| 19 Agosto 2008 |
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Gianni Stornello |
C€è un gran parlare, in provincia di Ragusa e non solo, di €fiscalità di vantaggio€, cioè della possibilità di produrre e vendere prodotti con uno sgravio parziale o totale di tasse. Il Governo regionale, qualche settimana fa, ha elaborato un suo piano che istituisce le €zone franche urbane€: aree degradate per le quali si considera importante dare un sostegno incidendo sulla decurtazione delle tasse alla produzione. Tagliata fuori la provincia di Ragusa che, in effetti, zone ad alto tasso di degrado urbano non ne ha. Ha però un altro requisito capace di farle raggiungere l€obiettivo: il gap infrastrutturale che penalizza la piccola e media impresa. Già da due anni la provincia di Ragusa avrebbe potuto mettere a punto una sua strategia per rientrare nel progetto della fiscalità di vantaggio se il Comitato direttivo del Consorzio ASI avesse rispettato l€indirizzo di una mia Mozione approvata in ottobre 2006 dall€unanimità del Consiglio generale.
La Finanziaria 2007, che in quelle settimane veniva discussa, prevedeva un sistema di fiscalità di vantaggio molto articolato e non limitato solo alle zone franche urbane, di cui si parla oggi, ma esteso anche a particolari aree del Mezzogiorno, ben definite, caratterizzate dalla diffusione della piccola e media impresa e dove la carenza di infrastrutture e servizi giustifica una sorta di risarcimento in termini, appunto, di fiscalità di vantaggio. Facile riconoscere in questo modello la provincia di Ragusa con i suoi due agglomerati industriali, dove gli insediati, per un periodo limitato, avrebbero potuto godere di condizioni del tutto simili a quelle di una zona franca. La mozione che presentai invitava il Presidente e il Comitato direttivo a promuovere le iniziative e gli atti che si ritenessero utili al raggiungimento di un obiettivo che oggi consideriamo perso. Si sarebbe dovuto creare, allora, un sistema istituzionale locale in grado di rivendicare una misura importante per l€economia ragusana, anche in vista dell€apertura dell€Area di libero scambio del 2010. Oltre ad una mancanza di rispetto per il Consiglio, non si è saputo guardare lontano. Credo tuttavia che di fiscalità di vantaggio si continuerà a parlare, soprattutto in Sicilia, dove vedo una spiccata sensibilità su questo tema da parte del presidente della Regione, Lombardo. E€ per questo che rivolgo un appello al Presidente del Consorzio ASI Gianfranco Motta a prendere l€iniziativa, invitare al dialogo tutto il territorio ed insieme cercare di elaborare una proposta organica alla Regione e giocare una partita che non è ancora chiusa.