| 25 Febbraio 2009 |
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Gianni Stornello |
Una bella centrale nel ragusano? Perché no! Dopo l’annuncio di Berlusconi sulla ripresa della produzione di energia nucleare in Italia, a seguito della firma di un accordo con il presidente francese Sarkozy, è uscito un elenco, che doveva restare segreto, nel quale risultano i possibili siti nei quali installare le quattro nuove centrali che dovranno essere costruite per entrare in produzione entro il 2020. Uno di questi siti è la provincia di Ragusa, l’unico in Sicilia. Allora la provincia di Ragusa esiste, c’è, se ne ricordano! Non possiamo che essere pieni di orgoglio per questo pensiero quanto mai lusinghiero. Ci tolgono la ferrovia, fanno il raddoppio della Ragusa-Catania con i soldi nostri che dovremo sborsare col pedaggio, ci spogliano di quelle due lire che avevamo per ammodernare la viabilità secondaria, buttano alle ortiche il porto di Pozzallo… Però ci faranno una centrale nucleare! Nessun sintomo della sindrome Nimby, per carità .
| 30 Gennaio 2009 |
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Gianni Stornello |
Quello compiuto dalla delegazione ragusana e dall’Anas (vedi) è sicuramente un importante passo avanti verso la realizzazione della “nuova 514” Ragusa-Catania. Perché si muove anche in direzione del rispetto del territorio e dell’ambiente, oltre al fatto che è stato previsto un iter ben definito. Per ridurre i tempi lunghi si potrà pensare alla conferenza dei servizi nella quale acquisire contestualmente tutti i pareri necessari. Ribadisco piuttosto le forti perplessità ,
giĂ espresse a suo tempo, sulla finanza di progetto che implica la richiesta del pedaggio quando la nuova strada sarĂ ultimata.
| 25 Ottobre 2008 |
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Gianni Stornello |
Sudest: anche la via del mare ci unisce è stato il tema di un convegno tenuto stamattina a Pozzallo per l’organizzazione delle Camere di commercio di Ragusa, Siracusa e Catania. E’ stato il primo momento importante, con ampi margini di concretezza, nel quale si sono gettate le basi per la costruzione di un sistema portuale che comprenda tutti i porti delle tre province, il Sudest, appunto. Ho tenuto una delle relazioni, esprimendo tutto il mio favore per l’iniziativa, puntando una particolare attenzione alla presenza, in questo nuovo sistema, del porto di Pozzallo.
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| 19 Agosto 2008 |
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Gianni Stornello |
C’è un gran parlare, in provincia di Ragusa e non solo, di “fiscalità di vantaggio”, cioè della possibilità di produrre e vendere prodotti con uno sgravio parziale o totale di tasse. Il Governo regionale, qualche settimana fa, ha elaborato un suo piano che istituisce le “zone franche urbane”: aree degradate per le quali si considera importante dare un sostegno incidendo sulla decurtazione delle tasse alla produzione. Tagliata fuori la provincia di Ragusa che, in effetti, zone ad alto tasso di degrado urbano non ne ha. Ha però un altro requisito capace di farle raggiungere l’obiettivo: il gap infrastrutturale che penalizza la piccola e media impresa. Già da due anni la provincia di Ragusa avrebbe potuto mettere a punto una sua strategia per rientrare nel progetto della fiscalità di vantaggio se il Comitato direttivo del Consorzio ASI avesse rispettato l’indirizzo di una mia Mozione approvata in ottobre 2006 dall’unanimità del Consiglio generale.
La Finanziaria 2007, che in quelle settimane veniva discussa, prevedeva un sistema di fiscalità di vantaggio molto articolato e non limitato solo alle zone franche urbane, di cui si parla oggi, ma esteso anche a particolari aree del Mezzogiorno, ben definite, caratterizzate dalla diffusione della piccola e media impresa e dove la carenza di infrastrutture e servizi giustifica una sorta di risarcimento in termini, appunto, di fiscalità di vantaggio. Facile riconoscere in questo modello la provincia di Ragusa con i suoi due agglomerati industriali, dove gli insediati, per un periodo limitato, avrebbero potuto godere di condizioni del tutto simili a quelle di una zona franca. La mozione che presentai invitava il Presidente e il Comitato direttivo a promuovere le iniziative e gli atti che si ritenessero utili al raggiungimento di un obiettivo che oggi consideriamo perso. Si sarebbe dovuto creare, allora, un sistema istituzionale locale in grado di rivendicare una misura importante per l’economia ragusana, anche in vista dell’apertura dell’Area di libero scambio del 2010. Oltre ad una mancanza di rispetto per il Consiglio, non si è saputo guardare lontano. Credo tuttavia che di fiscalità di vantaggio si continuerà a parlare, soprattutto in Sicilia, dove vedo una spiccata sensibilità su questo tema da parte del presidente della Regione, Lombardo. E’ per questo che rivolgo un appello al Presidente del Consorzio ASI Gianfranco Motta a prendere l’iniziativa, invitare al dialogo tutto il territorio ed insieme cercare di elaborare una proposta organica alla Regione e giocare una partita che non è ancora chiusa.