#ConsiglioTrasparente ultimipost profilo facebook ultimitweet like facebook

Archivi del giorno: Ottobre 15, 2014

chiosco milana ispica sciopero della fameUccio e Alberto Milana e la mamma Delfina Puglisi hanno iniziato lo sciopero della fame davanti al nuovo chiosco di Piazza dell’Unità d’Italia. Con una protesta forte ed eclatante intendono rivendicare il loro diritto ad essere gli assegnatari del chiosco, proseguendo un rapporto di concessione risalente fino a quando nella vecchia Piazza Regina Margherita c’era lo storico gazebo in muratura che dovettero lasciare per il rifacimento della piazza stessa. Anche con documenti formali fu loro assicurato che sarebbero tornati ad occupare il nuovo chiosco previsto nella nuova piazza. La settimana scorsa la beffa: l’indizione di un bando per la concessione della piccola struttura. Un atto di ingiustizia inaudito, un “diritto negato”, come loro affermano in un volantino.
La settimana scorsa proposi di mandare deserta la gara, lasciando i Milana come unici concorrenti.
Oggi sono solidale con loro in questa nuovo iniziativa.
Riporto integralmente quello che la stampa ufficiale non sta riportando: una lettera al Prefetto di Uccio Milana, controfirmata dal fratello Alberto e dalla mamma, Delfina Puglisi.

A sua Eccellenza
Prefetto di Ragusa
Annunziato Vardè

Sono Salvatore Milana, suppongo Lei sappia benissimo il motivo per cui da due anni a questa parte mi rivolgo a Lei.
La informo che io e la mia famiglia siamo al secondo giorno di sciopero della fame qui a Ispica in piazza dell’unità d’Italia.
Mi chiedo: è giusto mettere a repentaglio la vita dei miei familiari e mia affinché Lei come Organo superiore si accerti insieme a noi sulla reale modalità in cui si sono svolti i fatti riguardanti il nostro chiosco?
Ritengo che una sua ulteriore negazione ad intervenire sia una vera e propria istigazione al suicidio.

Share Button

cassa depositi prestitiUn mutuo di poco più di 5milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti. E’ quanto ha chiesto l’Amministrazione comunale di Ispica allo Stato per ripianare debiti verso clienti e fornitori contratti nel 2013 (quelli al 2012, come si sa, sono di pertinenza dei Commissari per via del dissesto). Il mutuo, ovviamente, comporterà un impegno ulteriore per le finanze del Comune per gli anni a venire: insomma il classico “cu campa paja”. Ma se questo mutuo serve a tacitare creditori, a fare circolare denaro nell’economia locale bloccata, a dare respiro a qualche servizio comunale a carattere sociale, ben venga. Ma sarà proprio così? E’ mai possibile che in un anno un Comune come Ispica abbia da pagare cinque milioni di euro verso clienti e fornitori, non comprendendo tutte quelle uscite alle quali può fare fronte con i trasferimenti ordinari, siano pure esigui, da parte di Stato e Regione e gli introiti delle tasse ed imposte comunali? Credo che non di cinque, ma anche di dieci milioni potrebbe essere il mutuo (ammesso che sia consentito farlo), a condizione che questi denari siano bene spesi. Non è che contraiamo un mutuo “pesante”, ipotechiamo il futuro più di quanto non sia già compromesso e con il ricavato mettiamo in sicurezza la “casta”, limitando il buco che potrebbe essere oggetto del “danno erariale”, cioè di tutti quei risarcimenti che amministratori e funzionari sono chiamati ad operare per riparare a scelte non rispondenti a buona amministrazione? Continua a leggere

Share Button