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Archivi del mese: dicembre 2014

Ispica NataleL’argomento è di quelli difficili, ostici, addirittura rischiosi. Ma, con grande sincerità nei confronti di chi legge, lo sottopongo al giudizio e al confronto pubblici.
Se Cristo fosse venuto oggi o se tornasse oggi che figura sarebbe? Che ruolo avrebbe nei confronti del mondo, il nostro mondo? Che rapporto avrebbe con le questioni del nostro tempo? E con la Chiesa? Con la chiesa-apparato, la chiesa curiale, la chiesa temporale? Per rispondere o, per meglio dire, per cercare di dare una parte delle tante risposte possibili che potrei dare, bisogna partire da quello che Cristo fu all’epoca in cui venne su questa terra, centrando l’attenzione ovviamente sulla figura storica. Prima ancora di essere percepito come il Figlio di Dio, Gesù Cristo fu una persona che nacque nell’assoluta povertà, in un contesto di privazione e di disagio, ai margini, diremmo oggi, della ricca società ufficiale. Crebbe come un bambino normalissimo, sia pure vivace, spigliato, molto intelligente e capace fino a diventare uomo colto e di rottura, che sedeva a tavola con i peccatori (pentiti), perdonava le prostitute (pentite), che dava scandalo in base agli standard etici e morali di duemila anni fa. Fu il primo a distinguere la dimensione religiosa da quella del governo terreno, fra Dio e Cesare, fra il Regno dei Cieli e quello della terra.
Un personaggio storico di tal fatta, se si presentasse oggi, lo definiremmo senza alcun dubbio un rivoluzionario, un sovversivo, un estremista, insomma gli appiopperemmo le stesse colpe che duemila anni fa lo portarono sulla croce. Non dovrebbe stupirci se, venendo un’altra volta su questa terra, Cristo cacciasse in malo modo gli affaristi e i traccheggiatori che popolano le chiese, i gruppi di preghiera, le associazioni cristiane: lo fece già, ripulendo il tempio da commercianti e cambiavalute, gente dedita al lucro e al fare i soldi per i soldi. Il Cristo di oggi sarebbe il Cristo dei diritti civili e della difesa dell’ambiente (chiamiamolo pure “creato”), che nelle povertà di oggi potrebbe, anzi sicuramente nascerebbe e crescerebbe, rifuggendo dallo sfarzo, dalla mediocrità e dalla perfida ambiguità che spesso troviamo in tante chiese e in tanti uomini di chiesa. Sarebbe un uomo che considererebbe la diversità molto più che un fatto normale, un diritto da riconoscere addirittura a chi non vuole omologarsi e vivere in schemi precostituiti: l’uomo è bianco, è maschio o femmina, deve avere la mia stessa fede, deve ambire al prestigio e alla ricchezza. Il Cristo di oggi rispetterebbe a difenderebbe la vita quando è passione, scambio di sensazioni, quando è pulsione, empatia, contatto, azioni-reazioni e, di contro, prenderebbe atto che la vita non c’è più quando tutto questo manca. Il Salvatore di oggi, al pari di quello di ieri, darebbe esclusiva importanza al suo regno che, dovremmo saperlo, non è di questo mondo, non riconoscendo nella sua Chiesa quanti, pur parlando in suo nome e in nome di Dio, dettano regole di pura natura civile piene di “no”, “non si fa”, “non possumus” che evitano all’uomo di “possedere la terra”. Il Cristo di oggi insegnerebbe a guardare avanti, sarebbe un campione di progressismo, inteso proprio quale pieno compimento di un cammino dell’uomo verso la libertà e per il quale le parole “pace” e “amore” sono un modello di vita, una pratica quotidiana, un confronto diuturno con gli unici, dico gli unici precetti imposti da Dio.
Se Natale fosse oggi credo proprio che Cristo avremmo serie difficoltà a riconoscerlo. Ma se è vero che nasce nei nostri cuori è questo il Cristo che oggi vorrei nascesse in me. Auguri.

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Le Primarie le ho perse.
Un grazie sentito al cuore e alla testa di quanti hanno creduto nel nostro progetto.
Un grazie doveroso ai componenti il seggio, autorevolmente presieduto da Dino Ciranda: hanno saputo gestire egregiamente l’alta affluenza e le file.
Un’alta affluenza frutto della voglia di partecipazione che c’è in città e di un’intesa fino a ieri strisciante fra una parte del Pd e alcune forze politiche ed imprenditoriali che sostengono l’Amministrazione comunale. I militanti possono anche cambiare idea, ma i consiglieri comunali di centro-destra, che nei giorni feriali sostengono in aula l’Amministrazione comunale e la domenica vengono a votare alle Primarie del Pd, sono la più evidente dimostrazione di un accordo politico su cui occorre fare chiarezza e riflettere.
L’abbiamo detto in campagna elettorale: il “Popolo delle Primarie” detta la linea. Essere minoranza ed opposizione interna al Partito democratico rispetto a questa linea, fondata sul trasformismo, il riciclaggio di una classe politica che ha prodotto solo danni e il peso indebito di lobby che non si rassegnano credo sia il minimo che si possa fare.

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Unico confronto fra i candidati sindaco per le Primarie del Pd di domenica 21 dicembre. Si è tenuto negli studi di Radio Dimensione Musica. A condurlo il giornalista Concetto Iozzia.

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Palazzo Bruno dall'altoUn’ispezione al Comune di Ispica e l’annullamento in autotutela dell’approvazione della Dotazione organica dei dipendenti comunali: li chiede al Ministro dell’Interno la senatrice Venerina Padua. In un’interrogazione parlamentare (per scaricarla clicca qui), l’esponente del Partito democratico denuncia una serie di omissioni da parte del Comune di Ispica che, sostanzialmente, avrebbero indotto il Ministero a formulare un giudizio viziato. Dopo avere ricordato che la rideterminazione della dotazione organica, effettuata dalla Giunta Municipale, ha stabilito che al Comune di Ispica vi sarebbero in eccedenza diverse decine di dipendenti comunali, la parlamentare iblea sottolinea come “avverso tale provvedimento è stato avanzato ricorso al Tar da un gruppo di dipendenti comunali che considerano l’atto illegittimo perché privo di motivazione, senza la necessaria verifica dei fabbisogni e la necessaria informazione delle organizzazioni sindacali, illogico e contraddittorio perché non volto al risanamento dell’ente e a tutelare i servizi indispensabili, peraltro non precedentemente indicati”. Una Commissione del Ministero dell’Interno ha approvato la delibera, ma, come afferma la senatrice Padua, “nella lunga fase istruttoria è intercorso un intenso carteggio fra Comune di Ispica e Ministero nel quale il Comune ha dichiarato l’inesistenza di aziende o istituzioni speciali con propria partecipazione, affermazione che contrasta con l’esistenza della farmacia a partecipazione maggioritaria comunale e che nella stessa istruttoria il Comune di Ispica ha anche dichiarato l’inesistenza di servizi affidati ad esterni, in contrasto con l’affidamento ad una ditta del servizio di riscossione volontaria e coattiva dei tributi locali. Il Comune di Ispica – prosegue nella sua interrogazione la senatrice Venerina Padua – è altresì socio dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 7 di Ragusa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e anche di questa partecipazione non vi è cenno nelle comunicazioni del Comune. Tenuto conto che “in materia di personale dipendente, la Sezione di controllo per la Regione Siciliana della Corte dei Conti, con una deliberazione del 2012, ha chiesto al Comune di Ispica delle misure correttive sulla stabilizzazione di 72 unità di personale con contratto a tempo determinato, dichiarata “illegittima”, senza che queste misure correttive siano state adottate”, la parlamentare del Pd ricorda come l’atto contestato stia producendo effetti sui mantenimenti occupazionali del Comune di Ispica, visto che l’Amministrazione comunale “ha chiesto formalmente al personale dipendente l’adesione a generici contratti di solidarietà, non specificandone entità e durata”.
Da parte mia posso solo aggiungere che la senatrice Padua chiede chiarezza e trasparenza anche perché ci sono di mezzo dei posti di lavoro. Nel mio programma ho scritto che considero il provvedimento di rideterminazione della dotazione organica illegittimo e persecutorio, impegnandomi ad annullarlo come segno di pacificazione fra i dipendenti comunali, messi gli uni contro gli altri da amministratori incapaci che, come risposta, stanno precipitosamente imponendo prepensionamenti e contratti di solidarietà farlocchi, in un clima di intimidazione mai registratosi al Comune di Ispica. A tutto questo si aggiunge il fatto che qualora i dipendenti comunali che hanno promosso il ricorso dovessero spuntarla, i danni per il Comune sarebbero enormi. Mi auguro che gli ispettori del Ministero dell’Interno arrivino al più presto per rendersi conto delle condizioni in cui si trova il Comune di Ispica: oltre al dissesto finanziario ce n’è uno per ogni campo in cui il centro-destra ha messo mano, gestione del personale compresa.

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Il direttore di Video Regione Salvatore Cannata intervista in un “faccia a faccia” Gianni Stornello, candidato sindaco di Ispica alle Primarie del Pd.

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La mia proposta del Bilancio partecipato interessa molto. La Gazzetta Ragusana mi ha intervistato al riguardo.
Il link all’intervista qui.
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A cinque giorni dalle primarie Gianni Stornello, candidato sindaco alle primarie del Pd di Ispica, presenta il suo programma. Queste proposte programmatiche saranno integrate con il programma con cui la coalizione di centro-sinistra si presenterà alle prossime Amministrative ispicesi.

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Giornale ibleo gianni stornello
Il Partito democratico e le Primarie, il risanamento finanziario, le priorità programmatiche, il modello di sviluppo che intendo seguire. Ne parlo in un’intervista rilasciata ad Antonio Abbate di Giornale Ibleo, giornale online. Per leggerla clicca qui. 

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bilancio-partecipatoUno dei punti più innovativi del mio programma è il “bilancio partecipato”. E’ un momento importante e assolutamente non formale di democrazia partecipativa con il quale il bilancio comunale viene concepito e “costruito” nella e dalla società civile: circoli, associazioni, comunità parrocchiali, confraternite, realtà di vario genere preparano le loro proposte, assistiti dalla struttura tecnico-burocratica del Comune, che poi Giunta e Consiglio esaminano. Diversi i comuni nei quali viene adottato e dove i risultati, in termini di stabilità finanziaria e di equilibrio di bilancio, sono notevoli. In un Comune in dissesto finanziario come Ispica la partecipazione è peraltro un dovere sia da parte degli amministratori che da parte dei cittadini. I disastri che ci troviamo di fronte derivano proprio dalla vecchia filosofia del “così voglio e così faccio” che va superata con la partecipazione attiva alle decisioni del Comune.

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