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Il figlio della ruota

ruota degli espostiI “figli della Ruota” potrebbero tornare. Per legge. Da maggio scorso il Senato, precisamente le Commissioni Affari Costituzionali e Igiene e sanità, stanno esaminando un disegno di legge presentato nel 2008 dal senatore Massimo Garavaglia ed altri parlamentari, tutti della Lega, con il quale si istituiscono e si disciplinano quelli che vengono definiti “punti di accoglienza del neonato”, dove i neonati vengono accuditi e, passato un certo periodo senza che la mamma si sia fatta viva, sono dati in adozione. Insomma sarebbe una riedizione riveduta e corretta delle “ruote degli esposti”, chiamate anche degli innocenti o dei proietti, (nella foto una di esse) istituite fra il 1100 e il 1200 da papa Innocenzo III e soppresse a metà degli anni ’20 dal fascismo. Il provvedimento preso in esame dal parlamento si compone di soli sei articoli e crea una sinergia fra servizio sanitario nazionale e comuni per la creazione di queste strutture che sono ovviamente dotate di tutti i crismi, anche tecnologici, per farne delle “ruote” sì, ma del XXI secolo. Basti pensare, ad esempio, che viene proposta anche Continua a leggere

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10271_La_Sicilia Nell’aula magna del liceo «G. Curcio» è stato presentato «Il figlio della ruota», il romanzo di Gianni Stornello, per iniziativa del caffè letterario «S. Quasimodo» di Modica. Viene chiamato in causa quello che gli ispicesi ricordano come «U tummunu», in grado di roteare, da qui «a rota» dove nel passato venivano depositati i figli illegittimi. La ruota veniva gestita dai monaci della chiesa di S. Antonio Abate, etichettati come «cucuzzuna» e non potevano celebrare la S. Messa, con l’aiuto di laici chiamati «rutari». A dare il via all’iniziativa culturale la coordinatrice del Caffè letterario, la scrittrice Daniela Fava, che con Giovanni Pellagra e Tina Di Rosa, del Nuovo teatro popolare, hanno letto alcuni brani del romanzo all’affollato e attento uditorio. In sottofondo le musiche del maestro Giannino Amore. Il presidente del «S. Quasimodo» Domenico Pisana ha espresso soddisfazione per l’esperienza culturale che ha visto coinvolti i Comuni di Ispica e Pozzallo, evidenziando poi i livelli storico, socio-economico e strettamente letterario del romanzo di Gianni Stornello. Continua a leggere

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Tra gli appuntamenti culturali del Caffè Letterario Quasimodo, quello di Sabato 23 Ottobre svoltosi presso l’Aula magna dell’Istituto Gaetano Curcio a Ispica, ha visto insignire della medaglia Quasimodo lo scrittore ispicese Gianni Stornello, premiato per il suo nuovo romanzo dal titolo “Il figlio della ruota” edito da Prova d’Autore. Al tavolo della presentazione, insieme a Stornello, anche l’On. Innocenzo Leontini in qualità di bibliofilo e Componente della Commissione di Vigilanza della biblioteca regionale dell’Ars, il direttore letterario della Casa Editrice del romanzo, Prof. Grasso, il Presidente del Caffè Letterario, Prof. Pisana, il Preside dell’Istituto Curcio, Prof. Franzò e la scrittrice Daniela Fava. A relazionare sul romanzo, oltre al Prof. Grasso, anche l’On. Leontini. Continua a leggere

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presentazione Si è svolto ieri a Ispica il terzo degli appuntamenti a firma del Caffè Letterario “Quasimodo” che quest’anno si è aperto al territorio dilatando i confini a Pozzallo e Ispica. Dopo l’appuntamento con la poesia e quello con la storia è stata la volta della narrativa. Presentato infatti al pubblico, numeroso e attento, il nuovo romanzo di Gianni Stornello Il figlio della Ruota, Editore Prova d’Autore.
Numerosi e interessanti gli interventi che hanno messo a fuoco diversi aspetti del romanzo, sicuramente infondendo negli ascoltatori la curiosità verso questa storia che ha legami profondi con il territorio.
Secondo il presidente del Caffè Letterario Domenico Pisana “il romanzo si snoda su tre livelli: un primo livello, quello storico-narrativo, in cui l’autore attraverso la storia del protagonista, Nirìa, ci dà un’ambientazione che ne fa un romanzo storico. Un livello di ordine socio-economico: il romanzo, pur se in modo marginale, richiama l’ondata migratoria degli anni ’70 che portò molti siciliani lontano da casa; ed un livello strettamente letterario per il suo carattere di racconto e documento in cui lingua e dialetto innalzano a livello di letteratura una vicenda che rappresenta il volto di una società che vive drammi, disvalori, inquietudini, contraddizioni, ipocrisie, scelte sbagliate”. Al commento di Domenico Pisana si è aggiunto quello del direttore editoriale di Prova d’Autore il Professor Mario Grasso che ha puntato soprattutto sull’emozione che proviene al lettore leggendo questa storia che non è mera cronaca ma pagina di letteratura in cui è condensato un intero universo “riuscire a raccontare in forma letteraria è ciò che fa del libro un caso letterario. Continua a leggere

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Mario Grasso Ci sono persone sommamente note per le loro doti di affabulatori, e ci sono vicende, personaggi e combinazioni che sembrano chiedere di essere narrate, svelate, rievocate, illustrate. Mettiamo insieme queste due occasioni umane e otteniamo il denominatore su cui porre questa singolare e avvincente opera narrativa di Gianni Stornello.
Un caso letterario su cui la scommessa editoriale si ritiene vincente a priori, quindi in forza dello stesso privilegio di poterlo proporre al pubblico dei lettori, avanzando l’orgoglio di poterlo esibire. Il figlio della Ruota è qui un romanzo, ma quello che Gianni Stornello ha creato e ricreato in calibrati episodi, colorando tutto con moduli espressivi di squillante genuinità linguistiche come folgoranti spontaneità umane e traduzioni di stati d’animo, è il complesso e davvero favoloso resoconto di fatti e personaggi che comunicano e si agitano adesso nelle pagine del romanzo trasmettendoci le stesse passioni, ansie, brutalità, dolcezze, che hanno contraddistinto lungo la seconda metà del secolo scorso e fino ai nostri giorni, l’impronta civile e morale di un territorio che di quegli eventi è stato palcoscenico. Personaggi, eventi e ambiente tra regole di costume e pregiudizi, approvazioni e disapprovazioni, inganni, stupori, pettegolezzi, scandali e gratuite violenze (come la fucilazione d’un innocente), Continua a leggere

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copertina_il_figlio_della_ruota2Ed ecco il mio secondo romanzo. Si intitola Il figlio della Ruota ed è edito da Prova d’autore. E’ la storia di un trovatello che inizia negli anni ’20 del ‘900. Nirìa, questo il nome del bambino, è però un trovatello “anomalo” che, dopo essere lasciato nella ruota del suo paese, nel giro di qualche ora viene recuperato per iniziativa del padre naturale, un ricco proprietario terriero, vedovo da qualche anno, che aveva trovato conforto in una sua criata, Rosa, la madre di Nirìa. Il romanzo arriva ai nostri giorni, dopo una serie di vicende che vedono Nirìa protagonista indiretto ed indiretto. Il filo conduttore è la vicenda dello stesso Nirìa che lotta fino alla fine dei suoi giorni per avere riconosciuto il rapporto di filiazione col padre naturale, il cui riconoscimento in punto di morte era stato precedentemente fatto sparire. Il romanzo prende spunto da alcune vicende realmente accadute che vengono da me romanzate e raccontate con l’ausilio della fantasia, con l’intento di dare la visione di una certa Sicilia, delle sue contraddizioni, dei suoi ossimori, delle sue mediocrità e degli sprazzi di solidarietà, in un tentativo di valorizzazione della memoria collettiva senza la quale, sono convinto, non può esserci futuro.
Ci vediamo in libreria!

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