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Archivi del mese: gennaio 2011

La_Repubblica_logoCollecalandra potrebbe essere un qualunque borgo incastonato nel bel territorio ibleo, ma questo “paese della terra e del mare, delle cave e delle strade larghe” è in realtà Ispica, che poggia sulla collina denominata proprio colle Calandra. È in questo suggestivo luogo che si ambienta l’avvincente storia narrata da Gianni Stornello, nel suo secondo romanzo Il figlio della Ruota.
Tra saga familiare e romanzo storico, è la coinvolgente vicenda di Nirìa, figlio illegittimo di un ricco proprietario terriero, don Totò Traina – rimasto vedovo in giovane età – e della sua cameriera donna Rosa Bennardo. Strappato appena nato dalle braccia delle madre, Nirìa ‘U bastardieddu è posto nella Ruota della Chiesa principale del paese dove si abbandonavano, per troppa povertà o per evitare scandali, i bambini frutto di gravidanze non volute. Qui vi rimane però solo un giorno e da quel momento ha inizio la sua esistenza travagliata di chi ha il sangue “troppo blu e troppo rosso”. E’ proprio il protagonista, ormai ultraottantenne, a narrare la sua faticosa ricerca di una identità, in un racconto ricco di colorite espressioni dialettali che si snoda in un lungo percorso dagli anni Venti del Novecento fino ai nostri giorni, incrociando le miserie e le virtù di un popolo, tra gesti infami e generosi, cuttigghi e maledizioni, essere e apparire in una terra dal sapore antico e da sempre regno di insanabili contraddizioni e vividi contrasti.

Emilia Musumeci
per La Repubblica

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10271_La_Sicilia«Il figlio della Ruota», di Gianni Stornello (Prova d’Autore), è uno di quei romanzi che nascono tra le mura della provincia siciliana, ma che per la materia trattata si possono bene aprire verso la letteratura europea. Ed ecco allora apparire all’interno di un evento che ha perlopiù riguardato miglia di neonati (quelli che fino al primo quarto del secolo scorso venivano lasciati in una ruota girevole che li portava dentro gli orfanotrofi) la storia di una donna che oltre a essere serva presso un nobilotto è pure il suo trastullo sessuale. Il pregiudizio è il motivo conduttore del romanzo, acuito dalle mummificazioni sociali di questa estrema provincia siciliana. Fatto realmente successo, precisa Stornello, «Il figlio della Ruota» porta sulla scena altri accadimenti correlati con descrizioni che richiamano memorie per lo più rimosse, mentre al suo interno volteggia pure l’idea del romanzo storico.

Pasquale Almirante
per La Sicilia

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Trascorre tutta la vita Nirìa il protagonista del romanzo, Il figlio della Ruota, di Gianni Stornello ed. Prova d’Autore, a rincorrere un’identità, un padre, la sicurezza di un legame di sangue e, nel frattempo, scorre un secolo, un’epoca. Prima l’attesa trepida di un riconoscimento e di un cognome da chi sente e percepisce come il proprio genitore, poi la battaglia legale, un percorso lungo e doloroso che alla fine farà trionfare la giustizia. L’autore ci conduce dentro una casa patrizia in un piccolo paese della Sicilia, ci racconta una famiglia, una madre tenera, un padre fragile al quale ci si rivolge chiamandolo ’u signurinu e due compagni di vita amati come fratelli che fratelli non sono. Una dimensione del sentire, del dentro e una dimensione del fuori, l’ipocrisia del contesto, le regole ferree di una cultura basata sull’attaccamento alla robba, schiacciata dalle convenzioni dure a morire; Continua a leggere

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copertina_il_figlio_della_ruota2 Ci sono storie, personaggi, vicende che meritano di essere portate alla luce, conosciute e raccontate. Gianni Stornello, con “Il figlio della ruota” – Prova d’Autore Editore, fa tutto ciò e lo fa anche bene. A cinque anni dalla sua prima fatica letteraria , “La libertà sbagliata”, torna in libreria ad arricchire l’autobiografia della Sicilia, di questa parte ragusana, continuando a percorrere luoghi, strade, palazzi, chiese, piazze di città care all’autore, affascinando chi decide di intraprendere un piacevole viaggio tra i vari capitoli del romanzo. Continua a leggere

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