La storia non è una galoppata senza possibilità di ristagni o di involuzioni.
Giombattista Vico

30 Gennaio 2009   Gianni Stornello
Quello compiuto dalla delegazione ragusana e dall€Anas (vedi) è sicuramente un importante passo avanti verso la realizzazione della €nuova 514€ Ragusa-Catania. Perché si muove anche in direzione del rispetto del territorio e dell€ambiente, oltre al fatto che è stato previsto un iter ben definito. Per ridurre i tempi lunghi si potrà pensare alla conferenza dei servizi nella quale acquisire contestualmente tutti i pareri necessari. Ribadisco piuttosto le forti perplessità, già espresse a suo tempo, sulla finanza di progetto che implica la richiesta del pedaggio quando la nuova strada sarà ultimata.
27 Gennaio 2009   Stefano Marcelli da Articolo21.info
Provo una crescente insofferenza nell'uso, sempre più frequente, del termine "antisemita" attribuito anche a forme di contestazione dell'operato dello Stato di Israele. Trovo che si tratti di un atteggiamento poco democratico,poco rispettoso della stessa storia del popolo ebraico e per di più controproducente.
Nel mondo occidentale, l'antisemitismo, ovvero una sistematica teoria che attribuisce responsabilità gravi e una sostanziale inferiorità all'etnia ebraica proponendone l'eliminazione,oggi è fortunatamente limitato a sacche di settarismo politico marginale. Persino gli eredi diretti del Regime Fascista che promulgò le vergognose leggi razziali, si propongono oggi come primi alleati dello Stato di Israele.
Diverso è il ragionamento per il regime iraniano, dove però ai proclami di distruzione dello Stato di Israele non corrispondono atti concreti di persecuzione degli ebrei, e del mondo arabo, dove non c'è dubbio che teorie e concreti atti di antisemitismo esistano almeno dal tempo degli accordi fra il Gran Mufti di Gerusalemme e Adolf Hitler, come reazione più politica che ideologica alla nascita dello Stato di Israele.
Ma bollare come "antisemiti", proteste, giudizi e reazioni (magari sbagliate e inaccettabili) di natura politica , è comunque un errore. Mescolare vecchi ideologismi vetero-comunisti, neosettarismi pseudo-pacifisti e anche la rabbia che si diffonde in certi settori dell'opinione pubblica davanti a massacri di civili, come nell'ultimo caso di Gaza, è un gioco che a breve termine può essere utile all'interesse israeliano di stoppare con la memoria della Shoa la reazione emotiva ai propri crimini, alla lunga favorisce la rivitalizzazione dell'antisemitismo, lo aggiorna, lo sostiene e lo accredita di una diffusione e una capacità di influenza che, fortunatamente, non ha.
In questo contesto stupisce molto la scarsità di reazioni da parte del mondo politico, culturale e giornalistico italiano a un fenomeno che è sicuramente riconducibile alle radici storiche e ideologiche dell'antisemitismo. Mi riferisco a un disegno, che appare ormai programmatico, sviluppato dal pontefice Benedetto XVI.
Il primo atto è rappresentato dalla reintroduzione della Messa in latino, compresa la preghiera un tempo rivolta ai "perfidi giudei", perché si convertissero al Cristo. Papa Giovanni aveva eliminato la definizione offensiva, ma ora torna l'appello alla loro conversione: «Preghiamo per gli Ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perchè riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini. Dio Onnipotente ed eterno, Tu che vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità, concedi che, entrando la pienezza dei popoli nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo».
Un'operazione liturgica che ha già provocato le proteste ufficiali delle gerarchie ebraiche. Ma il disegno diventa lucido e riconoscibile oggi, con la revoca delle scomunica ai vescovi lefebrviani.
Uno di questi, l'ex anglicano Richard Williamson, ha dichiarato recentemente a una tv svedese: 'Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler'. 'Credo che le camere a gas non siano mai esistite', aggiunge il vescovo tradizionalista in risposta ad una esplicita domanda dell'intervistatore. A morire nei campi di concentramento nazisti, per il vescovo tradizionalista sarebbero stati solo 'due o trecentomila ebrei. Ma nessuno di loro mori' per il gas in una camera a gas'. 'Se l'antisemitismo e' cattivo - afferma ancora Williamson nell'intervista - e' contro la verita'. Se qualcosa e' vero, non e' cattivo. Non mi interessa la parola anti-semitismo'.
Più chiaro di così... Il Zentralrat der Juden in Deutschland, la principale organizzazione ebraica tedesca, avrebbe denunciato mons. Williamson alla polizia. Secondo le leggi in vigore in Germania, e' illegale negare l'Olocausto e il vescovo rischia il carcere. Ma non basta.
Un altro dei vescovi reintegrati da Ratzinger ha rilanciato sugli ebrei l'antico anatema di "deicidi" che sta alla base di tutta l'ideologia antisemita. D'altro canto, lo stesso fondatore del movimento tradizionalista Marcel Lefebvre, aveva suscitato violente polemiche quando, nel 1988 in un'intervista al settimanale cattolico britannico Catholic Herald aveva difeso l'esistenza dei cosiddetti 'Protocolli dei Savi di Sion', testo fondamentale di tutta l'ideologia antisemita, a partire da quella nazi-fascista che utilizzava quel falso storico per la propria propaganda.
Nel protestare contro questi, che sono indubitabili atti di sostegno all'antisemitismo, gli ebrei si trovano soli.
Eppure, nel giorno della memoria qualcuno dovrebbe ricordarsi che proprio queste radici cristiane dell'Europa fornirono la base ideologica della tragedia della Shoa. E che sulla divisa delle SS stava scritto Gott Mit Uns : Dio è con noi. Secondo gli ebrei anche papa Pio XII non si oppose. Ma presto diventerà santo.
Lo dico sinceramente: tutto questo silenzio mi fa paura.
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