La storia non è una galoppata senza possibilità di ristagni o di involuzioni.
Giombattista Vico

11 Marzo 2009   Francesco Peloso da Rassegna.it
Se la biopolitica è la linea di estrema resistenza sulla quale si è schierata la gerarchia ecclesiastica in Occidente, non sempre i cattolici, i credenti impegnati nelle istituzioni, ne seguono le direttive alla lettera. Tanto che dal Vaticano è partita in questi anni una raffica di direttive, dichiarazioni, documenti nei quali si richiamano i laici cattolici € nei vari campi dell€agire sociale - all€osservanza di quanto affermato dalla Santa Sede nel vasto arco delle materie eticamente sensibili. L€esempio è di questi giorni: i medici che hanno fatto abortire la bambina brasiliana violentata € alcuni di essi erano cattolici - sono stati scomunicati da mons. José Cardoso Sobrinho, arcivescovo di Recife. Da Roma non è arrivata nessuna presa di distanza dall€operato del monsignore mentre il Presidente Lula, cattolico anche lui, elogiava i medici e metteva sotto accusa la Chiesa.
E in effetti se in Italia ci si lamenta spesso per la cosiddette ingerenze vaticane, bisognerebbe dare un€occhiata alla durezza dello scontro sull€aborto negli Stati Uniti dove si fronteggiano i due €partiti€ €pro-life€ e €pro-choice€; il primo a favore comunque della vita e quindi contrario a una qualsiasi forma di legislazione che permetta l€aborto, si contrappone a chi afferma il diritto della donna di poter scegliere. L€episcopato americano conduce da molti anni una battaglia senza esclusione di colpi su questo terreno e di volta in volta offre il proprio appoggio ai candidati alla presidenza degli Stati Uniti che meglio interpretano la linea €pro-life€. Quasi immancabilmente questi ultimi sono repubblicani e, neanche a dirlo, spesso i democratici €pro-choice€ sono cattolici. Era il caso del precedente sfidante di George W. Bush, John Kerry, mentre l€attuale vice di Barack Obama, Joe Biden, è anch€egli un €cattolico eretico€ così come la Speaker del Congresso, la Presidente della Camera, Nancy Pelosi ricevuta poco tempo fa dal Papa. E proprio quest€ultima è entrata spesso nel mirino esplicito delle critiche della Chiesa cattolica americana con una durezza che farebbe impallidire le polemiche nostrane.
25 Febbraio 2009   Gianni Stornello
Una bella centrale nel ragusano? Perché no! Dopo l€annuncio di Berlusconi sulla ripresa della produzione di energia nucleare in Italia, a seguito della firma di un accordo con il presidente francese Sarkozy, è uscito un elenco, che doveva restare segreto, nel quale risultano i possibili siti nei quali installare le quattro nuove centrali che dovranno essere costruite per entrare in produzione entro il 2020. Uno di questi siti è la provincia di Ragusa, l€unico in Sicilia. Allora la provincia di Ragusa esiste, c€è, se ne ricordano! Non possiamo che essere pieni di orgoglio per questo pensiero quanto mai lusinghiero. Ci tolgono la ferrovia, fanno il raddoppio della Ragusa-Catania con i soldi nostri che dovremo sborsare col pedaggio, ci spogliano di quelle due lire che avevamo per ammodernare la viabilità secondaria, buttano alle ortiche il porto di Pozzallo€ Però ci faranno una centrale nucleare! Nessun sintomo della sindrome Nimby, per carità.
pagina: 1 2 3 4 [5] 6 7 8 9 10 11 12 13 14