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Registro Civile Non si è ancora spenta l’eco dell’abbattimento degli oneri di urbanizzazione, da molti considerato “storico”, operato dal Consiglio comunale venerdì scorso con una seduta specifica sul tema. Domani sera alle 19,30 torneremo a riunirci con un ordine del giorno più articolato e di sicuro interesse. Arriverà in Consiglio comunale l’istituzione del Registro delle unioni civili, con l’approvazione del Regolamento varato dalla Giunta (per scaricalo e sapere come la penso clicca qui). Ad esso è legata una mozione di indirizzo contro l’istituzione del Registro a firma di Gaetano Santoro di Sviluppo e solidarietà. In vista dell’approvazione del bilancio di previsione 2015 (anche se siamo già a novembre) saremo chiamati ad aggiornare il Programma triennale delle opere pubbliche: una sorta di elenco (c’è chi lo chiama “libro dei sogni”) con tutte le opere che si intendono attuare, contando ovviamente su risorse che non possono essere proprie del Comune per i problemi di disponibilità finanziaria che conosciamo. Valuteremo se una costruzione abusiva da demolire a Marina Marza potrà essere acquisita al patrimonio comunale e utilizzarla come bene pubblico e parleremo di circolazione all’interno del centro abitato, in particolare sul tratto urbano della Statale 115, su sollecitazione di Rodolfo Pisani del gruppo Pd. Altre due mozioni di indirizzo riguardano una il baratto amministrativo (proponenti alcuni consiglieri di minoranza), che è in estrema sintesi la possibilità offerta a chi non può pagare le tasse e le imposte comunali di eseguire lavori di pubblica utilità, e l’altra la manutenzione dei torrenti, dei canali di bonifica e dei canali di scolo del territorio proposta da Gianluca Genovese del Movimento 5 stelle. Per scaricare la convocazione con l’ordine del giorno clicca qui.

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Arcivescovo Lorefice IspicaUn pianto liberatorio. Questo ricordo dell’esperienza fatta circa quarant’anni fa insieme a Corrado Lorefice, oggi arcivescovo di Palermo. Eravamo alla Scala, il posto quasi incantato nei dintorni di Noto, dove d’estate si tenevano e si tengono ancora i campeggi estivi dei giovani e dei giovanissimi delle comunità ecclesiali della diocesi. Gli organizzatori non lo dicevano molto, ma si trattava di “Corsi di orientamento vocazionale”: insomma una forma di “reclutamento” di possibili sacerdoti. Folto il gruppo di Ispica nel quale, fra gli altri, ci ritrovavamo Corrado Lorefice ed io. Lui era già pronto per entrare in seminario, lo sapevamo tutti. Ma era più una diceria che una certezza. Sul finire del campeggio, fatto di momenti ludici, riflessioni, celebrazioni, forme di socializzazione molto interessanti e formative, ci riunimmo tutti in un grande salone. Ricordo che i fra i sacerdoti che conducevano quel momento c’erano don Ottavio Ruta e don Stefano Trombatore. Ognuno di noi comunicava le proprie sensazioni, quello che aveva avuto modo di acquisire da quella settimana trascorsa lontana da casa, con dei coetanei, in un confronto costante con stimoli che sollecitavano la nostra fede. Corrado Lorefice era insieme a noi ovviamente. Eravamo seduti accanto, nel grande cerchio dei ragazzi partecipanti. Quando fu il suo turno si distinse subito: convinto, con la sua voce da adolescente sì, ma già potenzialmente intensa come oggi la sentiamo. Ci parlò delle sue intenzioni, delle sue esitazioni, dei suoi dubbi. Poi la sua voce cominciò a tremare. Una lacrima gli scivolò su una guancia. “Nonostante tutto questo una decisione l’ho presa: entro in seminario, voglio fare il sacerdote”. E giù con un pianto liberatorio, dopo quelle parole liberatorie e definitive. Corrado si alzò, singhiozzando, e fu stretto in una abbraccio da don Ottavio Ruta. Che lo indicò a noi come modello. Eravamo una cinquantina di ragazzi. Di quella settimana fu quello il momento più emozionante e toccante.
Mi è venuto in mente due settimane fa, quando nel corso del concerto in memoria di don Paolo Ferlisi tenuto nella chiesa dell’Annunziata di Ispica. Don Corrado Lorefice, parroco di San Pietro di Modica, ma “nunziataro” di nascita e di crescita, intervenne. E disse delle cose, semplici, efficaci. Facendo fare a tutti caso che don Ferlisi era spirato a qualche ora di distanza dall’anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, l’11 ottobre. E concluse, come spesso gli capita, con una battuta: “Vi dico che un giorno dopo compio il compleanno, ma questo è un dettaglio”.
Non è un dettaglio, caro arcivescovo. Tu oggi sei scelto in virtù dello spirito e dei sogni di quel concilio: lo spirito e i sogni di una Chiesa aperta, appartenente al Popolo di Dio e non agli apparati curiali. Alla Chiesa di papa Francesco, dedita agli ultimi, ai deboli, a quelli che non ce la fanno. Hai svolto il tuo ministero sacerdotale a San Pietro a Modica, ponendoti all’ascolto e avendo grande considerazione per la Casa don Puglisi che rappresenta una realizzazione significativa di cos’è la carità. Andrai a Palermo, dove don Puglisi operò, testimoniò la sua fede e il suo essere sacerdote e dove per tutto questo fu martirizzato. Non tutto accade per caso, don Corrado.

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Unioni civili IspicaAnche Ispica potrà avere il suo Registro delle Unioni civili. La Giunta ha già approvato la bozza di Regolamento che quanto prima passerà all’esame del Consiglio comunale che dovrà approvarlo definitivamente. Non appena sarà esecutiva la delibera consiliare di approvazione, sarà possibile registrare tutte quelle unioni civili riconosciute come tali proprio dal Regolamento.
Prima di arrivare a questo appuntamento, considero importante un confronto su questa materia. Intanto dico subito di essere d’accordo e bene ha fatto l’Amministrazione comunale a lanciare l’iniziativa. Le Unioni civili non sono un matrimonio, ma sono uno stare insieme perché legati da vincoli di varia di natura, compresa naturalmente la sfera sentimentale fra persone dello stesso sesso o la convivenza che deriva da una comunione di interessi. Da questi vincoli scaturiscono dei diritti che le istituzioni non possono ignorare, anzi che devono riconoscere e tutelare. Ecco perché l’istituzione del Registro comunale delle Unioni civili è un’attestazione di avanguardia proprio sul terreno dei diritti che fa onore a chi la fa.
Su questo tema vorrei andare in Consiglio comunale con una maggiore consapevolezza che mi viene dai suggerimenti, dalle idee, dai contributi dei miei concittadini. Il Regolamento approvato dalla Giunta municipale è una bozza che il Consiglio può, se ritiene, migliorare. Ecco. La stiamo già vedendo al Circolo “J.F.Kennedy” del Pd: i partiti a questo servono. Ma vorrei che le osservazioni provenissero da una platea più vasta.
Vi invito a scaricare la bozza (potete farlo cliccando qui), a leggerla e ad inviarmi le vostre eventuali osservazioni, i vostri suggerimenti che irrobustiscano il Regolamento, rendendolo più efficace e più rispondente alle esigenze di tutti.
Aspetto le proposte che potrete inviare alla mia mail istituzionale consigliere.stornello@comune.ispica.rg.it .

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archivio comune ispicaIl Comune di Ispica è sotto le lenti di due ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non è una straordinaria novità, essendosi, i due funzionari, insediati da alcuni giorni ed avendone dato notizia la stampa. Vale la pena tuttavia capire meglio perché sono venuti, qual è il loro compito, quanto staranno a Palazzo Bruno e, per dirla facile facile, dove potrebbero andare a parare.
Ho avuto con loro un incontro molto cordiale, estremamente rispettoso dei ruoli da entrambe le parti. Abbiamo parlato anche di Ispica in generale, dei suoi monumenti, delle sue tradizioni, della sua storia, dei suoi beni paesaggistici: tutte qualità che, già nei primi giorni della loro permanenza in città, Fabio Buccico e Alessio Di Cola (questi i loro nomi), stanno avendo modo di apprezzare. Quanto meno ci facciamo conoscere anche per le nostre cose belle, ho pensato. Ma veniamo al nocciolo. In pratica la loro missione ispicese rientra nell’attività di controllo di quei comuni che negli anni hanno collezionato una serie di rilievi da parte della Corte dei conti, sia che siano in dissesto, sia che non lo siano. La “scaletta” che gli ispettori seguono viene dunque dettata dalla Corte dei conti: bilanci, utilizzo delle risorse (pensiamo ai fondi vincolati), patrimonio, personale, consulenze, servizi. Un lavoro che porterà via almeno un mese. Al termine sarà redatta una relazione che dirà se la criticità evidenziate dalla Corte dei conti sono superate o meno. In caso negativo, scatteranno le sanzioni verso i responsabili, siano essi amministratori o funzionari comunali o esperti. Essendo il procedimento di natura contabile, e non penale, le sanzioni potranno essere di tipo amministrativo e contabile. Fra esse svetta il danno erariale: chi è ritenuto responsabile di una spesa non dovuta, paga di tasca propria il non dovuto. Ovviamente tutto questo in linea teorica. Perché non è detto che le sanzioni scatteranno. Se, pur in presenza di criticità, il Comune ha tenuto un atteggiamento diciamo così riparatore delle malefatte compiute in precedenza, nessun problema. In caso contrario saranno dolori. Senza considerare gli eventuali risvolti penali dei quali si sta già occupando la magistratura ordinaria.
Tutto questo implica una considerazione di natura politica. La venuta degli ispettori ministeriali è la conseguenza di una serie di scelte compiute nel passato da altre amministrazioni. Oggi, precisamente da giugno-luglio, è in carica un’Amministrazione comunale diversa rispetto alla precedente: diverso il colore politico, diversa l’età media di amministratori e consiglieri, diverso il rapporto di costoro con la politica, diverso il grado di competenza, diversa la concentrazione del potere. Marcare la differenza, ricostruire una città, che non è solo afflitta dal dissesto finanziario, fondando l’azione politica ed amministrativa sulla discontinuità è un dovere.
La foto che pubblico è emblematica di una situazione: faldoni e fascicoli accatastati come non avremmo potuto immaginare. Li ho visti personalmente in un seminterrato di uno degli stabili destinati ad uffici comunali. Sono rimasto incredulo io, sono rimasti increduli gli amici amministratori ai quali ho mostrato la foto. Il dissesto, dicevo, lo sfascio non è solo finanziario: riguarda anche la banale tenuta di un pezzo di archivio comunale. Dai primi atti del suo insediamento, la nuova giunta ha cercato gli elementi distintivi di una diversità notevole. E’ importante mantenerla questa tensione, ora che la luna di miele si avvia inevitabilmente a conclusione. Le scelte discutibili compiute giorni sulla sostanziale riconferma dei capi settore vanno chiuse fra parentesi e definitivamente archiviate. Il tasso di cambiamento si misura anche dalle scelte che si fanno sul personale di cui un amministratore si circonda. Non dimentichiamo che quel galantuomo di Ignazio Marino, sindaco di Roma, paga in termini di immagine (e non solo) anche per non avere saputo o voluto fare scelte di rottura rispetto al passato nei primi mesi di mandato. E se oggi a Palazzo Bruno bussano ancora gli ispettori che vogliono vederci chiaro su una stagione nefasta per la città, vuol dire che rompere, tagliare di netto con quella stagione è doveroso. Oltre che necessario.

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Consiglio comunale Ispica STORNELLO PDGiovedì sera vedremo se sarà la volta buona per istituire l’imposta di soggiorno anche ad Ispica. Per giovedì 10 settembre, alle 19,30, è stato infatti convocato il Consiglio comunale con all’ordine del giorno, sostanzialmente, solo questo argomento. Come si ricorderà la proposta di istituzione dell’imposta di soggiorno era stata posta in discussione per la seduta consiliare del 26 agosto scorso: la maggioranza era pronta, era anche iniziato il dibattito, ma poi si era resa necessaria la presenza dei revisori dei conti per avere il parere sugli emendamenti presentati al momento e poco prima. Il parere dei revisori dei conti è obbligatorio ogniqualvolta si assumono decisioni di natura finanziaria. Sia pure invitato regolarmente, il collegio dei revisori aveva ritenuto di non presenziare. La presidente Maria Calabrese, rintracciata la sera stessa, aveva fatto un salto in aula che, da un punto di vista formale, non era bastato a colmare la lacuna. Il punto è stato quindi rinviato. L’imposta di soggiorno grava per un minimo di 50 centesimi fino a un massimo di cinque euro al giorno, sugli ospiti delle varie strutture ricettive del territorio. Quindi non la pagano i residenti. Va a formare una dotazione finanziaria, di circa 70-80 mila euro l’anno, che il Comune ha l’obbligo di impiegare per iniziative, beni e servizi per il turismo.
In scaletta anche un adempimento periodico del Consiglio, qual è quello della nomina di due consiglieri (uno di maggioranza, l’altro di opposizione) per la Commissione che aggiorna gli albi comunali dei giudici popolari, e la mozione di indirizzo presentata da un consigliere di minoranza che prende le mosse da una recente legge regionale per il recupero dei centri storici.
Per scaricare invito e ordine del giorno clicca qui.

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Gianni_StornelloSi snellisce la macchina comunale, con una riduzione dei settori dai nove attuali a un massimo di cinque, e si mette definitivamente la parole “fine” ai gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Sono i due importanti risultati raggiunti con la seduta consiliare di ieri sera, che avrebbe potuto mettere al suo attivo anche l’istituzione dell’imposta di soggiorno, rinviata alla prossima seduta.
La modifica allo Statuto comunale (con la quale sono stati ridotti i settori e sono stati aboliti definitivamente i gettoni di presenza) ha portato via un bel po’ di tempo. La minoranza di centro-destra ha cercato inutilmente di chiedere rinvii e sospensioni, di avanzare cavilli e di mettere il bastone fra le ruote al processo di rinnovamento che Amministrazione e maggioranza intendono portare avanti. A confermare la bontà della procedura seguita, sulla quale l’opposizione sollevava dubbi, è anche intervenuto il segretario generale. Il punto è stato approvato, con la conseguenza che per Statuto (che è la nostra piccola Costituzione) i consiglieri comunali lavoreremo gratis e i settori del Comune non potranno essere più di cinque (deciderà la Giunta), con un risparmio di costi e una diminuzione degli esuberi di personale che comportano la messa in disponibilità del personale comunale a seguito del dissesto finanziario.
L’altro tema importante era l’istituzione dell’imposta di soggiorno. Ma abbiamo dovuto rinviare il punto per l’assenza dei revisori dei conti che avrebbero dovuto esprimere il loro parere sugli emendamenti presentati poco prima e durante la seduta consiliare. Sarà per la prossima che a questo punto è da prevedere a scadenza ravvicinata.
Il Consiglio ha preso in esame la proposta della Giunta municipale sul recesso del Comune di Ispica dal circuito “Città del vino”. Una scelta sicuramente sofferta e che, intervenendo, ho considerato reversibile, nel senso che, migliorando le condizioni finanziarie dell’ente, si potrà anche pensare ad un ritorno in questo importante circuito che promuove e mette in mostra le aziende vinicole del territorio. Al momento è stata una scelta dettata dall’austerità imposta dal dissesto finanziario. Attorno a questo argomento è nata una polemica, attizzata dall’opposizione: loro, i responsabili di dieci anni di amministrazione che hanno portato al dissesto e della crisi complessiva in cui sui trova il Comune, sono venuti a criticare la scelta, evocando la perdita di posti lavoro, un danno all’immagine della città e via dicendo: bastava che ci pensassero prima loro, invece di venire oggi e pretendere di dare lezioni.
All’ordine del giorno c’erano anche due mozioni di indirizzo: una (presentata da Carmelo Denaro) impegnava l’Amministrazione a mettere a norma e rendere completamente funzionale lo stadio “Peppino Moltisanti”. L’altra (depositata da Serafino Arena) impegnava l’Amministrazione e fare in modo che la farmacia partecipata comunale Ispicenia osservasse orari diversi, garantendo, ad esempio, l’apertura tutti i sabati e le domeniche proprio per marcare la sua differenza rispetto alle altre, a gestione privata. Entrambe le mozioni sono state ritirate dai presentatori. Su entrambe l’Amministrazione ha preso l’impegno rispettivamente di fare un attento esame dei costi necessari per quanto riguarda il “Moltisanti” e di dare indicazioni precise e specifiche ai rappresentanti del Comune nel Consiglio d’amministrazione della Farmacia Ispicenia per l’adozione di diverse misure (non solo l’apertura prefestiva e festiva) che ne esaltino il ruolo di soggetto che svolge un servizio pubblico, con ricadute positive per l’utenza della città.
La seduta era stata aperta da un minuto di silenzio proposto da me in segno di cordoglio per la tragica scomparsa di Khaled Al Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira, in Siria, barbaramente torturato e ucciso dai terroristi dell’Isis per avere cercato di difendere il sito archeologico, bene dell’umanità Unesco, dalla distruzione organizzata dalla furia dell’estremismo islamico. L’Anci (l’associazione dei comune italiani) aveva chiesto gesti simbolici di ricordo di una figura, per la quale, proprio ieri, è stata avanzata la candidatura per il conferimento del Nobel per la Pace alla memoria.

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Consiglio comunale Ispica STORNELLO PDLa maggioranza torna alla carica con la riduzione dei settori della struttura amministrativa del Comune. Lo farà concretamente mercoledì 26 agosto alle 20 con la seduta del Consiglio comunale che segna la ripresa dopo la brevissima pausa estiva (per chi l’ha fatta ovviamente). Altro punto di rilievo l’istituzione dell’imposta di soggiorno.

La riduzione dei settori. E’ lo stesso provvedimento che si sarebbe dovuto votare nella seduta del 28 luglio. Trattandosi di una modifica allo Statuto comunale, in prima lettura occorrevano 14 consiglieri presenti. La minoranza (ad eccezione del M5S) si era allontanata dall’aula, assumendosi la responsabilità di allungare i tempi per l’approvazione di un provvedimento che, riducendo i settori “fino a un massimo di cinque”, snellisce l’apparato comunale, dove in atto si contano nove settori. Da considerare che più settori significano maggiori costi e maggiori esuberi di personale. Mercoledì, trattandosi di una seconda lettura che avviene entro 30 giorni, il quorum necessario scenderà a 11. Facile prevedere che il provvedimento passerà.

L’imposta di soggiorno. Sono tra i presentatori della proposta che prevede anche l’approvazione di un Regolamento specifico e la costituzione di un tavolo tecnico composto da rappresentanti dell’Amministrazione e delle associazioni di categoria impegnate nella gestione delle strutture turistiche. E’ l’unica, irrisoria tassa (da un minimo di 50 centesimi a un massimo di due euro al giorno, in base al tipo di struttura) che pagano i forestieri, coloro che risiedono nelle strutture alberghiere e ricettive in genere del territorio comunale. Essa va a beneficio del Comune che ha l’obbligo di destinarla a iniziative volte a sviluppare il turismo, i siti dove esso si svolge, le stesse strutture ricettive. Mi ero già occupato di questa imposta, in un post al quale rimando se si vogliono avere anche informazioni ed elementi più concreti. (Per andarci clicca qui).

L’ordine del giorno prevede anche la proposta della Giunta del recesso del Comune di Ispica dall’Associazione nazionale “Città del vino” (vedi) e la discussione di due mozioni presentate da altrettanti consiglieri di minoranza: riguardano la gestione della Farmacia Ispicenia, che come si sa è a capitale misto pubblico-privato, e la manutenzione e il rilancio dello Stadio Giuseppe Moltisanti.

Per leggere e scaricare la convocazione e l’ordine del giorno integrali clicca qui.

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bittordoLa mostra antologica “È di scena la donna…” allestita nell’atrio di Palazzo Bruno è importante per due motivi. Primo perché espone Bittordo, un artista locale, residente peraltro nella nostra impareggiabile fascia costiera, i cui lavori in china hanno destato l’attenzione della critica anche di recente. La donna di Bittordo, evidenziata in questa antologica, è una donna passionale, soggetto e non oggetto, causa ed effetto di emozioni che non trascendono nella facile e banale tentazione: la donna di Bittordo è la donna dallo sguardo espressivo e complice, che trasmette un messaggio univoco: “Non dirmi che sono bella e sensuale. Sono un essere che pensa, agisce e che vive. Proprio come te”. È questa la donna che è di scena ad Ispica grazie al tratto raffinato e unico di Bittordo.
C’è un secondo motivo che dà importanza all’evento: Palazzo Bruno torna ad essere cornice di appuntamenti culturali e, nelle serate della festa, dei turisti, del tempo bizzarro e incerto, ma sempre dominato dal nostro caldo mediterraneo e tropicale, resta aperto e partecipa come gli è consono alle gioie della comunità. Un bravo al sindaco Pierenzo Muraglie, all’assessore Salvatore Distefano e alla Galleria La Calandra Artecontemporanea. Complimenti all’artista, al suo talento e alle sua passioni.
La mostra è aperta dalle 21 fino al 15 agosto.

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Gianni_StornelloIl Consiglio comunale di Ispica, nella lunga seduta di ieri sera, ha approvato la mozione di indirizzo che avevo presentato la settimana scorsa per il riordino della concessione delle aree cimiteriali che erano state oggetto di un controverso provvedimento di assegnazione della vecchia Amministrazione comunale. La mozione è stata approvata dalla maggioranza Pd-Libertà e Buongoverno-Ispica Punto a capo e dal Movimento 5 Stelle.

La soddisfazione di tutti noi deriva dall’avere affermato un principio che nelle passate stagioni amministrative è stato calpestato: i beni comuni non possono essere gestiti senza scrupolo, non possono essere concessi al primo che passa, devono essere affidati con criteri oggettivi, nella massima trasparenza e con il massimo di pubblicità ed evitando speculazioni di carattere economico. Tutto questo dovrebbe valere per un campo di calcio o un edificio pubblico. A maggior ragione deve valere per il Cimitero, luogo sacro verso il quale abbiamo tutti il massimo rispetto. La mancanza di spazi nel Cimitero comunale aveva creato una preoccupazione diffusa in tutte le famiglie, determinando un comprensibile stato di attesa al quale la vecchia Amministrazione aveva risposto prima non dando soluzioni e, solo alla vigilia delle elezioni di maggio, emettendo un bando, peraltro non previsto dal Regolamento di Polizia mortuaria, che dava solo quindici giorni di tempo per la presentazione delle richieste di concessione e che, come unico criterio di assegnazione, stabiliva l’ordine cronologico di presentazione al protocollo generale del Comune. Un criterio che, non avendo il Comune il protocollo telematico, non conferiva oggettività alla presentazione delle domande. Siamo intervenuti “resettando” tutto prima che la graduatoria venisse ufficializzata e che i richiedenti passassero alla condizione di concessionari con la stipula del contratto. Aspetti importanti della Mozione sono una nuova variante al Piano cimiteriale, in modo da assegnare aree e tombe esistenti abbandonate, frutto di concessioni scadute o nulle, oltre a quelle già immediatamente disponibili, e i vincoli che evitino il triste fenomeno delle speculazioni con subconcessioni onerose. Il tutto in tempi strettissimi, stabiliti dalla mozione stessa, proprio per evitare che si arrechino danni alle famiglie, alle imprese edili interessate e alle casse comunali che introiteranno notevoli risorse dai prezzi di concessione dei suoli.

Per effetto dell’approvazione della Mozione di indirizzo la Giunta municipale dovrà sospendere in autotutela la vecchia deliberazione con cui si dava mandato agli uffici di emanare il bando, bloccando l’efficacia degli atti successivi. Entro sessanta giorni il Consiglio comunale dovrà adeguare l’articolo specifico del Regolamento di Polizia mortuaria alle esigenze di oggettività, pubblicità, trasparenza, pari opportunità, prevenzione delle iniziative speculative e a tutte quelle esigenze che il Consiglio comunale riterrà utili e necessarie. Entro quindici giorni dall’esecutività del nuovo Regolamento di Polizia mortuaria, la Giunta municipale procederà ad indire la selezione in base allo strumento stabilito dalla nuova formulazione del Regolamento.

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#ConsiglioTrasparente IspicaLa seduta è stata convocata per martedì 28 luglio alle 20 nell’aula consiliare di Palazzo Bruno. Gli argomenti in discussione danno l’idea dell’impronta del cambiamento che Amministrazione comunale e maggioranza di centro-sinistra intendono dare alla vita politica ed amministrativa della città.

Ecco cosa prevede l’ordine del giorno nella sostanza degli argomenti, cercando di andare al di là del burocratese.

Le modifiche allo Statuto comunale. Si tratta per lo più del recepimento della nuova legge regionale in materia di composizione degli organi politici ed amministrativi. Novità la riduzione delle aree amministrative del comune, i cosiddetti settori: prima ne erano previsti nove, con la modifica saranno non più di cinque. Il che comporterà la diminuzione degli esuberi di personale e il risparmio delle indennità di funzione dei capi area. La macchina amministrativa dovrebbe acquistarne in snellezza.

La Cosap è la tassa che era diventata la bestia nera dei commercianti e che grava su quanti occupano suolo pubblico con l’esposizione di tavolini, fioriere, gazebo o altro genere di strutture che in certi casi contribuiscono anche a migliorare l’arredo urbano. Abbatterla era uno degli impegni del centro-sinistra in campagna elettorale. Sarà diminuita di circa il 75 per cento, senza arrecare danno alle casse comunali, visto il prevedibile incremento di richieste di occupazione di suolo pubblico.

I costi della politica. Il cambiamento è notevole. Vengono aboliti i gettoni di presenza per i consigli comunali e le commissioni e le indennità accessorie per sindaco e giunta. Le somme che il Comune risparmierà confluiranno nel fondo (il cosiddetto PEG) che gestirà il Consiglio comunale per fini prevalentemente sociali: insomma andranno in beneficienza, venendo incontro alla grande richiesta di aiuto concreto che proviene dalle fasce sociali economicamente più deboli.

Tre le mozioni di indirizzo presentate da singoli consiglieri. Due provengono dalla minoranza e riguardano la proposta di istituzione del “baratto amministrativo” (chi non può pagare le tasse comunali presta la propria opera per un importo equivalente in servizi comunali di pubblica utilità) e la proposta di annullamento di alcuni provvedimenti sulla Cosap.

La terza mozione (che puoi leggere integralmente e scaricare cliccando qui) porta la mia firma e mira a sospendere degli atti per l’assegnazione di suoli cimiteriali per una serie di criticità, fra le quali la carenza di criteri oggettivi nella selezione delle istanze e di adeguata pubblicità del bando che era stato emanato. La mozione, se approvata dal Consiglio comunale, consentirà di adeguare il Regolamento di Polizia mortuaria alle esigenze di oggettività, pubblicità, trasparenza, pari opportunità, prevenzione delle iniziative speculative e a tutte quelle esigenze che il Consiglio comunale riterrà utili. Con la mozione si impegna l’Amministrazione comunale ad adottare una nuova variante al Piano cimiteriale che renda disponibili aree e tombe esistenti, con un’attenta opera di responsabilizzazione dei concessionari, ove individuati o individuabili, e ad emettere un nuovo bando entro quindici giorni dall’esecutività del nuovo Regolamento di Polizia mortuaria, con la possibilità di assegnazione di tutte le aree e tombe disponibili, comprese quelle derivanti dalle varianti ai Piani cimiteriali più recenti.

Per leggere e scaricare la convocazione e l’ordine del giorno integrali clicca qui.

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