#ConsiglioTrasparente ultimipost profilo facebook ultimitweet like facebook

archivio comune ispicaIl Comune di Ispica è sotto le lenti di due ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non è una straordinaria novità, essendosi, i due funzionari, insediati da alcuni giorni ed avendone dato notizia la stampa. Vale la pena tuttavia capire meglio perché sono venuti, qual è il loro compito, quanto staranno a Palazzo Bruno e, per dirla facile facile, dove potrebbero andare a parare.
Ho avuto con loro un incontro molto cordiale, estremamente rispettoso dei ruoli da entrambe le parti. Abbiamo parlato anche di Ispica in generale, dei suoi monumenti, delle sue tradizioni, della sua storia, dei suoi beni paesaggistici: tutte qualità che, già nei primi giorni della loro permanenza in città, Fabio Buccico e Alessio Di Cola (questi i loro nomi), stanno avendo modo di apprezzare. Quanto meno ci facciamo conoscere anche per le nostre cose belle, ho pensato. Ma veniamo al nocciolo. In pratica la loro missione ispicese rientra nell’attività di controllo di quei comuni che negli anni hanno collezionato una serie di rilievi da parte della Corte dei conti, sia che siano in dissesto, sia che non lo siano. La “scaletta” che gli ispettori seguono viene dunque dettata dalla Corte dei conti: bilanci, utilizzo delle risorse (pensiamo ai fondi vincolati), patrimonio, personale, consulenze, servizi. Un lavoro che porterà via almeno un mese. Al termine sarà redatta una relazione che dirà se la criticità evidenziate dalla Corte dei conti sono superate o meno. In caso negativo, scatteranno le sanzioni verso i responsabili, siano essi amministratori o funzionari comunali o esperti. Essendo il procedimento di natura contabile, e non penale, le sanzioni potranno essere di tipo amministrativo e contabile. Fra esse svetta il danno erariale: chi è ritenuto responsabile di una spesa non dovuta, paga di tasca propria il non dovuto. Ovviamente tutto questo in linea teorica. Perché non è detto che le sanzioni scatteranno. Se, pur in presenza di criticità, il Comune ha tenuto un atteggiamento diciamo così riparatore delle malefatte compiute in precedenza, nessun problema. In caso contrario saranno dolori. Senza considerare gli eventuali risvolti penali dei quali si sta già occupando la magistratura ordinaria.
Tutto questo implica una considerazione di natura politica. La venuta degli ispettori ministeriali è la conseguenza di una serie di scelte compiute nel passato da altre amministrazioni. Oggi, precisamente da giugno-luglio, è in carica un’Amministrazione comunale diversa rispetto alla precedente: diverso il colore politico, diversa l’età media di amministratori e consiglieri, diverso il rapporto di costoro con la politica, diverso il grado di competenza, diversa la concentrazione del potere. Marcare la differenza, ricostruire una città, che non è solo afflitta dal dissesto finanziario, fondando l’azione politica ed amministrativa sulla discontinuità è un dovere.
La foto che pubblico è emblematica di una situazione: faldoni e fascicoli accatastati come non avremmo potuto immaginare. Li ho visti personalmente in un seminterrato di uno degli stabili destinati ad uffici comunali. Sono rimasto incredulo io, sono rimasti increduli gli amici amministratori ai quali ho mostrato la foto. Il dissesto, dicevo, lo sfascio non è solo finanziario: riguarda anche la banale tenuta di un pezzo di archivio comunale. Dai primi atti del suo insediamento, la nuova giunta ha cercato gli elementi distintivi di una diversità notevole. E’ importante mantenerla questa tensione, ora che la luna di miele si avvia inevitabilmente a conclusione. Le scelte discutibili compiute giorni sulla sostanziale riconferma dei capi settore vanno chiuse fra parentesi e definitivamente archiviate. Il tasso di cambiamento si misura anche dalle scelte che si fanno sul personale di cui un amministratore si circonda. Non dimentichiamo che quel galantuomo di Ignazio Marino, sindaco di Roma, paga in termini di immagine (e non solo) anche per non avere saputo o voluto fare scelte di rottura rispetto al passato nei primi mesi di mandato. E se oggi a Palazzo Bruno bussano ancora gli ispettori che vogliono vederci chiaro su una stagione nefasta per la città, vuol dire che rompere, tagliare di netto con quella stagione è doveroso. Oltre che necessario.

Share Button
Print Friendly, PDF & Email