| 15 Aprile 2009 |
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da Gruppoabele.org |
Secondo la Relazione sui diritti fondamentali nell’Unione europea esistono forti discriminazioni nei confronti di Rom, migrandi ed omosessuali.
“L’efficace protezione e la promozione dei diritti fondamentali costituisce il fondamento della democrazia in Europa e una premessa per il consolidamento dello spazio europeo di libertà , sicurezza e giustiziaâ€. È quanto scritto nella Relazione 2004-2008 sulla situazione dei diritti umani in Europa, curata dall’European United Left – Nordic Green Left (Gue-Ngl) e approvata il 2 dicembre 2008 dalla Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni (Libe) del Parlamento europeo.
I curatori della Relazione hanno sostenuto che sia indispensabile difendere e promuovere i diritti delle minoranze. In questo senso, secondo il rapporto, la comunità Rom necessita di particolari tutele, in quanto dopo l’allargamento dell’Unione è diventata una delle più consistenti minoranze dell’Ue. “Questa comunità – si legge nel testo della Relazione – è stata storicamente emarginata e ad essa è stato impedito di svilupparsi in determinati settori chiave, a causa di problemi di discriminazione, di stigmatizzazione e di esclusioneâ€. Per questo motivo il Gue-Ngl ha ritenuto necessario migliorare la situazione dei Rom nell’accesso all’istruzione, alla sanità , all’abitazione e al lavoro.
| 25 Febbraio 2008 |
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Simone Baroncia |
All'uscita dalla messa, una firma per chiedere lo smantellamento degli arsenali nucleari in Italia. È la proposta rivolta a tutti i cattolici dalle associazioni e dalle riviste di ispirazione cristiana che promuovono la campagna "Un futuro senza atomiche", la legge di iniziativa popolare per dichiarare il territorio della Repubblica italiana "zona libera da armi nucleari", in cui cioè non è ammesso "il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari" .
“In Italia ci sono armi nucleari, ma non dovrebbero esserciâ€, scrivono le associazioni cattoliche (fra cui Azione Cattolica, Acli, Agesci, Beati i costruttori di pace, Conferenza Istituti missionari, Focsiv, Pax Christi) e le riviste Missione Oggi, Mosaico di Pace e Nigrizia. “Un'azione tesa a liberare il territorio nazionale dalle armi nucleari di proprietà altrui -prosegue il documento- potrebbe rappresentare quel gesto di buona volontà che permetta di instaurare un circolo virtuoso, rilanciando così i negoziati internazionali volti allo smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistentiâ€.
Infine, un appello ai credenti: “Le nostre associazioni chiedono a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà di sostenere la campagna 'Un futuro senza atomiche', effettuando raccolte di firme in tutte le occasioni del periodo che va dal Natale alla Giornata Mondiale della Pace e durante il mese della Pace che tante comunità cristiane hanno dichiarato per gennaio. Un mondo libero da armi nucleari è un'aspirazione condivisa dall'umanità . Dimostriamo tutti insieme di avere a cuore il futuro dell'umanità â€.
Un richiamo che prende le mosse anche dal passaggio conclusivo del Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2008: “È veramente necessaria in tempi tanto difficili la mobilitazione di tutte le persone di buona volontà per trovare concreti accordi in vista di un'efficace smilitarizzazione, soprattutto nel campo delle armi nucleari -ha scritto il papa-. In questa fase in cui il processo di non proliferazione nucleare sta segnando il passo, sento il dovere di esortare le Autorità a riprendere con più ferma determinazione le trattative in vista dello smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistentiâ€.
Sono almeno 90 le bombe atomiche stabilmente presenti in Italia -nonostante l'Italia abbia ratificato da oltre trent'anni il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), impegnandosi così a non produrre né ad ospitare armi nucleari: 50 ad Aviano (Pn), nella base delle forze armate Usa, e 40 a Ghedi (Bs), nell'aeroporto dell'aeronautica militare. I primi cittadini dei due Comuni, Stefano Del Cont e Anna Giulia Guarneri, insieme ai sindaci di altre città europee che ospitano armi nucleari, in una lettera pubblica hanno recentemente ribadito la richiesta di rimuovere dai rispettivi territori le atomiche, ‘vecchi rimasugli della Guerra Fredda’.
E, oltre alle bombe, ci sono navi e sottomarini a propulsione nucleare che attraccano negli 11 porti italiani 'abilitati' a tale traffico e cacciabombardieri che atterrano e ripartono dagli aeroporti, sorvolando il territorio nazionale. Su tutti questi fronti vorrebbe intervenire la legge di iniziativa popolare, che intende smantellare gli arsenali nucleari e che dovrà essere sottoscritta, entro la fine del prossimo marzo, da almeno 50mila persone, affinché possa iniziare il suo iter parlamentare.