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Milana cartoncinoSolidarietà di peso per la famiglia Milana, impegnata nella lotta per la rassegnazione del Chiosco di Piazza dell’Unità d’Italia. I parroci di Ispica hanno chiesto un incontro al sindaco per chiedergli di assegnare a Uccio, Alberto e Delfina il Chiosco. Un fatto la cui importanza è data dalla sua irritualità. Non capita spesso che i sacerdoti della città, all’unisono, si schierino in una battaglia che, a questo punto, non riguarda solo la sfera diciamo così civile, ma attiene la sensibilità morale, il dovere di giustizia verso una famiglia che in quell’attività ha investito e creduto e per la quale lotta da anni. Molto ha influito la solidarietà enorme, trasversale rispetto alle sensibilità politiche, alle fasce sociali e d’età che i Milana continuano a ricevere. Lo stesso lungo colloquio concesso dal prefetto ha posto il rappresentante del governo in provincia in una posizione di ascolto di persone che hanno subito un’ingiustizia. Al di là dell’esito della mediazione prefettizia, che non si poteva esaurire in poche ore e che continua fino ad una composizione della vicenda che rispetti tutti, resta un riconoscimento autorevole ed istituzionale per una famiglia, il problema che ha e per tutti quanti stanno dimostrando solidarietà. Infine il Consiglio comunale. Il 9 luglio 2013 il Consiglio comunale votò una Mozione di indirizzo sull’apertura, l’affidamento e la gestione del Chiosco. La Mozione, approvata con i voti dei consiglieri di opposizione (tutti gli altri erano assenti, ad eccezione del presidente Quarrella, che si astenne) dava l’indirizzo all’Amministrazione di aprire “celermente” il Chiosco “mantenendo la destinazione di utilizzo di quello precedente”. Il non uniformarsi a questa direttiva, oltre ad essere una mancanza di rispetto verso l’organo consiliare e la cittadinanza rappresentata in esso e da esso, è un grave pregiudizio a carattere legale che compromette l’esito della gara che, in modo del tutto irresponsabile, è stata indetta. Perché i Milana potranno sempre appellarsi a questa mozione, oltre ovviamente a tutti gli altri orpelli che tutta la vicenda offre a loro vantaggio, bloccando l’apertura del Chiosco. A questo punto il ritiro del bando in autotutela si giustificherebbe proprio per evitare complicazioni giudiziarie che rinvierebbero a chissà quando l’affidamento del gazebo a soggetti diversi dai Milana. Sempre ovviamente che ci sia qualcuno che abbia il barbaro coraggio di presentare un’offerta.

Per scaricare la copia integrale della delibera consiliare, con la mozione e il verbale sulla trattazione dell’argomento, clicca qui.

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