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Amaretto di IspicaAlla Conferenza stampa di domenica, con Marco Zambuto e gli amici dell’Area Renzi della provincia di Ragusa venuti a sostenere la mia candidatura a sindaco, abbiamo anche parlato di agricoltura. Un amico democratico presente mi aveva invitato a prestare attenzione ai problemi di un settore importante della nostra economia che vive, non da solo, una crisi drammatica. Ho risposto dicendo quello che penso: un aiuto importante all’agricoltura viene dal rilancio in grande stile dell’agroalimentare, dei prodotti tipici riconosciuti, dai brand, cioè dai marchi, dal biologico. Ne parlo perché oggi, a conferma di quello che dico, il mio amico Emanuele Denaro, pasticcere di scuola modicana con laboratorio ed esposizione in via Vittorio Veneto, ne presenta un’altra delle sue e lancia l’Amaretto alla carota e alle noci. Nell’etichetta campeggia la dizione “Amaretto di Ispica”. Emanuele Denaro non è nuovo a queste idee che sono poi l’uovo di colombo: se hai un prodotto tipico, lo devi legare al territorio, ne fai un qualcosa di esclusivo che parte come un prodotto di nicchia destinato a diventare di massa. L’esempio a noi prossimo è quello del cioccolato di Modica. Prima era una cosa solo di Bonajuto: a Natale andava Leonardo Sciascia a comprarselo e tutto finiva lì. Oggi Bonajuto resta il pioniere, ma il cioccolato di Modica è un prodotto che, grazie alla sua unicità, fa finire Modica sulle pagine dei quotidiani e delle riviste specializzate americane e giapponesi. Le ricadute sul turismo e sui consumi sono straordinarie. Ispica non è da meno. Denaro si sta comportando come Bonajuto a Modica (non per niente Emanuele è modicano). E di questo piglio pionieristico comincia a vedere i frutti: il panettone alla carota, da quest’anno, è richiesto da aziende del Nord (il Nord, dove il panettone è nato) come pensiero natalizio per i dipendenti. Poi ci sono i biscotti, il liquore, la marmellata… Il comune, il sindaco cosa possono fare in tutto questo? Dare gli strumenti per fare in modo che la carota sia promozionata il più possibile. Perché in quel prodotto si identifica un luogo, un territorio, una città. E gli strumenti non sono le sagre fatte in passato che ci sono costate un occhio della testa. Gli strumenti si chiamano Expo 2015 di Milano, guarda caso dedicato all’alimentazione, si chiamano utilizzo a tutto tondo della carota anche nella dermatologia (la prima cosa che mi viene in mente al riguardo è che abbiamo una farmacia con capitale di maggioranza comunale che può essere un utile leva da muovere). Il sindaco che verrà deve sapere che nel territorio di Ispica ci sono le uniche sementi di sesamo autoctone d’Italia, il sindaco che verrà deve rendersi conto che se ci sono giovani imprenditori che investono nella produzione di farina di canapa ad Ispica c’è un motivo; il sindaco deve mettersi a disposizione delle cantine locali che sono citate nelle guide nazionali e mietono premi e riconoscimenti di alto livello. Il sindaco che verrà deve sapere che guida una città dalle mille risorse, con delle potenzialità enormi. Basta sapere che ci sono a farle fruttare.

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