#ConsiglioTrasparente ultimipost profilo facebook ultimitweet like facebook

presentazione Si è svolto ieri a Ispica il terzo degli appuntamenti a firma del Caffè Letterario “Quasimodo” che quest’anno si è aperto al territorio dilatando i confini a Pozzallo e Ispica. Dopo l’appuntamento con la poesia e quello con la storia è stata la volta della narrativa. Presentato infatti al pubblico, numeroso e attento, il nuovo romanzo di Gianni Stornello Il figlio della Ruota, Editore Prova d’Autore.
Numerosi e interessanti gli interventi che hanno messo a fuoco diversi aspetti del romanzo, sicuramente infondendo negli ascoltatori la curiosità verso questa storia che ha legami profondi con il territorio.
Secondo il presidente del Caffè Letterario Domenico Pisana “il romanzo si snoda su tre livelli: un primo livello, quello storico-narrativo, in cui l’autore attraverso la storia del protagonista, Nirìa, ci dà un’ambientazione che ne fa un romanzo storico. Un livello di ordine socio-economico: il romanzo, pur se in modo marginale, richiama l’ondata migratoria degli anni ’70 che portò molti siciliani lontano da casa; ed un livello strettamente letterario per il suo carattere di racconto e documento in cui lingua e dialetto innalzano a livello di letteratura una vicenda che rappresenta il volto di una società che vive drammi, disvalori, inquietudini, contraddizioni, ipocrisie, scelte sbagliate”. Al commento di Domenico Pisana si è aggiunto quello del direttore editoriale di Prova d’Autore il Professor Mario Grasso che ha puntato soprattutto sull’emozione che proviene al lettore leggendo questa storia che non è mera cronaca ma pagina di letteratura in cui è condensato un intero universo “riuscire a raccontare in forma letteraria è ciò che fa del libro un caso letterario. Continua a leggere

Share Button

Mario Grasso Ci sono persone sommamente note per le loro doti di affabulatori, e ci sono vicende, personaggi e combinazioni che sembrano chiedere di essere narrate, svelate, rievocate, illustrate. Mettiamo insieme queste due occasioni umane e otteniamo il denominatore su cui porre questa singolare e avvincente opera narrativa di Gianni Stornello.
Un caso letterario su cui la scommessa editoriale si ritiene vincente a priori, quindi in forza dello stesso privilegio di poterlo proporre al pubblico dei lettori, avanzando l’orgoglio di poterlo esibire. Il figlio della Ruota è qui un romanzo, ma quello che Gianni Stornello ha creato e ricreato in calibrati episodi, colorando tutto con moduli espressivi di squillante genuinità linguistiche come folgoranti spontaneità umane e traduzioni di stati d’animo, è il complesso e davvero favoloso resoconto di fatti e personaggi che comunicano e si agitano adesso nelle pagine del romanzo trasmettendoci le stesse passioni, ansie, brutalità, dolcezze, che hanno contraddistinto lungo la seconda metà del secolo scorso e fino ai nostri giorni, l’impronta civile e morale di un territorio che di quegli eventi è stato palcoscenico. Personaggi, eventi e ambiente tra regole di costume e pregiudizi, approvazioni e disapprovazioni, inganni, stupori, pettegolezzi, scandali e gratuite violenze (come la fucilazione d’un innocente), Continua a leggere

Share Button

copertina_il_figlio_della_ruota2Ed ecco il mio secondo romanzo. Si intitola Il figlio della Ruota ed è edito da Prova d’autore. E’ la storia di un trovatello che inizia negli anni ’20 del ‘900. Nirìa, questo il nome del bambino, è però un trovatello “anomalo” che, dopo essere lasciato nella ruota del suo paese, nel giro di qualche ora viene recuperato per iniziativa del padre naturale, un ricco proprietario terriero, vedovo da qualche anno, che aveva trovato conforto in una sua criata, Rosa, la madre di Nirìa. Il romanzo arriva ai nostri giorni, dopo una serie di vicende che vedono Nirìa protagonista indiretto ed indiretto. Il filo conduttore è la vicenda dello stesso Nirìa che lotta fino alla fine dei suoi giorni per avere riconosciuto il rapporto di filiazione col padre naturale, il cui riconoscimento in punto di morte era stato precedentemente fatto sparire. Il romanzo prende spunto da alcune vicende realmente accadute che vengono da me romanzate e raccontate con l’ausilio della fantasia, con l’intento di dare la visione di una certa Sicilia, delle sue contraddizioni, dei suoi ossimori, delle sue mediocrità e degli sprazzi di solidarietà, in un tentativo di valorizzazione della memoria collettiva senza la quale, sono convinto, non può esserci futuro.
Ci vediamo in libreria!

Share Button

elena sofia ricci Cos’è la giustizia?
E’ questa la domanda e soprattutto il tema ricorrente dell’interessante romanzo di Gianni Stornello, che come una litania, una sorta di magica parabola, rincorre i destini e determina le scelte dei personaggi della storia.
La libertà sbagliata è un romanzo affascinante, intenso, che esplora in senso moderno, malgrado si svolga in una cittadina Siciliana al tramonto del diciannovesimo secolo, il concetto archetipo di ˜delitto e castigo”. Continua a leggere

Share Button

stornello-gambini-risolo-quasimodo Un esordiente che si cimenta nella narrativa incontra subito l’ostacolo della pubblicazione. Mandai il manoscritto a diverse case editrici, fra cui, appunto, Ibiskos di Antonietta Risolo di Empoli che annualmente bandisce un premio letterario per opere inedite. Fu la titolare in persona a telefonarmi e a comunicarmi la vincita del “Premio Ibiskos 2004”, con la conseguente pubblicazione del romanzo da parte della sua casa editrice. Il premio mi fu assegnato nel 2005 a Salò, sul Lago di Garda, dove peraltro, un anno dopo, vinsi il premio di narrativa “Città di Salò”, sezione romanzo-cronaca. Nella foto sono con una componente della giuria del “Premio Ibiskos”, Rina Gambini, ed Antonietta Risolo.

Share Button

Ecco il servizio di VM Giornale di Video Mediterraneo, andato in onda dopo la conferenza stampa di presentazione de “La libertà sbagliata”. C’è anche una breve dichiarazione di Stefano Mecenate di “Ibiskos editrice” di A. Risolo.

Share Button

Gianni Stornello Enrica Bonaccorti

Gianni Stornello Bruno Gambarotta

 

 

 

 

 

 

 

La libertà sbagliata viene presentato in anteprima nazionale alla Fiera internazionale del libro di Torino del 2005. La sensazione che si prova è di trovarti improvvisamente in un oceano mentre hai appena imparato a nuotare. Per molti fui subito “il siciliano esordiente” e ricevetti auguri e complimenti da tanti. Nelle foto sono con la conduttrice radio-televisiva Enrica Bonaccorti e con il giornalista Bruno Gambarotta.

Share Button

Gianni Stornello riceve_il_Via_Francigena_dal_presidente_della_giuria_Nicola_Michelotti._Sullo_sfondo_al_centro_Antonietta_Risolo La Via Francigena era una delle “rotte” che univa i pellegrini britannici a Roma. Adesso questa “via” è rimasta come punto di riferimento geo-culturale, al punto che, in quanto tale, sta venendo scoperta e valorizzata come percorso non solo religioso ma anche antropologico. Ad essa è dedicato un premio letterario indetto dal Comune di Pontremoli, cuore della Lunigiana e della Via Francigena. Ed è tradizione che questa cittadina, nota fra l’altro per avere eretto un monumento a Pinocchio, tenga la consegna del “Via Francigena” ad una settimana di distanza dalla consegna dell’altro, prestigioso e di gran lunga più noto premio letterario, il “Bancarella” che si tiene proprio a Pontremoli e che vede alcuni componenti le due giurie in comune. Ecco perché il “Via Francigena” viene anche detto “Bancarellino”. Nella foto ricevo il premio dal Presidente della giuria, Nicola Michelotti.

Share Button

photo_7952_FestivalUna delle presentazioni del romanzo si è tenuta il 28 luglio 2005 nell’ambito dell’edizione di quell’anno del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera che si è svolto, come sempre, a Marzamemi. Presenti Sebastiano Gesù (al centro nella foto) e Gregorio Napoli (primo da sinistra; il terzo sono io), dopo l’introduzione da parte di Nello Correale, ideatore e direttore artistico del festival. Ed è stato proprio Sebastiano Gesù, noto studioso del cinema siciliano, ad affermare che il taglio de La libertà sbagliata è decisamente quello di una sceneggiatura cinematografica, mentre il critico cinematografico Gregorio Napoli ha affermato che, nell’ambito del sempre vivo dibattito sul rapporto fra letteratura e cinema, il romanzo si inserisce a pieno titolo fra quei lavori che meritano di diventare un film. La storia raccontata, tratta da due vicende realmente accadute a Modica nel 1898, la passione civile che viene evidenziata, gli aspetti fortemente etici che si affrontano, i vizi e le virtù di una Sicilia non del tutto alle nostre spalle sono gli elementi principali del romanzo posti in evidenza nel corso della serata, alla quale ha preso parte un pubblico qualificato, fra cui c’erano anche giornalisti stranieri. Un particolare suggestivo: è stato fatto riferimento ad Ispica quando, nel corso del dibattito, è stato praticato un accostamento fra La libertà sbagliata, il cui protagonista rinuncia al ricorso al delitto d’onore per giustificare l’uccisione della moglie, e Divorzio all’italiana, il capolavoro cinematografico di Pietro Germi nel quale il delitto d’onore viene addirittura ricercato dal protagonista, interpretato da Marcello Mastroianni. Ebbene questo film, che conquistò l’Oscar come migliore sceneggiatura nel 1962, venne girato ad Ispica, città dove vivo.

Share Button