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Delfina Puglisi Chiosco OccupatoE’ una storia triste. Dove figurano lupi e conigli e nella quale, sul finale, fanno la loro apparizione anche gli sciacalli. Il “Chiosco dei Milana” (io lo chiamo così) è stato assegnato ad altri. Saranno bravi, saranno i migliori, avranno bisogno anche loro di lavorare (e chi non ce l’ha, di questi tempi?). Ma sfruttare una profonda ingiustizia, un sopruso per trarne vantaggio è pura vigliaccheria. E riconosco che ci vuole anche coraggio per fare una cainata del genere. L’occupazione del Chiosco da parte dei Milana è una forzatura, ma nonostante questo mi sento di solidarizzare con convinzione con loro e con Delfina Puglisi, una che la semplificazione giornalistica definirebbe “mamma coraggio”.
Faccio politica, la seguo da anni, ne sono appassionato da sempre. Non riesco a spiegarmi perché il Consiglio comunale abbia approvato una mozione che doveva tutelare i Milana e arriva a farne una, che avevo già pubblicato e che potete rivedere cliccando qui, nella quale il nome dei Milana non c’è e si parla genericamente dell’attività preesistente. In uno dei tanti incontri di “alta politica” ai quali partecipo per cercare di costruire una coalizione per realizzazione un’”Amministrazione di Cambiamento” della città, si arzigogolava sul termine “amministratori” dato ai consiglieri comunali. E’ vero, sono anche loro amministratori, perché decidono. Non in misura e con il peso che può avere un sindaco, ma decidono nell’esercizio di un potere collegiale dato al Consiglio di cui fanno parte. L’Amministrazione comunale ha otto consiglieri, l’opposizione dodici. Una volta, una volta sola, possono fare valere la loro forza numerica, votando una nuova mozione che blocchi l’assegnazione del “Chiosco dei Milana” ad altri? Il fatto nuovo rispetto alla mozione precedente è il ricorso al Tar presentato dai titolari del diritto di superficie del vecchio chiosco, quello dal quale i Milana furono sfrattati per consentire la costruzione di quel “capolavoro” di architettura e di arredo urbano che è la nuova piazza. Era grazie a quella concessione che i Milana esercitavano la loro attività. E quel diritto non può essere cancellato dalle ruspe. Ispica sta facendo quadrato con grande spirito comunitario, solidarizzando con i Milana. Ovviamente le note stonate ci sono dappertutto e fra gli agnelli lo sciacallo, purtroppo, ci sta. Ma i consiglieri comunali di opposizione non facciano i conigli. Sono amministratori anche loro. E la pubblica amministrazione non si esprime con le parole e le ambigue manifestazioni di solidarietà: si esprime con atti pubblici, chiari, inequivocabili, trasparenti. Una volta tanto i consiglieri di opposizione emettano un ruggito per una causa condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini. I lupi affamati di rabbiosa vendetta si possono mettere a tacere. A patto che si abbiano la capacità e la voglia di farlo. Il resto è fatto di chiacchiere.

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