Ispica
7 Aprile 2009   Gianni Stornello
Come ci si potrà sentire nei tre giorni cruciali della Settimana santa ispicese dopo avere assistito al sicuramente magnifico spettacolo di fuochi pirotecnici? Soddisfatti, speranzosi di esserci l’anno prossimo, orgogliosi di essere ispicesi, pronti ad ogni tipo di paragone fra le tre serate… Tutto ciò se quest’anno dovessimo trascorrere una Settimana santa come le altre. Ma se facciamo caso al particolare che questa Settimana santa è iniziata con una tragedia nazionale, qual è stato il terremoto in Abruzzo, come potremo assistere sorridenti allo sfarzoso e costosissimo spettacolo di fuochi d’artificio, proposto dai Cavari di Santa Maria Maggiore il Giovedì santo, riproposto dai Nunziatari in tono minore il Venerdì santo, per rifarsi alla grande la Domenica di Pasqua? Dovremmo capire che la Passione di Cristo, il silenzio dei tre giorni (che, da noi, tanto silenzio non è, ma passi!), la Resurrezione quest’anno sono segnati dal lutto e dalla mestizia per il numero dei morti (ancora non definito, purtroppo), per la condizioni dei sopravvissuti, per le ferite mortali inflitte ad un tessuto sociale e culturale che sarà faticoso recuperare, perché (noi ne sappiamo qualcosa) quando viene un terremoto e quando viene in forme così rovinose ed immani il dopo non è più come il prima. Ed ecco la proposta: visto che non possiamo proprio farne a meno, perché non dimezziamo i budget delle bombe previste da qui a domenica sera, destinando la parte risparmiata ai terremotati dell’Abruzzo? Non è una cifra micragnosa, tenuto conto del fatto che, complessivamente, in genere sono destinati ai fuochi non meno di trenta-quaranta mila euro. Da Ispica partirebbe un bel segnale di solidarietà, avvalorato anche dal sacrificio di cui esso sarebbe frutto. Perché, diciamocelo chiaramente, sarebbe per noi un sacrificio dovere assistere ad uno spettacolo pirotecnico “dimezzatoâ€. Che ne pensano le confraternite? Che ne pensano i parroci di Ispica? E il vescovo, il nuovo vescovo di Noto monsignor Staglianò, che sappiamo peraltro essere attento a non fare debordare ed eccedere la pietà popolare? Nei fatti dei prossimi giorni la risposta.
1 Aprile 2009   Gianni Stornello
La Sicilia torna a militarizzarsi con un innalzamento della soglia di qualità dopo che a Sigonella saranno dislocati gli aerei senza pilota Hawks. (Vedi) A seguito di questa decisione, anche la base NATO della Marza, in territorio di Ispica, avrà la sua crescita di importanza. Essa, con l’altra base americana di Niscemi, è concepita come struttura di supporto logistico alla base di Sigonella. E’ chiaro pertanto che, in una dinamica di riqualificazione verso l’alto di quest’ultima, saranno riqualificate verso l’alto le altre due. E in questo campo riqualificazione significa fare più cose, avere un ruolo diretto nelle azioni militari, lavorare in piena sincronia nel triangolo Sigonella-Niscemi-Marza, essere più esposti non solo in caso di crisi di internazionali ma praticamente sempre, h 24. Le notizie in proposito sono molto scarne, vista l’impenetrabilità del segreto militare. Le uniche informazioni di cui siamo in possesso riguardano il tipo di supporto che sarà offerto dalla base di Niscemi e che attiene alle telecomunicazioni: tanto è vero che a Niscemi sta montando la protesta perché la popolazione e le istituzioni locali temono l’inquinamento da onde elettromagnetiche, destinate ad aumentare notevolmente nella zona. Quanto alla base della Marza il muro è impenetrabile. E’ certo comunque che, con Niscemi, la nostra base offrirà un apporto importante e determinante, tale da fare crescere l’esposizione della struttura. Senza l’attività della base della Marza, in buona sostanza, i temibili Hawks non potranno alzarsi in volo. La base della Marza, insomma, diventa strategica in un contesto logistico-militare nuovo e di più alto livello rispetto al passato. Non è certo un bel contributo al raggiungimento dell’obiettivo “Mediterraneo, mare di Pace†di cui parlava Giorgio la Pira, tutt’altro!
16 Settembre 2008   Gianni Stornello
Dunque alla Grande Opera di Maria, oltre a compiere atti di culto non riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, in base alle indagini condotte fino ad oggi, commettevano anche dei reati, quello di truffa soprattutto. Di questa faccenda mi occupai alcuni mesi fa quando il vescovo di Noto, mons. Mariano Crociata, con un fare debbo dire molto coraggioso, disconobbe l’attività del gruppo. Un atto che fu conseguenza e causa allo stesso tempo. Conseguenza delle indagini già avviate dalla Guardia di Finanza e causa dell’intensificazione di esse. Forse, dico forse, non saremmo oggi ai quattro arresti e al sequestro dell’immobile realizzato in contrada Lanzagallo se la Chiesa non avesse detto a chiare lettere che l’affare non la riguardava e che quella era una “settaâ€. Credo che i colpi di scena non siano mancati e, come scrissi allora, continueranno a non mancarne. Oggi, ad esempio, la Gazzetta del Sud pubblica un articolo di Eva Brugaletta con delle dichiarazioni di don Corrado Pace, articolo riportato anche da CorrierediRagusa.it e che è molto emblematico. In sostanza padre Pace, che di questo gruppo è stato (lo è tuttora?) assistente spirituale, difende a spada tratta soprattutto Iole Rizza e Giovanna Assenza dall’accusa di avere fatto cose “blasfeme†(la Finanza ha chiamato l’operazione appunto blasphemia). Don Corrado, con determinazione e – anche lui – con molto coraggio e coerenza, sulle due donne arrestate, le due ispicesi, mette tutt’e due le mani sul fuoco: la loro fede, giura, è sincera, afferma di avere visto lui stesso la Assenza, definita dalle cronache la “veggente del gruppoâ€, lacrimare sangue e con la pelle cosparsa di macchie rosse (stimmate?). E poi dice una cosa forte, fortissima: anche Gesù fu perseguitato.
Don Corrado non si macchia di opportunismo e mette a rischio il suo status sacerdotale. Avrebbe potuto tacere e non l’ha fatto. Ha preferito dare voce a tanti che, nonostante quello che è venuto alla luce – le truffe, l’accumulo di capitali, la speculazione anche di natura edilizia - ancora oggi considerano i quattro arrestati delle vittime e la Grande Opera di Maria un’associazione dedita al culto genuino e al contatto diretto fra Dio e gli uomini. Un aspetto, quest’ultimo, che nel lasciare sgomenti induce anche alla preoccupazione: la presenza della GOM si è radicata ad Ispica e in tutta la zona con conseguenze imprevedibili. Oltre a queste reazioni ve ne sono altre di segno diverso. Come quelle di chi, avendo fatto donazioni anche di un certo valore e di notevole entità alla Grande Opera di Maria, incoraggiato dall’intervento delle forze dell’ordine, rivuole indietro quanto ritiene gli sia stato estorto.
24 Aprile 2008   Gianni Stornello
Luca Zingaretti e i circa sessanta collaboratori della Palomar, impegnati nelle riprese di due nuovi episodi del Commissario Montalbano, hanno invaso il centro storico di Ispica. Rispetto a due anni fa, quando Zingaretti risultava praticamente inavvicinabile e quando le riprese si limitavano a solo qualche giorno, in questi giorni in tantissimi hanno potuto stringere la mano all’attore, scambiare due battute, farsi fare l’autografo, farsi fotografare con tanto di affettuosa e confidenziale mano sulla spalla. Insomma Ispica questa volta Luca Zingaretti se l’è proprio goduto. Anche perché sono stati compresi nel set gli interni del palazzo del Barone Modica (come due anni fa) e quelli della Società Operaia Garibaldi (la novità), nella fiction sede di una bisca. Ispica si conferma dunque ottimo set cinematografico, inaugurato in questa veste nel 1960 niente meno che da un capolavoro, che si meritò anche un Oscar, Divorzio all’italiana di Pietro Germi con Marcello Mastroianni ed un’esordiente Stefania Sandrelli. Il punto è: come riusciamo a capitalizzare questa nostra vocazione? Come riusciamo a farne un importante, determinante oserei dire, traino per la promozione turistica della città? Purtroppo su questo tema assistiamo ad un deprimente marcamento di passo. La dicono lunga le ultime vicissitudini, legate al trattamento che il Comune ha riservato alla Pro Loco, che su questo argomento è uno snodo chiave. L’associazione, per l’impossibilità di pagare l’affitto, è stata costretta a lasciare la sede di corso Umberto per sistemarsi alla meno peggio in locali parrocchiali messi a disposizione al Carmine. Motivo di speranza di un suo ritorno in centro è la promessa, da parte dell’Amministrazione comunale, di avere un locale nel Centro Studi, l’ex mercato di corso Umberto, quando ovviamente verrà riaperto. Il concentrarsi nella realizzazione di sagre ed eventi di un certo richiamo ho l’impressione sia soprattutto legato all’esigenza di fare lavorare agenzie di promozione e pubblicità che per queste occasioni vengono reclutate in modo massiccio, con lauti compensi che, proprio per la loro esosità, non si ripagano con l’evento per il quale vengono impiegati. Un testimonial della levatura e dall’impatto mediatico fortissimo come Luca Zingaretti potrebbe essere in qualche modo arruolato – gratis – per l’immagine di Ispica. E non viene fatto. Un vero peccato che ci fa perdere un’occasione e ci fa rammaricare del fatto che spesso non capiamo che l’efficacia e l’utilità di una cosa o di un’iniziativa non derivano dal loro prezzo ma dal valore che esse hanno in sé.
26 Marzo 2008   Gianni Stornello
Può capitare, anzi diciamo pure che capita, che un cantiere non sia perfettamente a norma. Può anche capitare che, visti i tempi, un cantiere incappi nei controlli dell’Ispettorato del lavoro. Dico visti i tempi perché il fenomeno delle morti bianche, che in Italia ha assunto proporzioni enormi, sta in pratica costringendo chi di dovere a compiere i dovuti controlli. Ma è mai possibile che non si trovi a norma un cantiere del quale risulta committente un comune? Ebbene sì. E’ successo ad Ispica dove sono stati sospesi i lavori di ristrutturazione dell’ex sede del linguistico Kennedy di via Garibaldi, un tempo residenza municipale. Gli ispettori hanno rilevato un ponteggio non a norma (pare non sia stato fissato a regola d’arte risultando pericolante) e stanno anche vagliando la posizione di una persona che non si è capito a quale titolo fosse presente in cantiere e che pare lavorasse normalmente, pur non risultando nei documenti ufficiali.
E’ quanto mai triste constatare che, a dispetto del bollettino delle morti sui luoghi di lavoro, dovute quasi sempre a trascuratezza nel rispetto delle norme di sicurezza, si mantengano cantieri in condizioni tali da rappresentare un rischio per l’incolumità di chi vi opera. E’ ancora più triste vedere come non si riesca a venire a capo della grande questione del lavoro nero. Ma fa proprio cadere le braccia il fatto che tutto questo si verifichi in un cantiere pubblico, del comune, di un ente che, diciamocelo, può non tirare al risparmio su queste cose come invece può succedere al privato. Il comune, per esercitare i controlli, ha inoltre risorse umane a disposizione e la concreta possibilità di poterli fare i controlli, visto che non parliamo dell’ANAS, di un ministero o di un qualsiasi altro ente lontano fisicamente e comunque non per questo mai giustificabile.
La sospensione dei lavori era il minimo che si potesse fare. Il fermo del cantiere durerà fino a quando esso non verrà messo a norma, sia per la sicurezza sia riguardo alla posizione degli operai. La voce, fra gli addetti del settore, si è sparsa al punto che in altri cantieri pubblici, come quello di Palazzo Bruno e quello della torre dell’orologio di Piazza Regina Margherita, sono comparse misure preventive di sicurezza che prima non c’erano. Meglio così. Oltre a qualche incidente, si eviterà quanto meno un’altra figuraccia.
11 Marzo 2008   Gianni Stornello
Ci sono notti che via Vittorio Veneto diventa come Indianapolis. Vuoi mettere l’ebbrezza che ti dà la corsa spericolata (in auto o in moto, poco importa) su una strada bella, dritta, larga, lunga circa un chilometro? Meglio poi se corri con altri, facendo – praticamente – a chi arriva prima. Si può anche pensare ad un race in due tappe: via Vittorio Veneto e poi via Statale fino al rettilineo fuori Ispica che arriva a Minciucci. Se si scommette una birretta o, perché no?, un cinquantino la cosa diventa assai eccitante. Niente di nuovo sotto il sole: Gioventù bruciata parlò del fenomeno inquadrandolo in quello che è lo scavezzacollismo dei vent’anni. Nel film c’era una scogliera, ad Ispica invece diamo l’occasione che, come si sa, fa l’uomo ladro. In via Vittorio Veneto c’erano in un paio di punti i dossi artificiali. A poco a poco, con la scusa di eseguire dei lavori, i dissuasori di velocità sono stati rimossi. Adesso molti degli abitanti di via Vittorio Veneto e delle immediate vicinanze vengono spesso svegliati nel bel mezzo della notte da marmittoni rombanti e da motori su di giri. Una notte ci fu un incidente nel quale, oltre all’auto, ebbe la peggio il negozio di fiori posto in via Statale di fronte all’incrocio con via Vittorio Veneto. Un’altra volta una macchina parcheggiata fu ritrovata il mattino seguente praticamente un rottame. Un’altra ancora toccò ad un ballatoio. Tutti incidenti, è stato detto volta per volta. Troppi a mio avviso se si mettono in fila uno dopo l’altro e se se ne considera la causa (probabile): gare ad alta velocità finite col botto. Anche perché le bravate si compiono spesso dopo una serata al pub o all’happy hour, non necessariamente ad Ispica, con tutte le conseguenze (alcoliche) del caso. C’è chi giura che prima o poi il fattaccio serio accadrà: visto che ci siamo, potremmo anche farci una bella scommessa.
3 Marzo 2008   Elisa Gambuzza
L’Associazione giovanile “Fazzoletti Arancioni†organizza nella Parrocchia San Giuseppe di Ispica il “Concorso voci Nuoveâ€, giunto all’ottava edizione. La manifestazione canora, oltre ad essere una proposta innovativa nel campo della prevenzione del disagio giovanile, si prefigge degli obiettivi culturali, offrendo un’occasione di puro e sano divertimento per i giovani. Nello stesso tempo, concede a cantanti dilettanti e professionisti, la possibilità di esprimersi e di poter interpretare le musica e la canzone. La gara canora, che si svolgerà nelle sue fasi finali sabato 19 e domenica 20 aprile nel piazzale adiacente la Chiesa di San Giuseppe, prevede inoltre una fase di qualificazione e due prove generali che si terranno nei locali della Scuola Primaria San Giuseppe dell’Istituto Comprensivo Statale “Leonardo da Vinciâ€. La manifestazione vedrà la partecipazione di artisti provenienti da diverse città delle province di Ragusa, Siracusa e Catania. Gli artisti partecipanti si esibiranno esclusivamente dal vivo accompagnati dal gruppo “Lemon funkâ€, saranno diretti dal maestro Giorgio Cannizzaro e verranno valutati nel corso delle due serate da una Giuria altamente tecnica composta da professionisti accreditati del settore. Quest’anno, poi, all’interno del concorso canoro, è stata introdotta una novità: la partecipazione di cantautori che presenteranno il loro brano inedito in gara. La giuria assegnerà un premio speciale, denominato “Arcobalenoâ€, per il primo dei classificati fra i brani inediti. Le due serate verranno presentate da un giovane talento del panorama artistico italiano ben noto ai teen.-agers: Marco Gandolfi, protagonista del programma “Amici†di Maria De Filippi.
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