La storia non è una galoppata senza possibilità di ristagni o di involuzioni.
Giombattista Vico

17 Ottobre 2008   Sonia Migliore*
Ritengo eticamente e socialmente inaccettabile la mozione del PdL sull'istituzione delle classi ponte, proposta dal leghista Roberto Cota e che ha già ottenuto l'approvazione della Camera. Siamo dinanzi ad una politica scellerata di un Governo che tende solo ad ergere barriere economiche, culturali e sociali, disseminando la cultura del "diverso" e delineandone la sua emarginazione. Una politica leghista rivolta al concetto della separazione e del pregiudizio: il Nord dal Sud; il padano dal siciliano; il bianco dal nero.
Le classi ponte mirano esclusivamente a "ghettizzare" gli stranieri in classi speciali e si pongono non solo come l'antitesi dell'integrazione multiculturale, quale azione principale della scuola, ma anche come specchio di un governo che sta impostando la sua azione politica sull'emarginazione e sull'ingiustizia sociale: politiche tendenti a marcare e ad ingenerare il senso della diversità dello straniero, con l'unico obiettivo di cacciarlo dal nostro territorio. In pochi mesi di questo governo, abbiamo assistito ad episodi di violenza xenofoba, a fenomeni di emarginazione e di intolleranza che hanno marchiato l'Italia, agli occhi del mondo, dell'infamante etichetta di paese razzista.
La cultura socialista, che nutre e sostiene le mie ideologie poltiche e sociali, mi impone di stigmatizzare fortemente la pesante tendenza razzista che questo governo sta imprimendo sul terreno dei diritti umani e civili al nostro Paese e a respingere tali tendenze
che ci catapultano su una realtà di oltre mezzo secolo fa, in cui la storia di questo paese si macchiò degli eventi gravissimi consumatisi nell'era del nazi-fascismo.
Una regressione storica che si consuma, in modo teoricamente democratico, attraverso i decreti e le leggi: dalle impronte ai bambini rumeni, alle espulsioni facili degli extracomunitari, al ritorno del grembiulno scolastico ed ora alle classi ghetto, sono esempi più che rilevanti di una politica iniqua, atta alla marginalità, al regresso dei diritti civili, razzista e anticostituzionale.
La scuola è uno dei siti più naturali in cui valorizzare l'inclusione sociale, educando i bambini ad un processo di interculturalità fra i popoli, principio essenziale di un paese moderno, aperto e civile.
Invito la coscienza collettiva a respingere e a combattere lo scempio legislativo di questo governo che taglia fondi alla Sicilia: dalla sanità, alle infrastrutture, alla scuola e che si propone come il "governo della tolleranza zero", mietendo ogni giorno "vittime" fra le fascie più deboli e più povere del Paese e che per altro, come nel caso degli immigrati, non hanno voce nè rappresentanza istituzionale.

* Consigliere comunale del Partito Socialista a Ragusa
16 Settembre 2008   Gianni Stornello
Dunque alla Grande Opera di Maria, oltre a compiere atti di culto non riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, in base alle indagini condotte fino ad oggi, commettevano anche dei reati, quello di truffa soprattutto. Di questa faccenda mi occupai alcuni mesi fa quando il vescovo di Noto, mons. Mariano Crociata, con un fare debbo dire molto coraggioso, disconobbe l€attività del gruppo. Un atto che fu conseguenza e causa allo stesso tempo. Conseguenza delle indagini già avviate dalla Guardia di Finanza e causa dell€intensificazione di esse. Forse, dico forse, non saremmo oggi ai quattro arresti e al sequestro dell€immobile realizzato in contrada Lanzagallo se la Chiesa non avesse detto a chiare lettere che l€affare non la riguardava e che quella era una €setta€. Credo che i colpi di scena non siano mancati e, come scrissi allora, continueranno a non mancarne. Oggi, ad esempio, la Gazzetta del Sud pubblica un articolo di Eva Brugaletta con delle dichiarazioni di don Corrado Pace, articolo riportato anche da CorrierediRagusa.it e che è molto emblematico. In sostanza padre Pace, che di questo gruppo è stato (lo è tuttora?) assistente spirituale, difende a spada tratta soprattutto Iole Rizza e Giovanna Assenza dall€accusa di avere fatto cose €blasfeme€ (la Finanza ha chiamato l€operazione appunto blasphemia). Don Corrado, con determinazione e € anche lui € con molto coraggio e coerenza, sulle due donne arrestate, le due ispicesi, mette tutt€e due le mani sul fuoco: la loro fede, giura, è sincera, afferma di avere visto lui stesso la Assenza, definita dalle cronache la €veggente del gruppo€, lacrimare sangue e con la pelle cosparsa di macchie rosse (stimmate?). E poi dice una cosa forte, fortissima: anche Gesù fu perseguitato.
Don Corrado non si macchia di opportunismo e mette a rischio il suo status sacerdotale. Avrebbe potuto tacere e non l€ha fatto. Ha preferito dare voce a tanti che, nonostante quello che è venuto alla luce € le truffe, l€accumulo di capitali, la speculazione anche di natura edilizia - ancora oggi considerano i quattro arrestati delle vittime e la Grande Opera di Maria un€associazione dedita al culto genuino e al contatto diretto fra Dio e gli uomini. Un aspetto, quest€ultimo, che nel lasciare sgomenti induce anche alla preoccupazione: la presenza della GOM si è radicata ad Ispica e in tutta la zona con conseguenze imprevedibili. Oltre a queste reazioni ve ne sono altre di segno diverso. Come quelle di chi, avendo fatto donazioni anche di un certo valore e di notevole entità alla Grande Opera di Maria, incoraggiato dall€intervento delle forze dell€ordine, rivuole indietro quanto ritiene gli sia stato estorto.
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