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Furti ladri ispicaC’è un’emergenza ordine pubblico ad Ispica. E per Ispica non intendo solo il centro abitato. Ad essere sotto scacco per l’aumento dei furti, in una recrudescenza senza precedenti, è tutto il territorio ispicese, proprio a causa della sua vastità (poco meno di 120 chilometri quadrati) e della sua complessità (centro abitato, zone rurali, fascia costiera e relativo entroterra). Politica e amministrazione locale sembrano disinteressate alla questione. Io non ci sto a rifugiarmi nei tatticismi preelettorali, fatti di silenzi o cortine di fumo, a seconda dei casi, mentre c’è un’Amministrazione che sta bene come sta: casta allo stato puro, rifugiata nel suo bel “fortino” che è Palazzo Bruno. C’è un problema da affrontare e da prendere di petto ed io faccio le mie proposte in merito. Quando in giugno il ministro degli Interni Alfano venne ad Ispica per la riapertura di Palazzo Bruno, piuttosto che fare da cornice sorridente e riverente verso il ministro, preferii porgli qualche domanda su Facebook. Con un post del 16 giugno, rivolgendomi al ministro, scrissi: “Oltre a partecipare alle parate ad ‪Ispica, inaugurando una sede comunale già inaugurata circa quarant’anni fa, e comunque non completamente utilizzabile, che sarà adibita solo a fortino della “casta”, sarebbe il caso che il ministro degli Interni ci dicesse perché i commissari da lui nominati non pagano i creditori del Comune e come intende risolvere il problema gravissimo del controllo di Ispica e del suo territorio, in particolare delle campagne e della fascia costiera, massacrate dai furti”. Le questioni dei crediti e quella dell’ordine pubblico sono apertissime. Ma, visto che parliamo di ordine pubblico, per essere ordinati, ci limitiamo a parlare solo di questo, rinviando ad un’altra occasione l’altro tema. Il problema non è la presenza degli stranieri, come con molta superficialità diciamo. L’immigrato esprime il suo disagio sociale ed economico anche mettendosi a delinquere. Il nodo sta nell’individuo locale che gli fa da basista per i furti e nell’assoluta impotenza delle forze dell’ordine prive di uomini e macchine per coprire il territorio. La chiave consiste, oltre che nell’attuare politiche sociali di integrazione e di riqualificazione urbana (non integriamo lo straniero confinandolo in una porzione del nostro centro urbano e dandogli in affitto tuguri malsani), nel risolvere il problema della fascia costiera. I nostri dodici chilometri di litorale, e di relativo entroterra, sono ormai popolati anche d’inverno. E’ mai possibile che i residenti debbano vivere il coprifuoco la sera? I ladri di rame e di metalli imperversano indisturbati. E quando la pattuglia di carabinieri fa un “salto” a mare, ecco pronto il “colpo” in pieno centro urbano. Centro urbano che, in alcuni quartieri, a tarda notte, viene lasciato al buio. La proposta: lavoriamo per l’istituzione della frazione che comprenda la fascia costiera. O, qualora i requisiti non ci siano, facciamo conseguire all’area uno status territoriale particolare che comporti il potenziamento dell’attività di controllo preventivo delle forze dell’ordine, anche mediante la videosorveglianza delle zone più a rischio, o addirittura l’istituzione di loro presidi stanziali, come una stazione dei Carabinieri. Finché le cose stanno come sono, tutto questo è ovviamente una chimera. Fin quando l’opposizione istituzionale approfitta della venuta del ministro degli Interni per mettersi il vestito buono e non per rivendicare misure per il territorio, finché lo strumento che il sindaco ha di chiedere l’esame della complessa situazione al Comitato provinciale per l’ordine e le sicurezza non è sfruttato completamente, abbiamo voglia di assistere inermi ad una recrudescenza pericolosa dei furti anche nel centro urbano.
C’è poi l’opportunità delle elezioni amministrative di primavera, in vista delle quali le elezioni primarie del Pd del 21 dicembre sono un appuntamento fondamentale per stabilire la misura, la profondità, l’intensità del cambiamento. Io lo scrivo con la “C” maiuscola e in tema di ordine pubblico adesso sapete come la penso.

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