, artisti, archeologi, uomini di cultura: dall’abate Jean-Claude Richard de Saint-Non, che nella seconda metà del ‘700 la descrisse nel suo “Viaggio Pittoresco” a Jean Houel, da Adolf Holm, che definì Cava Ispica “la città delle caverne” a Gustav Parthey che la considerò “senza dubbio uno dei punti più interessanti della Sicilia”. Fra le possibili “carte” da giocare, sembra proprio Cava Ispica quella che può avere maggiori possibilità di successo, proprio per le specificità del luogo che ha una sua polivalenza: storica, archeologica, naturalistica e paesaggistica, religiosa e spirituale (a Cava Ispica visse ed operò Sant’Ilarione). Non è del tutto casuale il fatto che Cava Ispica si insinui nel cuore del Val di Noto, che si fregia già del riconoscimento Unesco per il suo tardo-barocco: questo tipo di architettura è il “dopo” rispetto al terremoto dell’11 gennaio 1693 e di quelli che seguirono nei giorni successivi; Cava Ispica è il “prima”. Ecco perché assume una grande carica suggestiva la commemorazione che oggi facciamo di quel sisma che incise sulla vita, sull’economia, sull’assetto urbanistico di tutto il Val di Noto, Ispica compresa.
Va detto che per il riconoscimento Unesco molto è da fare, giocandosi una partita in uno scacchiere internazionale nel quale conta anche il peso che i governi nazionale e regionale sapranno e vorranno esercitare. Prima di tutto occorrerà mettere insieme i promotori che dovranno essere i comuni di Ispica, Modica e Rosolini nei cui territori Cava Ispica ricade. Poi la formalizzazione della proposta, supportata da un robusto dossier che provi il valore del sito. Insomma è ragionevole prevedere tre anni buoni per sapere se anche Ispica potrà entrare nel novero dei beni di importanza mondiale. Siamo solo l’inizio di una sfida avvincente che sappiamo di reggere con spirito grande e convinto.

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Biblioteca Capuana IspicaLa Biblioteca comunale “Luigi Capuana” di Ispica, fra le prime in Italia, rientra nei servizi pubblici essenziali. Con un mio emendamento al nuovo Regolamento discusso ed approvato nella seduta del Consiglio comunale del 23 dicembre, è stata recepita la normativa nazionale che considera i luoghi della cultura servizi primari. E’ un fatto di notevole portata storica per la “Capuana” e politica per la città: la cultura, spesso considerata cenerentola nelle politiche delle varie amministrazioni, occupa adesso un ruolo primario e trova nella biblioteca comunale il luogo naturale per essere praticata. Il mio emendamento è stato approvato con i voti della maggioranza e dei consiglieri di minoranza Genovese (Movimento 5 Stelle), Arena (Rinascita ispicese) e Denaro (Cannizzaro sindaco). Per la biblioteca esso non prevedeva solo la dichiarazione di servizio pubblico essenziale, ma anche una serie di misure migliorative del Regolamento adottato dalla Giunta e frutto di una serie di incontri fra Soprintendenza ai Beni culturali e i comuni della provincia. Prima di tutto ho proposto di inserire l’anno di apertura della biblioteca “Capuana”, il 1957. La “Capuana” è una delle biblioteche comunali più antiche della provincia: era giusto sottolinearlo. La biblioteca deve essere uno spazio aperto ed accessibile quanto più è possibile e un luogo della cultura, di integrazione e di confronto per eccellenza. Di qui l’introduzione dell’intercultura nell’offerta della biblioteca, la possibilità che gli ospiti dei centri di accoglienza possano visitarla e usufruire dei suoi servizi, l’abbattimento delle barriere architettoniche. Con l’approvazione dell’emendamento alla biblioteca viene dato il compito di realizzare l’inventario delle opere d’arte affidatele, quindi non solo dei libri. Il passaggio successivo al quale lavorare sarà il conferimento ad essa del patrimonio di quadri e sculture del Comune proprio per farne una doverosa e definitiva catalogazione. L’emendamento sancisce anche l’istituzione di un presidio temporaneo stagionale della biblioteca a S. Maria del Focallo e fissa l’importanza dei media digitali e del loro utilizzo sistematico, a partire dal sito web del Comune e dei social network, come strumenti di informazione e di comunicazione con un riguardo particolare ai giovani, che risultano i grandi assenti dalla fruizione dei servizi della biblioteca. Anche per questo, col mio emendamento, viene concesso il libero accesso agli smart phone purché in modalità “silenzioso” e non utilizzati in voce come telefono. Importante il potenziamento dei servizi e dell’offerta libraria sotto qualsiasi forma: per questo l’emendamento approvato fa esplicito riferimento alla partecipazione della biblioteca “Capuana” ai bandi per l’attuazione di progetti comunitari. Infine l’accesso alle sezioni dei fondi storici e dei libri rari dovrà essere consentito solo se in presenza del personale della biblioteca. Insomma credo sia stato dato un contributo importante per rendere il Regolamento meno burocratico, più al passo coi tempi e più in sintonia con le richieste dell’utenza potenziale.

Col 2015 ricorre il primo centenario dalla morte di Luigi Capuana (video sotto), uno dei padri del verismo che ambientò ad Ispica il suo “Profumo” e al quale è intitolata la biblioteca comunale: con quest’atto il Consiglio comunale ha contribuito a ricordare l’anniversario in modo concreto. Ovviamente occorrerà verificare periodicamente l’attuazione del nuovo Regolamento e fare in modo che in biblioteca tornino le novità librarie. Ci siamo anche per questo. Per consultare gli atti clicca qui.

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piazza migranti del mediterraneo ISPICAIntitolare la piazza antistante il Residence Fronte Mare, all’ingresso di Santa Maria del Focallo e posta proprio a ridosso del Mediterraneo ai “Migranti del Mediterraneo” e indire un concorso per la realizzazione e la sistemazione sulla stessa piazza di un monumento al “Migrante disperso”. E’ in sintesi il contenuto di una Mozione di indirizzo che sarà discussa martedì 10 novembre in Consiglio comunale. L’iniziativa è partita da Matilde Sessa di Libertà e Buon Governo e da me e ha trovato il favore di tutti i consiglieri di maggioranza che l’hanno firmata.
Il fenomeno delle migrazioni interessa diversi popoli che fuggono da persecuzioni, guerre, miseria e complessi problemi di ordine sociale ed economico. Secondo i dati diffusi dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati il totale parziale del 2015 fra morti e dispersi nel Mare Mediterraneo è di 2500 persone. Anche la costa ispicese è stata meta di arrivi di migranti e la cittadinanza si è sempre distinta per la solidarietà, l’accoglienza e la comprensione nei confronti di chi vive in condizioni di disagio e nel bisogno. Era pertanto opportuno dare un nome alla nuova piazza che si trova proprio a ridosso del Mare Mediterraneo. E per ricordare in modo tangibile e a futura memoria il fenomeno migratorio che stiamo vivendo, anche nei suoi aspetti tragici, la Mozione propone di lanciare un concorso, al quale invitare scuole, associazioni, club service, artisti e altri soggetti eventualmente interessati per la realizzazione di una stele o di un monumento “Al Migrante disperso” da allocare nella stessa piazza.
Qualora, come è logico prevedere, la Mozione sarà approvata dal Consiglio comunale, sarà la Giunta ad adottare i provvedimenti necessari per l’intitolazione della piazza e l’indizione del concorso per la realizzazione della stele commemorativa.
Per leggere e scaricare la Mozione clicca qui.

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Registro Civile Non si è ancora spenta l’eco dell’abbattimento degli oneri di urbanizzazione, da molti considerato “storico”, operato dal Consiglio comunale venerdì scorso con una seduta specifica sul tema. Domani sera alle 19,30 torneremo a riunirci con un ordine del giorno più articolato e di sicuro interesse. Arriverà in Consiglio comunale l’istituzione del Registro delle unioni civili, con l’approvazione del Regolamento varato dalla Giunta (per scaricalo e sapere come la penso clicca qui). Ad esso è legata una mozione di indirizzo contro l’istituzione del Registro a firma di Gaetano Santoro di Sviluppo e solidarietà. In vista dell’approvazione del bilancio di previsione 2015 (anche se siamo già a novembre) saremo chiamati ad aggiornare il Programma triennale delle opere pubbliche: una sorta di elenco (c’è chi lo chiama “libro dei sogni”) con tutte le opere che si intendono attuare, contando ovviamente su risorse che non possono essere proprie del Comune per i problemi di disponibilità finanziaria che conosciamo. Valuteremo se una costruzione abusiva da demolire a Marina Marza potrà essere acquisita al patrimonio comunale e utilizzarla come bene pubblico e parleremo di circolazione all’interno del centro abitato, in particolare sul tratto urbano della Statale 115, su sollecitazione di Rodolfo Pisani del gruppo Pd. Altre due mozioni di indirizzo riguardano una il baratto amministrativo (proponenti alcuni consiglieri di minoranza), che è in estrema sintesi la possibilità offerta a chi non può pagare le tasse e le imposte comunali di eseguire lavori di pubblica utilità, e l’altra la manutenzione dei torrenti, dei canali di bonifica e dei canali di scolo del territorio proposta da Gianluca Genovese del Movimento 5 stelle. Per scaricare la convocazione con l’ordine del giorno clicca qui.

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Arcivescovo Lorefice IspicaUn pianto liberatorio. Questo ricordo dell’esperienza fatta circa quarant’anni fa insieme a Corrado Lorefice, oggi arcivescovo di Palermo. Eravamo alla Scala, il posto quasi incantato nei dintorni di Noto, dove d’estate si tenevano e si tengono ancora i campeggi estivi dei giovani e dei giovanissimi delle comunità ecclesiali della diocesi. Gli organizzatori non lo dicevano molto, ma si trattava di “Corsi di orientamento vocazionale”: insomma una forma di “reclutamento” di possibili sacerdoti. Folto il gruppo di Ispica nel quale, fra gli altri, ci ritrovavamo Corrado Lorefice ed io. Lui era già pronto per entrare in seminario, lo sapevamo tutti. Ma era più una diceria che una certezza. Sul finire del campeggio, fatto di momenti ludici, riflessioni, celebrazioni, forme di socializzazione molto interessanti e formative, ci riunimmo tutti in un grande salone. Ricordo che i fra i sacerdoti che conducevano quel momento c’erano don Ottavio Ruta e don Stefano Trombatore. Ognuno di noi comunicava le proprie sensazioni, quello che aveva avuto modo di acquisire da quella settimana trascorsa lontana da casa, con dei coetanei, in un confronto costante con stimoli che sollecitavano la nostra fede. Corrado Lorefice era insieme a noi ovviamente. Eravamo seduti accanto, nel grande cerchio dei ragazzi partecipanti. Quando fu il suo turno si distinse subito: convinto, con la sua voce da adolescente sì, ma già potenzialmente intensa come oggi la sentiamo. Ci parlò delle sue intenzioni, delle sue esitazioni, dei suoi dubbi. Poi la sua voce cominciò a tremare. Una lacrima gli scivolò su una guancia. “Nonostante tutto questo una decisione l’ho presa: entro in seminario, voglio fare il sacerdote”. E giù con un pianto liberatorio, dopo quelle parole liberatorie e definitive. Corrado si alzò, singhiozzando, e fu stretto in una abbraccio da don Ottavio Ruta. Che lo indicò a noi come modello. Eravamo una cinquantina di ragazzi. Di quella settimana fu quello il momento più emozionante e toccante.
Mi è venuto in mente due settimane fa, quando nel corso del concerto in memoria di don Paolo Ferlisi tenuto nella chiesa dell’Annunziata di Ispica. Don Corrado Lorefice, parroco di San Pietro di Modica, ma “nunziataro” di nascita e di crescita, intervenne. E disse delle cose, semplici, efficaci. Facendo fare a tutti caso che don Ferlisi era spirato a qualche ora di distanza dall’anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, l’11 ottobre. E concluse, come spesso gli capita, con una battuta: “Vi dico che un giorno dopo compio il compleanno, ma questo è un dettaglio”.
Non è un dettaglio, caro arcivescovo. Tu oggi sei scelto in virtù dello spirito e dei sogni di quel concilio: lo spirito e i sogni di una Chiesa aperta, appartenente al Popolo di Dio e non agli apparati curiali. Alla Chiesa di papa Francesco, dedita agli ultimi, ai deboli, a quelli che non ce la fanno. Hai svolto il tuo ministero sacerdotale a San Pietro a Modica, ponendoti all’ascolto e avendo grande considerazione per la Casa don Puglisi che rappresenta una realizzazione significativa di cos’è la carità. Andrai a Palermo, dove don Puglisi operò, testimoniò la sua fede e il suo essere sacerdote e dove per tutto questo fu martirizzato. Non tutto accade per caso, don Corrado.

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Unioni civili IspicaAnche Ispica potrà avere il suo Registro delle Unioni civili. La Giunta ha già approvato la bozza di Regolamento che quanto prima passerà all’esame del Consiglio comunale che dovrà approvarlo definitivamente. Non appena sarà esecutiva la delibera consiliare di approvazione, sarà possibile registrare tutte quelle unioni civili riconosciute come tali proprio dal Regolamento.
Prima di arrivare a questo appuntamento, considero importante un confronto su questa materia. Intanto dico subito di essere d’accordo e bene ha fatto l’Amministrazione comunale a lanciare l’iniziativa. Le Unioni civili non sono un matrimonio, ma sono uno stare insieme perché legati da vincoli di varia di natura, compresa naturalmente la sfera sentimentale fra persone dello stesso sesso o la convivenza che deriva da una comunione di interessi. Da questi vincoli scaturiscono dei diritti che le istituzioni non possono ignorare, anzi che devono riconoscere e tutelare. Ecco perché l’istituzione del Registro comunale delle Unioni civili è un’attestazione di avanguardia proprio sul terreno dei diritti che fa onore a chi la fa.
Su questo tema vorrei andare in Consiglio comunale con una maggiore consapevolezza che mi viene dai suggerimenti, dalle idee, dai contributi dei miei concittadini. Il Regolamento approvato dalla Giunta municipale è una bozza che il Consiglio può, se ritiene, migliorare. Ecco. La stiamo già vedendo al Circolo “J.F.Kennedy” del Pd: i partiti a questo servono. Ma vorrei che le osservazioni provenissero da una platea più vasta.
Vi invito a scaricare la bozza (potete farlo cliccando qui), a leggerla e ad inviarmi le vostre eventuali osservazioni, i vostri suggerimenti che irrobustiscano il Regolamento, rendendolo più efficace e più rispondente alle esigenze di tutti.
Aspetto le proposte che potrete inviare alla mia mail istituzionale consigliere.stornello@comune.ispica.rg.it .

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archivio comune ispicaIl Comune di Ispica è sotto le lenti di due ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non è una straordinaria novità, essendosi, i due funzionari, insediati da alcuni giorni ed avendone dato notizia la stampa. Vale la pena tuttavia capire meglio perché sono venuti, qual è il loro compito, quanto staranno a Palazzo Bruno e, per dirla facile facile, dove potrebbero andare a parare.
Ho avuto con loro un incontro molto cordiale, estremamente rispettoso dei ruoli da entrambe le parti. Abbiamo parlato anche di Ispica in generale, dei suoi monumenti, delle sue tradizioni, della sua storia, dei suoi beni paesaggistici: tutte qualità che, già nei primi giorni della loro permanenza in città, Fabio Buccico e Alessio Di Cola (questi i loro nomi), stanno avendo modo di apprezzare. Quanto meno ci facciamo conoscere anche per le nostre cose belle, ho pensato. Ma veniamo al nocciolo. In pratica la loro missione ispicese rientra nell’attività di controllo di quei comuni che negli anni hanno collezionato una serie di rilievi da parte della Corte dei conti, sia che siano in dissesto, sia che non lo siano. La “scaletta” che gli ispettori seguono viene dunque dettata dalla Corte dei conti: bilanci, utilizzo delle risorse (pensiamo ai fondi vincolati), patrimonio, personale, consulenze, servizi. Un lavoro che porterà via almeno un mese. Al termine sarà redatta una relazione che dirà se la criticità evidenziate dalla Corte dei conti sono superate o meno. In caso negativo, scatteranno le sanzioni verso i responsabili, siano essi amministratori o funzionari comunali o esperti. Essendo il procedimento di natura contabile, e non penale, le sanzioni potranno essere di tipo amministrativo e contabile. Fra esse svetta il danno erariale: chi è ritenuto responsabile di una spesa non dovuta, paga di tasca propria il non dovuto. Ovviamente tutto questo in linea teorica. Perché non è detto che le sanzioni scatteranno. Se, pur in presenza di criticità, il Comune ha tenuto un atteggiamento diciamo così riparatore delle malefatte compiute in precedenza, nessun problema. In caso contrario saranno dolori. Senza considerare gli eventuali risvolti penali dei quali si sta già occupando la magistratura ordinaria.
Tutto questo implica una considerazione di natura politica. La venuta degli ispettori ministeriali è la conseguenza di una serie di scelte compiute nel passato da altre amministrazioni. Oggi, precisamente da giugno-luglio, è in carica un’Amministrazione comunale diversa rispetto alla precedente: diverso il colore politico, diversa l’età media di amministratori e consiglieri, diverso il rapporto di costoro con la politica, diverso il grado di competenza, diversa la concentrazione del potere. Marcare la differenza, ricostruire una città, che non è solo afflitta dal dissesto finanziario, fondando l’azione politica ed amministrativa sulla discontinuità è un dovere.
La foto che pubblico è emblematica di una situazione: faldoni e fascicoli accatastati come non avremmo potuto immaginare. Li ho visti personalmente in un seminterrato di uno degli stabili destinati ad uffici comunali. Sono rimasto incredulo io, sono rimasti increduli gli amici amministratori ai quali ho mostrato la foto. Il dissesto, dicevo, lo sfascio non è solo finanziario: riguarda anche la banale tenuta di un pezzo di archivio comunale. Dai primi atti del suo insediamento, la nuova giunta ha cercato gli elementi distintivi di una diversità notevole. E’ importante mantenerla questa tensione, ora che la luna di miele si avvia inevitabilmente a conclusione. Le scelte discutibili compiute giorni sulla sostanziale riconferma dei capi settore vanno chiuse fra parentesi e definitivamente archiviate. Il tasso di cambiamento si misura anche dalle scelte che si fanno sul personale di cui un amministratore si circonda. Non dimentichiamo che quel galantuomo di Ignazio Marino, sindaco di Roma, paga in termini di immagine (e non solo) anche per non avere saputo o voluto fare scelte di rottura rispetto al passato nei primi mesi di mandato. E se oggi a Palazzo Bruno bussano ancora gli ispettori che vogliono vederci chiaro su una stagione nefasta per la città, vuol dire che rompere, tagliare di netto con quella stagione è doveroso. Oltre che necessario.

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Consiglio comunale Ispica STORNELLO PDGiovedì sera vedremo se sarà la volta buona per istituire l’imposta di soggiorno anche ad Ispica. Per giovedì 10 settembre, alle 19,30, è stato infatti convocato il Consiglio comunale con all’ordine del giorno, sostanzialmente, solo questo argomento. Come si ricorderà la proposta di istituzione dell’imposta di soggiorno era stata posta in discussione per la seduta consiliare del 26 agosto scorso: la maggioranza era pronta, era anche iniziato il dibattito, ma poi si era resa necessaria la presenza dei revisori dei conti per avere il parere sugli emendamenti presentati al momento e poco prima. Il parere dei revisori dei conti è obbligatorio ogniqualvolta si assumono decisioni di natura finanziaria. Sia pure invitato regolarmente, il collegio dei revisori aveva ritenuto di non presenziare. La presidente Maria Calabrese, rintracciata la sera stessa, aveva fatto un salto in aula che, da un punto di vista formale, non era bastato a colmare la lacuna. Il punto è stato quindi rinviato. L’imposta di soggiorno grava per un minimo di 50 centesimi fino a un massimo di cinque euro al giorno, sugli ospiti delle varie strutture ricettive del territorio. Quindi non la pagano i residenti. Va a formare una dotazione finanziaria, di circa 70-80 mila euro l’anno, che il Comune ha l’obbligo di impiegare per iniziative, beni e servizi per il turismo.
In scaletta anche un adempimento periodico del Consiglio, qual è quello della nomina di due consiglieri (uno di maggioranza, l’altro di opposizione) per la Commissione che aggiorna gli albi comunali dei giudici popolari, e la mozione di indirizzo presentata da un consigliere di minoranza che prende le mosse da una recente legge regionale per il recupero dei centri storici.
Per scaricare invito e ordine del giorno clicca qui.

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Gianni_StornelloSi snellisce la macchina comunale, con una riduzione dei settori dai nove attuali a un massimo di cinque, e si mette definitivamente la parole “fine” ai gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Sono i due importanti risultati raggiunti con la seduta consiliare di ieri sera, che avrebbe potuto mettere al suo attivo anche l’istituzione dell’imposta di soggiorno, rinviata alla prossima seduta.
La modifica allo Statuto comunale (con la quale sono stati ridotti i settori e sono stati aboliti definitivamente i gettoni di presenza) ha portato via un bel po’ di tempo. La minoranza di centro-destra ha cercato inutilmente di chiedere rinvii e sospensioni, di avanzare cavilli e di mettere il bastone fra le ruote al processo di rinnovamento che Amministrazione e maggioranza intendono portare avanti. A confermare la bontà della procedura seguita, sulla quale l’opposizione sollevava dubbi, è anche intervenuto il segretario generale. Il punto è stato approvato, con la conseguenza che per Statuto (che è la nostra piccola Costituzione) i consiglieri comunali lavoreremo gratis e i settori del Comune non potranno essere più di cinque (deciderà la Giunta), con un risparmio di costi e una diminuzione degli esuberi di personale che comportano la messa in disponibilità del personale comunale a seguito del dissesto finanziario.
L’altro tema importante era l’istituzione dell’imposta di soggiorno. Ma abbiamo dovuto rinviare il punto per l’assenza dei revisori dei conti che avrebbero dovuto esprimere il loro parere sugli emendamenti presentati poco prima e durante la seduta consiliare. Sarà per la prossima che a questo punto è da prevedere a scadenza ravvicinata.
Il Consiglio ha preso in esame la proposta della Giunta municipale sul recesso del Comune di Ispica dal circuito “Città del vino”. Una scelta sicuramente sofferta e che, intervenendo, ho considerato reversibile, nel senso che, migliorando le condizioni finanziarie dell’ente, si potrà anche pensare ad un ritorno in questo importante circuito che promuove e mette in mostra le aziende vinicole del territorio. Al momento è stata una scelta dettata dall’austerità imposta dal dissesto finanziario. Attorno a questo argomento è nata una polemica, attizzata dall’opposizione: loro, i responsabili di dieci anni di amministrazione che hanno portato al dissesto e della crisi complessiva in cui sui trova il Comune, sono venuti a criticare la scelta, evocando la perdita di posti lavoro, un danno all’immagine della città e via dicendo: bastava che ci pensassero prima loro, invece di venire oggi e pretendere di dare lezioni.
All’ordine del giorno c’erano anche due mozioni di indirizzo: una (presentata da Carmelo Denaro) impegnava l’Amministrazione a mettere a norma e rendere completamente funzionale lo stadio “Peppino Moltisanti”. L’altra (depositata da Serafino Arena) impegnava l’Amministrazione e fare in modo che la farmacia partecipata comunale Ispicenia osservasse orari diversi, garantendo, ad esempio, l’apertura tutti i sabati e le domeniche proprio per marcare la sua differenza rispetto alle altre, a gestione privata. Entrambe le mozioni sono state ritirate dai presentatori. Su entrambe l’Amministrazione ha preso l’impegno rispettivamente di fare un attento esame dei costi necessari per quanto riguarda il “Moltisanti” e di dare indicazioni precise e specifiche ai rappresentanti del Comune nel Consiglio d’amministrazione della Farmacia Ispicenia per l’adozione di diverse misure (non solo l’apertura prefestiva e festiva) che ne esaltino il ruolo di soggetto che svolge un servizio pubblico, con ricadute positive per l’utenza della città.
La seduta era stata aperta da un minuto di silenzio proposto da me in segno di cordoglio per la tragica scomparsa di Khaled Al Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira, in Siria, barbaramente torturato e ucciso dai terroristi dell’Isis per avere cercato di difendere il sito archeologico, bene dell’umanità Unesco, dalla distruzione organizzata dalla furia dell’estremismo islamico. L’Anci (l’associazione dei comune italiani) aveva chiesto gesti simbolici di ricordo di una figura, per la quale, proprio ieri, è stata avanzata la candidatura per il conferimento del Nobel per la Pace alla memoria.

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