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stornello zambuto assolto Marco Zambuto è il presidente dell’Assemblea regionale del Partito democratico, candidato alle Europee di maggio, che a giugno si dimise da sindaco di Agrigento per essere stato condannato in primo grado a due mesi e venti giorni per abuso d’ufficio. Ieri la Corte d’Appello di Palermo lo ha assolto con formula piena. L’accusa era di avere acquistato per seimila euro due pagine su un quotidiano per pubblicizzare l’attività della Fondazione Pirandello, di cui era presidente quale sindaco. In uno degli articoli si illustravano i provvedimenti presi dalla sua amministrazione, facendo, secondo l’accusa, campagna elettorale a spese dell’ente. Perché ne parlo? Ne parlo perché Marco Zambuto è un amico, prima che essere dirigente del mio partito. L’amicizia nacque in occasione delle scorse Europee. Era il candidato di area renziana nella lista del Pd. Un sindaco con un attivo importante: l’avere risanato il suo comune, dove si era insediato in una condizione di dissesto finanziario. Ci intendemmo su molte cose. E venne ad Ispica inaugurando la sede del circolo “John Fitzgerald Kennedy” (nella foto il taglio del nastro della sede di via Mazzini) e partecipando all’apertura della campagna elettorale. Il suo passato politico in area centrista fu la scusa per attaccare lui e noi da parte di chi, all’interno del Pd, è ancora convinto di stare in un partito dove se non contano gli apparati, pesano i personalismi, dove impera il collateralismo con sindacati e associazioni di categoria, dove la commistione di culture politiche va bene a condizione che a prevalere sia la propria. Alle Europee Marco Zambuto fu il più votato del Pd ad Ispica, dandoci la possibilità, con i numeri, di dire che il Partito democratico si sta emancipando da vecchie logiche e vecchi schemi.

La condanna di giugno ridiede fiato a quei tromboni (parecchi dei quali giovani, purtroppo) che ci dissero di avere fatto votare un “delinquente”. Quel “delinquente”, nel frattempo, si dimetteva da sindaco di Agrigento, proprio per non compromettere le istituzioni in una vicenda giudiziaria che, già allora, Zambuto diceva di essere fondata su presupposti sbagliati. Se non si fosse dimesso, sarebbe stato sospeso in virtù della legge Severino ed oggi sarebbe di nuovo sindaco. Non per questo attaccò la magistratura, confidando in pieno nel suo operato, grazie alla pluralità dei gradi di giudizio. Marco diede a tutti una bella lezione di compostezza, signorilità e rispetto delle istituzioni, tutte. Oggi la sua assoluzione lo riabilita pienamente e rende giustizia in primo luogo a lui. E poi a chi, come noi, ha avuto fiducia in lui e nella sua onestà. Marco Zambuto è entrato da qualche anno nel Pd. Ma con i suoi comportamenti ci ha fatto capire cos’è il Pd, a dispetto di tanti nostalgici del “vecchio partito”. Una lezione che ci arriva oggi, mentre siamo impegnati nel costruire un’alternativa politica ed amministrativa di Cambiamento per Ispica. Matteo Renzi non aveva sbagliato nel considerare Marco Zambuto politico di punta del Pd siciliano e che in esso e da esso vuole guardare avanti.

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