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#ConsiglioTrasparente

gianni stornelloUn’interpellanza sull’elezione del capogruppo consiliare del Partito democratico di Ispica è stata presentata da Giuseppe Quarrella di Area popolare (vedila qui).

Il consigliere Quarrella si serve di carte superate dai fatti e dagli atti per strumentalizzare una vicenda interna a un partito e a un gruppo consiliare del tutto risolta e archiviata. L’interpellanza porta la data del 12 febbraio e fa riferimento all’elezione del capogruppo del Pd, che nel frattempo è stato eletto il 3 febbraio sera. Il collega di opposizione si è servito di una lettera del consigliere pd Giovanni Gambuzza che il 3 febbraio mattina sollecitava l’elezione del capogruppo. Non trovando questioni di natura amministrativa e problemi concreti su cui fare opposizione, Area popolare ha scelto la strada poco corretta della speculazione su vicende interne ad un partito, il Pd, peraltro chiuse dalla mia elezione a capogruppo consiliare. Tranquillizzo tutti sul fatto che gli atti della conferenza dei capigruppo sono legittimi e che non ci sono state incompatibilità fra cariche istituzionali e politiche, dal momento che il presidente del Consiglio comunale Roccuzzo, quale primo degli eletti del Pd, ha di volta in volta delegato la consigliera Stefania Rosa a partecipare alle conferenze dei capigruppo, come peraltro concordato con tutti i consiglieri del Partito democratico, nell’attesa che venisse eletto il capogruppo. Capogruppo, ricordo, che va eletto e non scelto in base ai voti riportati.
Ognuno fa politica e svolge il suo mandato elettorale come meglio crede. C’è chi lo fa ripescando cose vecchie, e chi, come noi, lo fa sull’attualità dei bisogni e sulle urgenze della collettività. Tra i pochissimi in Italia abbiamo abolito per statuto i gettoni di presenza per i consiglieri comunali, abbiamo ridotto i settori del Comune facendo risparmiare migliaia di euro all’ente, abbiamo rimesso in piedi il meccanismo di assegnazione dei suoli cimiteriali con criteri oggettivi, abbiamo dotato la biblioteca comunale “Capuana” di un Regolamento che la pone all’avanguardia dei servizi culturali in città, abbiamo ridotto la Cosap per i commercianti e gli artigiani e alleggerito il carico della Tari concedendo una rateizzazione maggiore della tassa, abbiamo avviato il riscatto dei livelli, dando in proprietà i terreni ancora gravati da vincoli medievali con un introito notevole per le casse comunali, stiamo mettendo mano alla cancellazione dei vincoli imposti dall’adozione del Piano regolatore del 2011, rimettendo in moto l’edilizia e liberando molte famiglie dall’obbligo di assurde acquisizioni di pareri per modifiche di poco conto, rimetteremo nelle mani della città le scelte sul Piano regolatore che vogliamo il più condiviso possibile e il più adatto ad assicurare uno sviluppo armonico di Ispica. Potrei continuare. Confrontiamoci su queste cose. Il resto lasciamolo ai nostalgici azzeccagarbugli.

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Biblioteca Capuana IspicaLa Biblioteca comunale “Luigi Capuana” di Ispica, fra le prime in Italia, rientra nei servizi pubblici essenziali. Con un mio emendamento al nuovo Regolamento discusso ed approvato nella seduta del Consiglio comunale del 23 dicembre, è stata recepita la normativa nazionale che considera i luoghi della cultura servizi primari. E’ un fatto di notevole portata storica per la “Capuana” e politica per la città: la cultura, spesso considerata cenerentola nelle politiche delle varie amministrazioni, occupa adesso un ruolo primario e trova nella biblioteca comunale il luogo naturale per essere praticata. Il mio emendamento è stato approvato con i voti della maggioranza e dei consiglieri di minoranza Genovese (Movimento 5 Stelle), Arena (Rinascita ispicese) e Denaro (Cannizzaro sindaco). Per la biblioteca esso non prevedeva solo la dichiarazione di servizio pubblico essenziale, ma anche una serie di misure migliorative del Regolamento adottato dalla Giunta e frutto di una serie di incontri fra Soprintendenza ai Beni culturali e i comuni della provincia. Prima di tutto ho proposto di inserire l’anno di apertura della biblioteca “Capuana”, il 1957. La “Capuana” è una delle biblioteche comunali più antiche della provincia: era giusto sottolinearlo. La biblioteca deve essere uno spazio aperto ed accessibile quanto più è possibile e un luogo della cultura, di integrazione e di confronto per eccellenza. Di qui l’introduzione dell’intercultura nell’offerta della biblioteca, la possibilità che gli ospiti dei centri di accoglienza possano visitarla e usufruire dei suoi servizi, l’abbattimento delle barriere architettoniche. Con l’approvazione dell’emendamento alla biblioteca viene dato il compito di realizzare l’inventario delle opere d’arte affidatele, quindi non solo dei libri. Il passaggio successivo al quale lavorare sarà il conferimento ad essa del patrimonio di quadri e sculture del Comune proprio per farne una doverosa e definitiva catalogazione. L’emendamento sancisce anche l’istituzione di un presidio temporaneo stagionale della biblioteca a S. Maria del Focallo e fissa l’importanza dei media digitali e del loro utilizzo sistematico, a partire dal sito web del Comune e dei social network, come strumenti di informazione e di comunicazione con un riguardo particolare ai giovani, che risultano i grandi assenti dalla fruizione dei servizi della biblioteca. Anche per questo, col mio emendamento, viene concesso il libero accesso agli smart phone purché in modalità “silenzioso” e non utilizzati in voce come telefono. Importante il potenziamento dei servizi e dell’offerta libraria sotto qualsiasi forma: per questo l’emendamento approvato fa esplicito riferimento alla partecipazione della biblioteca “Capuana” ai bandi per l’attuazione di progetti comunitari. Infine l’accesso alle sezioni dei fondi storici e dei libri rari dovrà essere consentito solo se in presenza del personale della biblioteca. Insomma credo sia stato dato un contributo importante per rendere il Regolamento meno burocratico, più al passo coi tempi e più in sintonia con le richieste dell’utenza potenziale.

Col 2015 ricorre il primo centenario dalla morte di Luigi Capuana (video sotto), uno dei padri del verismo che ambientò ad Ispica il suo “Profumo” e al quale è intitolata la biblioteca comunale: con quest’atto il Consiglio comunale ha contribuito a ricordare l’anniversario in modo concreto. Ovviamente occorrerà verificare periodicamente l’attuazione del nuovo Regolamento e fare in modo che in biblioteca tornino le novità librarie. Ci siamo anche per questo. Per consultare gli atti clicca qui.

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piazza migranti del mediterraneo ISPICAIntitolare la piazza antistante il Residence Fronte Mare, all’ingresso di Santa Maria del Focallo e posta proprio a ridosso del Mediterraneo ai “Migranti del Mediterraneo” e indire un concorso per la realizzazione e la sistemazione sulla stessa piazza di un monumento al “Migrante disperso”. E’ in sintesi il contenuto di una Mozione di indirizzo che sarà discussa martedì 10 novembre in Consiglio comunale. L’iniziativa è partita da Matilde Sessa di Libertà e Buon Governo e da me e ha trovato il favore di tutti i consiglieri di maggioranza che l’hanno firmata.
Il fenomeno delle migrazioni interessa diversi popoli che fuggono da persecuzioni, guerre, miseria e complessi problemi di ordine sociale ed economico. Secondo i dati diffusi dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati il totale parziale del 2015 fra morti e dispersi nel Mare Mediterraneo è di 2500 persone. Anche la costa ispicese è stata meta di arrivi di migranti e la cittadinanza si è sempre distinta per la solidarietà, l’accoglienza e la comprensione nei confronti di chi vive in condizioni di disagio e nel bisogno. Era pertanto opportuno dare un nome alla nuova piazza che si trova proprio a ridosso del Mare Mediterraneo. E per ricordare in modo tangibile e a futura memoria il fenomeno migratorio che stiamo vivendo, anche nei suoi aspetti tragici, la Mozione propone di lanciare un concorso, al quale invitare scuole, associazioni, club service, artisti e altri soggetti eventualmente interessati per la realizzazione di una stele o di un monumento “Al Migrante disperso” da allocare nella stessa piazza.
Qualora, come è logico prevedere, la Mozione sarà approvata dal Consiglio comunale, sarà la Giunta ad adottare i provvedimenti necessari per l’intitolazione della piazza e l’indizione del concorso per la realizzazione della stele commemorativa.
Per leggere e scaricare la Mozione clicca qui.

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Registro Civile Non si è ancora spenta l’eco dell’abbattimento degli oneri di urbanizzazione, da molti considerato “storico”, operato dal Consiglio comunale venerdì scorso con una seduta specifica sul tema. Domani sera alle 19,30 torneremo a riunirci con un ordine del giorno più articolato e di sicuro interesse. Arriverà in Consiglio comunale l’istituzione del Registro delle unioni civili, con l’approvazione del Regolamento varato dalla Giunta (per scaricalo e sapere come la penso clicca qui). Ad esso è legata una mozione di indirizzo contro l’istituzione del Registro a firma di Gaetano Santoro di Sviluppo e solidarietà. In vista dell’approvazione del bilancio di previsione 2015 (anche se siamo già a novembre) saremo chiamati ad aggiornare il Programma triennale delle opere pubbliche: una sorta di elenco (c’è chi lo chiama “libro dei sogni”) con tutte le opere che si intendono attuare, contando ovviamente su risorse che non possono essere proprie del Comune per i problemi di disponibilità finanziaria che conosciamo. Valuteremo se una costruzione abusiva da demolire a Marina Marza potrà essere acquisita al patrimonio comunale e utilizzarla come bene pubblico e parleremo di circolazione all’interno del centro abitato, in particolare sul tratto urbano della Statale 115, su sollecitazione di Rodolfo Pisani del gruppo Pd. Altre due mozioni di indirizzo riguardano una il baratto amministrativo (proponenti alcuni consiglieri di minoranza), che è in estrema sintesi la possibilità offerta a chi non può pagare le tasse e le imposte comunali di eseguire lavori di pubblica utilità, e l’altra la manutenzione dei torrenti, dei canali di bonifica e dei canali di scolo del territorio proposta da Gianluca Genovese del Movimento 5 stelle. Per scaricare la convocazione con l’ordine del giorno clicca qui.

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Unioni civili IspicaAnche Ispica potrà avere il suo Registro delle Unioni civili. La Giunta ha già approvato la bozza di Regolamento che quanto prima passerà all’esame del Consiglio comunale che dovrà approvarlo definitivamente. Non appena sarà esecutiva la delibera consiliare di approvazione, sarà possibile registrare tutte quelle unioni civili riconosciute come tali proprio dal Regolamento.
Prima di arrivare a questo appuntamento, considero importante un confronto su questa materia. Intanto dico subito di essere d’accordo e bene ha fatto l’Amministrazione comunale a lanciare l’iniziativa. Le Unioni civili non sono un matrimonio, ma sono uno stare insieme perché legati da vincoli di varia di natura, compresa naturalmente la sfera sentimentale fra persone dello stesso sesso o la convivenza che deriva da una comunione di interessi. Da questi vincoli scaturiscono dei diritti che le istituzioni non possono ignorare, anzi che devono riconoscere e tutelare. Ecco perché l’istituzione del Registro comunale delle Unioni civili è un’attestazione di avanguardia proprio sul terreno dei diritti che fa onore a chi la fa.
Su questo tema vorrei andare in Consiglio comunale con una maggiore consapevolezza che mi viene dai suggerimenti, dalle idee, dai contributi dei miei concittadini. Il Regolamento approvato dalla Giunta municipale è una bozza che il Consiglio può, se ritiene, migliorare. Ecco. La stiamo già vedendo al Circolo “J.F.Kennedy” del Pd: i partiti a questo servono. Ma vorrei che le osservazioni provenissero da una platea più vasta.
Vi invito a scaricare la bozza (potete farlo cliccando qui), a leggerla e ad inviarmi le vostre eventuali osservazioni, i vostri suggerimenti che irrobustiscano il Regolamento, rendendolo più efficace e più rispondente alle esigenze di tutti.
Aspetto le proposte che potrete inviare alla mia mail istituzionale consigliere.stornello@comune.ispica.rg.it .

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archivio comune ispicaIl Comune di Ispica è sotto le lenti di due ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non è una straordinaria novità, essendosi, i due funzionari, insediati da alcuni giorni ed avendone dato notizia la stampa. Vale la pena tuttavia capire meglio perché sono venuti, qual è il loro compito, quanto staranno a Palazzo Bruno e, per dirla facile facile, dove potrebbero andare a parare.
Ho avuto con loro un incontro molto cordiale, estremamente rispettoso dei ruoli da entrambe le parti. Abbiamo parlato anche di Ispica in generale, dei suoi monumenti, delle sue tradizioni, della sua storia, dei suoi beni paesaggistici: tutte qualità che, già nei primi giorni della loro permanenza in città, Fabio Buccico e Alessio Di Cola (questi i loro nomi), stanno avendo modo di apprezzare. Quanto meno ci facciamo conoscere anche per le nostre cose belle, ho pensato. Ma veniamo al nocciolo. In pratica la loro missione ispicese rientra nell’attività di controllo di quei comuni che negli anni hanno collezionato una serie di rilievi da parte della Corte dei conti, sia che siano in dissesto, sia che non lo siano. La “scaletta” che gli ispettori seguono viene dunque dettata dalla Corte dei conti: bilanci, utilizzo delle risorse (pensiamo ai fondi vincolati), patrimonio, personale, consulenze, servizi. Un lavoro che porterà via almeno un mese. Al termine sarà redatta una relazione che dirà se la criticità evidenziate dalla Corte dei conti sono superate o meno. In caso negativo, scatteranno le sanzioni verso i responsabili, siano essi amministratori o funzionari comunali o esperti. Essendo il procedimento di natura contabile, e non penale, le sanzioni potranno essere di tipo amministrativo e contabile. Fra esse svetta il danno erariale: chi è ritenuto responsabile di una spesa non dovuta, paga di tasca propria il non dovuto. Ovviamente tutto questo in linea teorica. Perché non è detto che le sanzioni scatteranno. Se, pur in presenza di criticità, il Comune ha tenuto un atteggiamento diciamo così riparatore delle malefatte compiute in precedenza, nessun problema. In caso contrario saranno dolori. Senza considerare gli eventuali risvolti penali dei quali si sta già occupando la magistratura ordinaria.
Tutto questo implica una considerazione di natura politica. La venuta degli ispettori ministeriali è la conseguenza di una serie di scelte compiute nel passato da altre amministrazioni. Oggi, precisamente da giugno-luglio, è in carica un’Amministrazione comunale diversa rispetto alla precedente: diverso il colore politico, diversa l’età media di amministratori e consiglieri, diverso il rapporto di costoro con la politica, diverso il grado di competenza, diversa la concentrazione del potere. Marcare la differenza, ricostruire una città, che non è solo afflitta dal dissesto finanziario, fondando l’azione politica ed amministrativa sulla discontinuità è un dovere.
La foto che pubblico è emblematica di una situazione: faldoni e fascicoli accatastati come non avremmo potuto immaginare. Li ho visti personalmente in un seminterrato di uno degli stabili destinati ad uffici comunali. Sono rimasto incredulo io, sono rimasti increduli gli amici amministratori ai quali ho mostrato la foto. Il dissesto, dicevo, lo sfascio non è solo finanziario: riguarda anche la banale tenuta di un pezzo di archivio comunale. Dai primi atti del suo insediamento, la nuova giunta ha cercato gli elementi distintivi di una diversità notevole. E’ importante mantenerla questa tensione, ora che la luna di miele si avvia inevitabilmente a conclusione. Le scelte discutibili compiute giorni sulla sostanziale riconferma dei capi settore vanno chiuse fra parentesi e definitivamente archiviate. Il tasso di cambiamento si misura anche dalle scelte che si fanno sul personale di cui un amministratore si circonda. Non dimentichiamo che quel galantuomo di Ignazio Marino, sindaco di Roma, paga in termini di immagine (e non solo) anche per non avere saputo o voluto fare scelte di rottura rispetto al passato nei primi mesi di mandato. E se oggi a Palazzo Bruno bussano ancora gli ispettori che vogliono vederci chiaro su una stagione nefasta per la città, vuol dire che rompere, tagliare di netto con quella stagione è doveroso. Oltre che necessario.

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Consiglio comunale Ispica STORNELLO PDGiovedì sera vedremo se sarà la volta buona per istituire l’imposta di soggiorno anche ad Ispica. Per giovedì 10 settembre, alle 19,30, è stato infatti convocato il Consiglio comunale con all’ordine del giorno, sostanzialmente, solo questo argomento. Come si ricorderà la proposta di istituzione dell’imposta di soggiorno era stata posta in discussione per la seduta consiliare del 26 agosto scorso: la maggioranza era pronta, era anche iniziato il dibattito, ma poi si era resa necessaria la presenza dei revisori dei conti per avere il parere sugli emendamenti presentati al momento e poco prima. Il parere dei revisori dei conti è obbligatorio ogniqualvolta si assumono decisioni di natura finanziaria. Sia pure invitato regolarmente, il collegio dei revisori aveva ritenuto di non presenziare. La presidente Maria Calabrese, rintracciata la sera stessa, aveva fatto un salto in aula che, da un punto di vista formale, non era bastato a colmare la lacuna. Il punto è stato quindi rinviato. L’imposta di soggiorno grava per un minimo di 50 centesimi fino a un massimo di cinque euro al giorno, sugli ospiti delle varie strutture ricettive del territorio. Quindi non la pagano i residenti. Va a formare una dotazione finanziaria, di circa 70-80 mila euro l’anno, che il Comune ha l’obbligo di impiegare per iniziative, beni e servizi per il turismo.
In scaletta anche un adempimento periodico del Consiglio, qual è quello della nomina di due consiglieri (uno di maggioranza, l’altro di opposizione) per la Commissione che aggiorna gli albi comunali dei giudici popolari, e la mozione di indirizzo presentata da un consigliere di minoranza che prende le mosse da una recente legge regionale per il recupero dei centri storici.
Per scaricare invito e ordine del giorno clicca qui.

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Gianni_StornelloSi snellisce la macchina comunale, con una riduzione dei settori dai nove attuali a un massimo di cinque, e si mette definitivamente la parole “fine” ai gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Sono i due importanti risultati raggiunti con la seduta consiliare di ieri sera, che avrebbe potuto mettere al suo attivo anche l’istituzione dell’imposta di soggiorno, rinviata alla prossima seduta.
La modifica allo Statuto comunale (con la quale sono stati ridotti i settori e sono stati aboliti definitivamente i gettoni di presenza) ha portato via un bel po’ di tempo. La minoranza di centro-destra ha cercato inutilmente di chiedere rinvii e sospensioni, di avanzare cavilli e di mettere il bastone fra le ruote al processo di rinnovamento che Amministrazione e maggioranza intendono portare avanti. A confermare la bontà della procedura seguita, sulla quale l’opposizione sollevava dubbi, è anche intervenuto il segretario generale. Il punto è stato approvato, con la conseguenza che per Statuto (che è la nostra piccola Costituzione) i consiglieri comunali lavoreremo gratis e i settori del Comune non potranno essere più di cinque (deciderà la Giunta), con un risparmio di costi e una diminuzione degli esuberi di personale che comportano la messa in disponibilità del personale comunale a seguito del dissesto finanziario.
L’altro tema importante era l’istituzione dell’imposta di soggiorno. Ma abbiamo dovuto rinviare il punto per l’assenza dei revisori dei conti che avrebbero dovuto esprimere il loro parere sugli emendamenti presentati poco prima e durante la seduta consiliare. Sarà per la prossima che a questo punto è da prevedere a scadenza ravvicinata.
Il Consiglio ha preso in esame la proposta della Giunta municipale sul recesso del Comune di Ispica dal circuito “Città del vino”. Una scelta sicuramente sofferta e che, intervenendo, ho considerato reversibile, nel senso che, migliorando le condizioni finanziarie dell’ente, si potrà anche pensare ad un ritorno in questo importante circuito che promuove e mette in mostra le aziende vinicole del territorio. Al momento è stata una scelta dettata dall’austerità imposta dal dissesto finanziario. Attorno a questo argomento è nata una polemica, attizzata dall’opposizione: loro, i responsabili di dieci anni di amministrazione che hanno portato al dissesto e della crisi complessiva in cui sui trova il Comune, sono venuti a criticare la scelta, evocando la perdita di posti lavoro, un danno all’immagine della città e via dicendo: bastava che ci pensassero prima loro, invece di venire oggi e pretendere di dare lezioni.
All’ordine del giorno c’erano anche due mozioni di indirizzo: una (presentata da Carmelo Denaro) impegnava l’Amministrazione a mettere a norma e rendere completamente funzionale lo stadio “Peppino Moltisanti”. L’altra (depositata da Serafino Arena) impegnava l’Amministrazione e fare in modo che la farmacia partecipata comunale Ispicenia osservasse orari diversi, garantendo, ad esempio, l’apertura tutti i sabati e le domeniche proprio per marcare la sua differenza rispetto alle altre, a gestione privata. Entrambe le mozioni sono state ritirate dai presentatori. Su entrambe l’Amministrazione ha preso l’impegno rispettivamente di fare un attento esame dei costi necessari per quanto riguarda il “Moltisanti” e di dare indicazioni precise e specifiche ai rappresentanti del Comune nel Consiglio d’amministrazione della Farmacia Ispicenia per l’adozione di diverse misure (non solo l’apertura prefestiva e festiva) che ne esaltino il ruolo di soggetto che svolge un servizio pubblico, con ricadute positive per l’utenza della città.
La seduta era stata aperta da un minuto di silenzio proposto da me in segno di cordoglio per la tragica scomparsa di Khaled Al Asaad, il direttore del sito archeologico di Palmira, in Siria, barbaramente torturato e ucciso dai terroristi dell’Isis per avere cercato di difendere il sito archeologico, bene dell’umanità Unesco, dalla distruzione organizzata dalla furia dell’estremismo islamico. L’Anci (l’associazione dei comune italiani) aveva chiesto gesti simbolici di ricordo di una figura, per la quale, proprio ieri, è stata avanzata la candidatura per il conferimento del Nobel per la Pace alla memoria.

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Consiglio comunale Ispica STORNELLO PDLa maggioranza torna alla carica con la riduzione dei settori della struttura amministrativa del Comune. Lo farà concretamente mercoledì 26 agosto alle 20 con la seduta del Consiglio comunale che segna la ripresa dopo la brevissima pausa estiva (per chi l’ha fatta ovviamente). Altro punto di rilievo l’istituzione dell’imposta di soggiorno.

La riduzione dei settori. E’ lo stesso provvedimento che si sarebbe dovuto votare nella seduta del 28 luglio. Trattandosi di una modifica allo Statuto comunale, in prima lettura occorrevano 14 consiglieri presenti. La minoranza (ad eccezione del M5S) si era allontanata dall’aula, assumendosi la responsabilità di allungare i tempi per l’approvazione di un provvedimento che, riducendo i settori “fino a un massimo di cinque”, snellisce l’apparato comunale, dove in atto si contano nove settori. Da considerare che più settori significano maggiori costi e maggiori esuberi di personale. Mercoledì, trattandosi di una seconda lettura che avviene entro 30 giorni, il quorum necessario scenderà a 11. Facile prevedere che il provvedimento passerà.

L’imposta di soggiorno. Sono tra i presentatori della proposta che prevede anche l’approvazione di un Regolamento specifico e la costituzione di un tavolo tecnico composto da rappresentanti dell’Amministrazione e delle associazioni di categoria impegnate nella gestione delle strutture turistiche. E’ l’unica, irrisoria tassa (da un minimo di 50 centesimi a un massimo di due euro al giorno, in base al tipo di struttura) che pagano i forestieri, coloro che risiedono nelle strutture alberghiere e ricettive in genere del territorio comunale. Essa va a beneficio del Comune che ha l’obbligo di destinarla a iniziative volte a sviluppare il turismo, i siti dove esso si svolge, le stesse strutture ricettive. Mi ero già occupato di questa imposta, in un post al quale rimando se si vogliono avere anche informazioni ed elementi più concreti. (Per andarci clicca qui).

L’ordine del giorno prevede anche la proposta della Giunta del recesso del Comune di Ispica dall’Associazione nazionale “Città del vino” (vedi) e la discussione di due mozioni presentate da altrettanti consiglieri di minoranza: riguardano la gestione della Farmacia Ispicenia, che come si sa è a capitale misto pubblico-privato, e la manutenzione e il rilancio dello Stadio Giuseppe Moltisanti.

Per leggere e scaricare la convocazione e l’ordine del giorno integrali clicca qui.

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Gianni_StornelloIl Consiglio comunale di Ispica, nella lunga seduta di ieri sera, ha approvato la mozione di indirizzo che avevo presentato la settimana scorsa per il riordino della concessione delle aree cimiteriali che erano state oggetto di un controverso provvedimento di assegnazione della vecchia Amministrazione comunale. La mozione è stata approvata dalla maggioranza Pd-Libertà e Buongoverno-Ispica Punto a capo e dal Movimento 5 Stelle.

La soddisfazione di tutti noi deriva dall’avere affermato un principio che nelle passate stagioni amministrative è stato calpestato: i beni comuni non possono essere gestiti senza scrupolo, non possono essere concessi al primo che passa, devono essere affidati con criteri oggettivi, nella massima trasparenza e con il massimo di pubblicità ed evitando speculazioni di carattere economico. Tutto questo dovrebbe valere per un campo di calcio o un edificio pubblico. A maggior ragione deve valere per il Cimitero, luogo sacro verso il quale abbiamo tutti il massimo rispetto. La mancanza di spazi nel Cimitero comunale aveva creato una preoccupazione diffusa in tutte le famiglie, determinando un comprensibile stato di attesa al quale la vecchia Amministrazione aveva risposto prima non dando soluzioni e, solo alla vigilia delle elezioni di maggio, emettendo un bando, peraltro non previsto dal Regolamento di Polizia mortuaria, che dava solo quindici giorni di tempo per la presentazione delle richieste di concessione e che, come unico criterio di assegnazione, stabiliva l’ordine cronologico di presentazione al protocollo generale del Comune. Un criterio che, non avendo il Comune il protocollo telematico, non conferiva oggettività alla presentazione delle domande. Siamo intervenuti “resettando” tutto prima che la graduatoria venisse ufficializzata e che i richiedenti passassero alla condizione di concessionari con la stipula del contratto. Aspetti importanti della Mozione sono una nuova variante al Piano cimiteriale, in modo da assegnare aree e tombe esistenti abbandonate, frutto di concessioni scadute o nulle, oltre a quelle già immediatamente disponibili, e i vincoli che evitino il triste fenomeno delle speculazioni con subconcessioni onerose. Il tutto in tempi strettissimi, stabiliti dalla mozione stessa, proprio per evitare che si arrechino danni alle famiglie, alle imprese edili interessate e alle casse comunali che introiteranno notevoli risorse dai prezzi di concessione dei suoli.

Per effetto dell’approvazione della Mozione di indirizzo la Giunta municipale dovrà sospendere in autotutela la vecchia deliberazione con cui si dava mandato agli uffici di emanare il bando, bloccando l’efficacia degli atti successivi. Entro sessanta giorni il Consiglio comunale dovrà adeguare l’articolo specifico del Regolamento di Polizia mortuaria alle esigenze di oggettività, pubblicità, trasparenza, pari opportunità, prevenzione delle iniziative speculative e a tutte quelle esigenze che il Consiglio comunale riterrà utili e necessarie. Entro quindici giorni dall’esecutività del nuovo Regolamento di Polizia mortuaria, la Giunta municipale procederà ad indire la selezione in base allo strumento stabilito dalla nuova formulazione del Regolamento.

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