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10271_La_Sicilia Nell’aula magna del liceo «G. Curcio» è stato presentato «Il figlio della ruota», il romanzo di Gianni Stornello, per iniziativa del caffè letterario «S. Quasimodo» di Modica. Viene chiamato in causa quello che gli ispicesi ricordano come «U tummunu», in grado di roteare, da qui «a rota» dove nel passato venivano depositati i figli illegittimi. La ruota veniva gestita dai monaci della chiesa di S. Antonio Abate, etichettati come «cucuzzuna» e non potevano celebrare la S. Messa, con l’aiuto di laici chiamati «rutari». A dare il via all’iniziativa culturale la coordinatrice del Caffè letterario, la scrittrice Daniela Fava, che con Giovanni Pellagra e Tina Di Rosa, del Nuovo teatro popolare, hanno letto alcuni brani del romanzo all’affollato e attento uditorio. In sottofondo le musiche del maestro Giannino Amore. Il presidente del «S. Quasimodo» Domenico Pisana ha espresso soddisfazione per l’esperienza culturale che ha visto coinvolti i Comuni di Ispica e Pozzallo, evidenziando poi i livelli storico, socio-economico e strettamente letterario del romanzo di Gianni Stornello.

Dopo l’intervento del dirigente scolastico Maurizio Franzò che ha portato il saluto della componente scolastica del «Curcio» l’intervento dei due relatori. L’on. Innocenzo Leontini nel complimentarsi con l’autore del libro ne ha evidenziato «l’evoluzione della penna e della sensibilità che stanno raggiungendo livelli di grande maturità letteraria». L’on. Leontini si è poi soffermato sulla sapiente utilizzazione da parte dell’autore «della mescolanza della letteratura aulica al dialetto, con una padronanza tale da potersi ritenere il primo in territorio ibleo a realizzarla in maniera così riuscita». Apprezzati gli innumerevoli richiami dell’autore alla comunità ispicese e alla celebrazione di grandi sentimenti come il coraggio, la libertà, la giustizia, il rispetto. Gianni Stornello è stato definito come uno «scrittore consapevole che ha reso onore alla sua terra natìa e alle sue origini». Il secondo relatore della serata il critico letterario Mario Grasso. « Il figlio della Ruota» è qui un romanzo, ma quello che Gianni Stornello ha creato e ricreato in calibrati episodi, colorando tutto con moduli espressivi di squillanti genuinità linguistiche come folgoranti spontaneità umane e traduzioni di stati d’animo – sostiene Mario Grasso – è il complesso e davvero favoloso resoconto di fatti e personaggi che comunicano e si agitano adesso nelle pagine del romanzo trasmettendoci le stesse passioni, ansie, brutalità, dolcezze, che hanno contraddistinto lungo la seconda metà del secolo scorso e fino ai nostri giorni, l’impronta civile e morale di un territorio che di quegli eventi è stato palcoscenico».

Giuseppe Floriddia
per La Sicilia

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