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Padre FerlisiOggi alle 11,45 l’ultimo respiro di don Paolo Ferlisi.
Ripropongo un mio post su Facebook che pubblicai lo scorso agosto, in occasione dei festeggiamenti per i suoi novant’anni.
Ognuno di noi, nel periodo della sua formazione, ha incontrato e frequentato persone che hanno inciso profondamente nel determinare l’uomo, la donna che si è oggi. Io ho avuto la fortuna di incontrarne e frequentarne più di una. Ma un posto importante ce l’ha don Paolo Ferlisi. I suoi novant’anni, che domani festeggeremo con un concerto nella Chiesa della SS. Annunziata, li ricordo con un ringraziamento pubblico e particolarmente sentito per quello che padre Ferlisi mi ha dato. Avevo otto anni quando cominciai a frequentare la nuova parrocchia di San Giuseppe. Erano i primissimi anni ’70. Le difficoltà logistiche erano enormi: la chiesa era una stanza dieci metri per dieci in via Agrigento e le campane un disco a 45 giri, amplificato con le trombe messe sul terrazzo. La Chiesa, la comunità dei fedeli, fatta per lo più di famiglie giovani che popolavano una delle zone d’espansione della città, aveva bisogno di forme nuove ed efficaci di attività pastorale. La fede e l’attivismo di quel sacerdote cinquantenne che allora si caratterizzava come moderno, anticonformista, infaticabile predicatore, poco incline ai compromessi, coraggioso, sognatore portarono San Giuseppe, pietra dopo pietra, a diventare quella che divenne e che oggi gli deve tributare un “grazie” pari a quello che gli sta dando la comunità dell’Annunziata dove, dopo una breve parentesi di apostolato compiuto a Scicli e Sampieri, padre Ferlisi fu destinato. San Giuseppe e la SS. Annunziata non sarebbero quelle che sono oggi se non ci fosse stata la presenza costante e fortemente sostenuta dalla testimonianza di fede di padre Ferlisi. Anch’io, nel mio piccolo, devo dire che sarei diverso, sarei un’altra persona, se non avessi incontrato don Paolo e se non mi fossi messo in ascolto dei suoi pensieri (che cominciavano sempre con “Figliolo caro, guarda…”) e se non avessi osservato e recepito la sua testimonianza. Una testimonianza viva ancora oggi: la profondità del ministero sacerdotale, la dedizione totale e per una vita al Padre e alla comunità dei suoi figli. Anche per questo e ancora oggi, grazie padre Ferlisi!

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