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Archivi del mese: settembre 2014

tassa soggiorno ispicaCapisco che a parlare di tasse, proprio di questi tempi, ci viene l’orticaria. Ma non abbiamo fatto caso che c’è una tassa che possiamo riscuotere ad Ispica e che pagherebbero i forestieri, senza eccessivi sforzi peraltro. È la tassa di soggiorno. Secondo i dati della Provincia, nel 2012 ad Ispica (fra centro urbano e fascia costiera) sono state 73mila le presenze registrate nelle strutture alberghiere ed extralberghiere, dai b&b, tantissimi e molto accoglienti, agli alberghi, che da noi sono sostanzialmente Marispica e Borgo Rio Favara, fino ai campeggi. Circa un anno fa l’Amministrazione comunale la propose, ma il Consiglio comunale la bocciò non so con quanta lungimiranza. La proposta di allora non era male, prevedendo fasce di contribuenti in base alle tipologie e alla classificazione delle strutture con un minimo di cinquanta centesimi ed un massimo di due euro a pernottamento. Nel merito il Consiglio avrebbe potuto emendare, limare, migliorare la proposta. L’ha respinta. Credo che se ne dovrà riparlare. Anche perché il gettito, cioè il ricavato di questa tassa, è a destinazione vincolata: va quindi speso per beni e servizi riguardanti il turismo e non per altro. Daremmo una piccola mano a un ingranaggio di un modello di sviluppo fondato sulle nostre bellezze naturali e le nostre risorse archeologiche, architettoniche e culturali.

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Ecco alcuni stralci del mio intervento all’incontro con residenti, associazioni, operatori commerciali e turistici della fascia costiera di Ispica.

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problemi e soluzioni per la fascia costiera di ispicaPer la prima volta un partito politico di Ispica ha tenuto un confronto pubblico a Santa Maria del Focallo sui problemi della fascia costiera in una posizione di ascolto. L’abbiamo fatto ieri come Circolo “John Fitzgerald Kennedy” del Partito democratico, incontrando una rappresentanza del Comitato Santa Maria del Focallo­-Marza, residenti, alcuni commercianti e titolari di piccole strutture ricettive che hanno accolto il nostro invito. Non riteniamo di avere ricette pronte, pur avendo già delle idee che partono dalla banale considerazione che Ispica è anche un comune costiero, che nei dodici chilometri di fascia costiera c’è un diffuso tessuto urbano che reclama il diritto di cittadinanza, come dimostra la tristissima vicenda della soppressione degli scuolabus o il fatto che alcune zone interne sono senza servizio di raccolta dei rifiuti. E’ emerso come non possono essere ignorate le politiche di sicurezza del territorio e delle persone che vi abitano e vi soggiornano; una delle prime proposte è quella di dare alla fascia costiera ispicese dignità di soggetto territoriale unico, con la verifica dell’esistenza dei requisiti per farne una frazione o un’unica circoscrizione con una comune denominazione. Importante la pianificazione territoriale coordinata e aggiornata visto che i piani particolareggiati e il piano commerciale in certi casi confliggono e non è più rinviabile il “Piano di utilizzo del demanio marittimo” che fra l’altro consente di garantire gli accessi alla spiaggia dalla litoranea a tutti, senza favoritismi, e il “Piano di completamento” che con una procedura molto snella sblocca la costruzione di piccole unità abitative, aiuta l’edilizia, fa incassare al Comune oneri di urbanizzazione da reinvestire sul posto per realizzare spazi pubblici, per favorire la nascita di attività commerciali, parcheggi, campeggi, aree attrezzate per i camper, eliminando le soste abusive e il campeggio fai­-da-­te sotto il Boschetto. La ricerca di fonti alternative di finanziamento con risorse comunitarie è stata un’altra proposta grazie alla quale attuare un Piano straordinario di infrastrutture, a partire dalla rete idrica e fognaria, alla depurazione, alla pista ciclo-­pedonale parallela a Boschetto e Litoranea, alle connessioni digitali, all’illuminazione pubblica alimentata da energia solare. Un aspetto rilevante ha riguardato lo sfruttamento delle risorse naturali uniche, come il vento, che fa del mare di Santa Maria del Focallo uno dei posti migliori d’Italia per la pratica del kite surfing: logico pensare all’organizzazione di un evento a respiro nazionale che promuova una peculiarità delle zona. Altre proposte: la creazione di una rete fra le attività commerciali e l’istituzione di un Tavolo di coordinamento, concepito come una conferenza dei servizi permanente, fra Comune, Capitaneria di porto, ex Provincia, Forestale, Consorzio di bonifica, Assessorato regionale Territorio e Ambiente per coordinare gli interventi di competenza, senza lungaggini e scarichi di responsabilità.

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c'era una volta la città ispicaÈ triste venire a sapere che ci sono bambini che abitano nelle contrade di Ispica e che ad oggi non sono ancora andati a scuola per la mancanza dello scuolabus. Nel 1987 Ispica ebbe assegnato il titolo di “città”: un riconoscimento alla sua storia, alla sua cultura, al suo patrimonio ma anche e soprattutto alla qualità dei servizi. Negare lo scuolabus ai bambini o chiedere alle famiglie un contributo salatissimo per usufruirne dà la misura dell’idea medievale che ha dell’istruzione chi amministra il Comune. Se il titolo di “città” potesse essere revocato, lo avremmo perso da un bel pezzo. Forse parlare di oscurantismo è una parola grossa. Ma parto dal presupposto che l’istruzione è garanzia di libertà, acquisizione di capacità di discernimento critico, conquista di autonomia intellettuale, a scuola il bambino socializza. Un’Amministrazione comunale che ha fatto giurisprudenza creativa, sfidando le magistrature amministrative e contabili di mezza Italia su dati contabili oggettivi e che non trova la soluzione per garantire il servizio gratis ai bambini della scuola dell’obbligo o è incapace o è colpevole di oscurantismo. O forse entrambe le cose.

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scuolabus e acqua ispica Erogazione dell’acqua potabile a singhiozzo in alcuni quartieri di Ispica e mancato avvio del servizio di scuolabus. Siamo in presenza di un progressivo smantellamento dei servizi comunali dovuto ad incapacità e alla volontà di fare del male alla città da parte di chi non ha più un futuro, né politico, né amministrativo. Un guasto o una manovra sbagliata nell’erogazione dell’acqua potabile in alcuni quartieri può succedere. Ma se il disservizio dura giorni e non si riesce a garantire l’acqua con mezzi di emergenza sufficienti siamo nell’anticamera dell’interruzione di pubblico servizio e nel pieno di una beffa, viste le bollette salatissime per il servizio idrico recapitate nelle scorse settimane. Se iniziano le scuole e non si mettono in marcia gli scuolabus, con i quali diverse decine di bambini e ragazzi che abitano nelle contrade possono frequentare le scuole di ogni ordine e grado, siamo alla negazione del diritto allo studio garantito dalla Costituzione e in presenza di un danno all’equilibrio sociale enorme, aggravato dal fatto di chiedere il pagamento di esosissimi biglietti per potere offrire un improbabile servizio di scuolabus. Il dissesto del Comune è solo il pretesto per mascherare plateali incapacità: perché il dissesto non c’è quando si parla delle indennità degli amministratori, quando si devono sostenere spese legali per cause perse in partenza o per assunzioni temporanee di dirigenti forestieri. Le famiglie, i bambini, gli studenti, coloro che abitano lontano dal centro abitato, di per sé con una serie di servizi in meno, non possono essere trattati in questo modo. Ce n’è abbastanza per chiedere le dimissioni in blocco di un’Amministrazione senza storia, lontana dai bisogni della città, nelle mani di un dilettantismo senza precedenti ad Ispica. Un commissario governerebbe sicuramente meglio i pochi mesi che ci separano dalle elezioni amministrative.

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Sul “weekend di solidarietà”, organizzato dal Partito Democratico “Kennedy” di Ispica, ecco la mia dichiarazione rilasciata a Video Regione nella veste di portavoce del circolo.

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piergiorgio_gerratanaSe vuoi screditare una persona che inaspettatamente ricopre un ruolo di responsabilità basta dirgli “giovane”. E’ quanto sta accadendo in queste ore a Piergiorgio Gerratana, 31 anni, consigliere comunale del Pd di Rosolini, con un attentato intimidatorio subito circa un anno fa alle spalle. Gerratana è stato nominato ieri sera dal presidente Crocetta assessore regionale al Territorio e all’Ambiente. Non sono un giovanilista accanito, preferendo distinguere fra capaci e non capaci, coraggiosi e pavidi, volenterosi disinteressati e svogliati a caccia solo di poltrone. Molta stampa di vario genere questa distinzione non la sta facendo, ricorrendo all’aggettivo “giovane” quasi per dire “ma questo dove pensa di andare?”. Come se gli adulti, i “grandi”, i “maturi” non siano i responsabili dello sfascio in cui ai vari livelli ci troviamo.

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CobaitaDopo la carota, il ‪‎sesamo, alias giuggiulena? Si troverebbero ad Ispica le uniche sementi autoctone e non importate della Sicilia, se non d’Italia. All’Asca si è già tenuto un primo incontro per studiare la cosa, alla presenza di tecnici della Regione. Alcuni operatori dell’agroalimentare del territorio stanno già pensando di utilizzare il nostro sesamo per una serie di prodotti, prima di tutti la cobaita, che ad Ispica chiamiamo col nome della materia prima, giuggiulena, proponendola come prodotto al 100% siciliano, mentre c’è già chi pensa di realizzare coltivazioni intensive di sesamo, progettando addirittura una macchina che semplifichi le operazioni di raccolta. Insomma l’agroalimentare ad Ispica potrebbe riservare sorprese positive nella direzione della tipicizzazione dei nostri prodotti. Inutile nasconderlo: sogniamo la carota novella e il sesamo di Ispica a Slow Food e all’Expo 2015, dedicato proprio all’alimentazione.

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palazzo bruno ispicaConcedere il patrocinio gratuito del Comune per una manifestazione, sia pure essa in disaccordo con le idee dell’Amministrazione, è indice di democrazia, di apertura mentale, di assoluta mancanza di paura del confronto pubblico. A maggior ragione se il patrocinio consente l’utilizzo di uno spazio pubblico. Al Circolo di Legambiente Sikelion di Ispica non è stato concesso di utilizzare il Mercato per il dibattito di sabato scorso sull’erosione costiera, poi tenuto al “Curcio” e molto interessante. Purtroppo l’Amministrazione comunale ha un concetto di “bene comune” e di “beni comuni” del tutto, come dire, “privatistico” e sconosce l’opposizione, la contestazione, il confronto. Se dagli amministratori attuali e “scadenti” (aggettivo o participio dal verbo scadere fate voi) è lontana l’idea del “comune casa di tutti” e del “comune casa di vetro”, non lo deve essere e non lo è per la stragrande maggioranza degli ispicesi. Indignarsi a volte serve ed è il minimo. Come in questo caso.

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