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Mario Grasso Ci sono persone sommamente note per le loro doti di affabulatori, e ci sono vicende, personaggi e combinazioni che sembrano chiedere di essere narrate, svelate, rievocate, illustrate. Mettiamo insieme queste due occasioni umane e otteniamo il denominatore su cui porre questa singolare e avvincente opera narrativa di Gianni Stornello.
Un caso letterario su cui la scommessa editoriale si ritiene vincente a priori, quindi in forza dello stesso privilegio di poterlo proporre al pubblico dei lettori, avanzando l’orgoglio di poterlo esibire. Il figlio della Ruota è qui un romanzo, ma quello che Gianni Stornello ha creato e ricreato in calibrati episodi, colorando tutto con moduli espressivi di squillante genuinità linguistiche come folgoranti spontaneità umane e traduzioni di stati d’animo, è il complesso e davvero favoloso resoconto di fatti e personaggi che comunicano e si agitano adesso nelle pagine del romanzo trasmettendoci le stesse passioni, ansie, brutalità, dolcezze, che hanno contraddistinto lungo la seconda metà del secolo scorso e fino ai nostri giorni, l’impronta civile e morale di un territorio che di quegli eventi è stato palcoscenico. Personaggi, eventi e ambiente tra regole di costume e pregiudizi, approvazioni e disapprovazioni, inganni, stupori, pettegolezzi, scandali e gratuite violenze (come la fucilazione d’un innocente),

trappole e meschinità contrapposte a nobilissimi intenti e gesti. Un miscuglio ossimoricamente limpido e fosco a un tempo, esito d’un intrigo di combinazioni nelle quali alcune casualità orrendamente tragiche, sembrano legarsi a una maledizione paterna; inesorabile nemesi che una volta invocata scende per non più retrocedere dal suo fatale percorso. I lettori di questo romanzo ci perdoneranno l’ermetica reticenza che manteniamo sulla coinvolgente trama. Ce la perdoneranno meglio quando, procedendo nell’avvincente lettura dell’opera comprenderanno come anche la rivelazione di un minimo particolare, avrebbe sottratto alla loro legittima curiosità, di seguire e scoprire l’evolversi d’imprevedibili momenti e il concatenarsi di stupefacenti conclusioni. È un romanzo questo Il figlio della Ruota che lascia il segno di un approfondimento analitico senza precedenti nella realtà storica, morale e civile; uno scandaglio come solo le grandi opere possono realizzarlo e offrirlo. Un romanzo nel quale le passioni umane, nel bene e nel male, si scontrano senza esclusioni di bersagli, ma dove se una disumana aura sembra dominare impietosamente tragica, altra misteriosa luce, provvidenzialmente opposta, non smette di seguire, sostenuta dall’umile ombra di quella suprema giustizia, che apparentemente scacciata da ogni parte, finirà realmente per rischiarare sotto la sua prorompente verità la cenere dei soprusi e delle violenze.

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