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autostrada siracusa gelaLa costruzione del tratto Rosolini-Modica dell’Autostrada Siracusa-Gela sarà presto avviata. Quando l’arteria entrerà in esercizio, Ispica correrà un grosso rischio di isolamento. Incuneata com’è nel Val di Noto, diversamente definito come “Luoghi di Montalbano”, sarà schiacciata nella morsa costituita da Noto e Siracusa da una parte e Modica, Scicli e Ragusa dall’altra. Oggi il turista che insegue i siti tardo-barocchi riconosciuti dall’Unesco, da Ispica è costretto a passare. Con l’autostrada no. Mentre questo sarà un bene per i mezzi pesanti che producono solo inquinamento acustico e ambientale, limitano la durata dell’asfalto nel tratto urbano di Statale 115 e mettono a rischio la sicurezza stradale, per il turismo, e tutto quello che ad esso è collegato, sarà un danno. Prima che i cantieri finiscano, abbiamo tutto il tempo necessario per fare in modo che Ispica eserciti un’attrattiva specifica, inducendo il turista a fermarsi da noi, visitare i nostri luoghi, pernottare, fare compere ed avere un ricordo positivo da trasmettere col classico e sempre efficace “passa parola”. La premesse ci sono per potere raggiungere un risultato del genere. Ma occorre che l’abbinamento politica-amministrazione produca risultati concreti in questo senso. Ovviamente parlo dell’Amministrazione che verrà dopo le elezioni di primavera: parlare di queste cose oggi è inutile. Se puntiamo sul fatto di avere collina e mare nel raggio di sei chilometri, se puntiamo sull’avere nel centro urbano beni architettonici ed archeologici di prim’ordine, se puntiamo su quel nostro “Grand Canyon” che è Cava Ispica e sull’enogastronomia (carota igp e sesamo, l’unico cento per cento italiano, le cantine che mietono premi e riconoscimenti, la masserie e gli agriturismi con i loro menu tipici…), se “vendiamo” Ispica per ciò che è stata nella letteratura (“Profumo” di Luigi Capuana) e nel cinema (da “Divorzio all’italiana” a “Il Viaggio”, da “Montalbano” a “Kaos”) scopriremo che non occorre fare gran che per evitare uno “splendido isolamento” che non meritiamo. Occorre “fare”. Ecco il punto. Avere le idee chiare e la coscienza di vivere in una città dalle mille risorse che forse noi stessi dobbiamo rispettare e scoprire per primi.

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