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ispica chiosco piazza unità d'italiaAllora si possono fare i bandi pubblici e con il massimo di diffusione per l’assegnazione dei beni comuni! Con un annuncio “urbi et orbi” da Palazzo Bruno abbiamo appreso che il chiosco di Piazza dell’Unità d’Italia sarà assegnato con un bando pubblico. Da circa dieci anni abbiamo assistito alla concessione di pezzi importanti del nostro patrimonio con bandi usciti sommessamente, sottovoce, con una pubblicità prossima allo zero. Il mercato o il verde Brancati, per esempio, sono stati privatizzati e il loro ruolo pubblico è venuto meno. Il chiosco della fu Piazza Regina Margherita (che non è stata “ristrutturata”, ma cancellata, usando una violenza inaudita sulla nostra storia e la nostra identità) era concesso ai Milana che ne avevano fatto un luogo che andava oltre la somministrazione del caffè o della bibita, ma era un punto di aggregazione, vi si tenevano incontri, dibattiti, discussioni… Poi lo sfratto per l’apertura del cantiere e la promessa ai Milana di tornare nella nuova piazza e occupare il nuovo chiosco, previsto poco più in là. Nel frattempo era stato assegnato loro provvisoriamente il chiosco di Piazza Mazzini: anche lì la storia finì male e oggi i Milana lavorano in Germania. Il bando annunciato ha il sapore di una sfida, di una provocazione, alla quale Ispica dovrebbe rispondere con l’essere comunità. Propongo che alla gara per l’assegnazione non partecipi nessuno, facendo così in modo che gli unici a partecipare siano i Milana. Parteciperà qualche forestiero? Abbiamo il dovere di fargli capire, con serenità, garbo, senso civico e massimo rispetto, che quel chiosco ha un assegnatario naturale, ovvio: la famiglia Milana. Nel frattempo prevedo una battaglia mediatica intensa. Il caso si presta molto ad essere seguito dagli organi di informazione nazionali, tanto che il Tg1 dedicò alla vicenda un servizio in un’edizione serale. Non mi stupirei se nei prossimi giorni Ispica tornasse alla ribalta nazionale per questa vicenda che denota la miseria di una politica senza storia e la civiltà di una comunità che non subisce in silenzio. Infine una piccola annotazione. L’annuncio del bando è accompagnato da una dichiarazione stizzosa del sindaco che investe in malo modo la famiglia Milana, quindi Uccio, il fratello Alberto e la mamma Delfina Puglisi: una vera caduta di stile, un fatto, come dire, poco istituzionale per cui va la mia solidarietà personale ai Milana.
Di seguito il servizio di VM Giornale del gennaio 2013, in occasione di un sit-in di solidarietà ai Milana. Allora ero segretario cittadino del Pd, ed aderimmo.

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